Ampia partecipazione al pubblico dibattito sulla nuova linea ferroviaria Milano-Venezia. Giovanni Contiero: «L’ente locale è rimasto fuori dalla discussione»

Alta velocità, «chiarire i rischi»

25/01/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Suc­ces­so di parte­ci­pazione al dibat­ti­to sull’alta veloc­ità fer­roviaria, orga­niz­za­to alcune sere fa nelle scuole medie del capolu­o­go dal­la Lista per Lona­to, dal Comi­ta­to svilup­po sosteni­bile, Lega ambi­ente e da numerosi grup­pi impeg­nati sul tema trasporti. Tra i rela­tori l’europarlamentare Mon­i­ca Fras­soni del grup­po Ver­di che ha illus­tra­to l’attività svol­ta a Brux­elles, per recla­mare pro­ce­dure traspar­en­ti su chi dovrebbe real­iz­zare l’opera. Fed­eri­co Lori­ni, ex asses­sore del Comune di Chiari, si è invece sof­fer­ma­to sui dan­ni di carat­tere ambi­en­tale. Innanz­i­tut­to la dis­truzione di un tes­su­to agri­co­lo ben rad­i­ca­to sul ter­ri­to­rio ad ovest di Bres­cia, e la pre­vi­sione di demolizione di numerose cascine agri­cole storiche. L’impatto derivante dal­la costruzione di sup­por­ti fer­roviari, che per­me­t­tano alla lin­ea di viag­gia­re ad 8 metri dal­la quo­ta di ter­reno, i peri­coli derivan­ti dal­la costruzione di una nuo­va lin­ea di ali­men­tazione elet­tri­ca per il treno (25.000 volt a cor­rente alter­na­ta) e dei campi mag­neti­ci da essa prodot­ti. Sec­on­do Lori­ni il prob­le­ma prin­ci­pale è rap­p­re­sen­ta­to dal­la den­sità di pre­vi­sioni infra­strut­turali, deter­mi­na­ta dal­la pre­sen­za dell’esistente lin­ea fer­roviaria Bres­cia- e dal­la A4 Milano-Venezia e cui si aggiun­gono, non solo la lin­ea di alta veloc­ità fer­roviaria ma anche la sec­on­da autostra­da Bre Be Mi. Eras­mo Venosi, rap­p­re­sen­tante dei Comu­ni veneti inter­es­sati dall’alta veloc­ità, ha anal­iz­za­to l’ inutil­ità e l’eccessiva onerosità di un’opera faraon­i­ca, che porterà solo scar­si ben­efi­ci in ter­mi­ni strate­gi­ci e di svilup­po. Sec­on­do Venosi, ad opera ulti­ma­ta, l’incremento del traf­fi­co passeg­geri sul­la lin­ea risul­terà pari al 2%. Sec­on­do lo stes­so stu­dio il traf­fi­co mer­ci sul­la diret­trice Milano-Venezia passerà da un 3,5% ad 3,8% (in ter­mi­ni di ton­nel­lag­gio) con un incre­men­to al trasporto mer­ci su rotaie, gra­zie alla nuo­va lin­ea, pari allo 0,3%. Come dire che su 1.000 ton­nel­late di mer­ce trasportate 38 sono trasportate su rota­ia e 962 su gom­ma. Altro aspet­to di fon­da­men­tale impor­tan­za è l’elemento eco­nom­i­co-finanziario-con­trat­tuale per la real­iz­zazione dell’opera. L’intero cos­to, stima­bile intorno ai 500 mil­iar­di di euro, viene garan­ti­to attra­ver­so cap­i­tali pri­vati a fronte del cui impeg­no ver­ran­no emesse obbligazioni. Ora lo Sta­to ital­iano ha garan­ti­to, inseren­do­lo nel­la legge finanziaria del 2002, la resti­tuzione dei presti­ti obbligazionari sot­to­scrit­ti alla loro sca­den­za. Inoltre ha garan­ti­to con la stes­sa pre­vi­sione leg­isla­ti­va l’equilibrio finanziario del Con­sorzio dei costrut­tori, cos­ti­tu­ito da Iri, Eni, Fiat ecc… È evi­dente, ammette Venosi, che non esiste nes­suna anal­isi costi-ben­efi­ci in gra­do di gius­ti­fi­care inves­ti­men­ti di questo genere. Nes­suno si è mai pre­oc­cu­pa­to di dimostrare ana­liti­ca­mente la con­ve­nien­za del­la real­iz­za­izone dell’opera. Per quan­to riguar­da Lona­to il con­sigliere comu­nale Gio­van­ni Con­tiero ha illus­tra­to le ipote­si di local­iz­zazione del cantiere per la real­iz­zazione del­la gal­le­ria lun­ga 7,4 chilometri, evi­den­zian­do i prob­le­mi che essa deter­min­erà. «Non viene chiari­ta tra le tante cose — ha det­to Con­tiero — la ges­tione del vol­ume di mate­ri­ali prove­niente dall’escavazione del­la gal­le­ria. Si trat­ta di mil­ioni di metri cubi di mate­ri­ale da inviare nelle dis­cariche non anco­ra indi­vid­u­ate e per le quali non esiste anco­ra una via­bil­ità defini­ta. C’è la neces­sità di approvi­gion­a­men­to di un’ incred­i­bile quan­tità di ghi­a­ia per la real­iz­za­izone del man­u­fat­to, da prel­e­var­si non si sa dove. Dici­amo da cave di presti­to da local­iz­zare a sor­pre­sa. Il comune di Lona­to — sec­on­do Con­tiero — si è estra­ni­a­to dal­la dis­cus­sione dell’utilità e con­ve­nien­za dell’opera, pre­ocu­pan­dosi in modo resid­uale di dis­cutere sul modo di mit­i­gare i dis­a­gi che il man­u­fat­to causerà ai cit­ta­di­ni». Il dibat­ti­to ha evi­den­zi­a­to due ques­tioni. Pri­ma la neces­sità di infor­mazione sui rischi, costi e impat­to ambi­en­tale del­la lin­ea alta veloc­ità. Il sec­on­do la neces­sità di coor­di­na­men­to di tutte le realtà provi­ciali asso­cia­tive sorte in dife­sa del territorio.

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