La Regione delimita le aree protette all’interno dei due parchi

Alto Garda e Adamello: nuove tutele ambientali

19/11/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Il Con­siglio regionale ha dato via lib­era ai parchi nat­u­rali dell’Adamello e dell’Alto Gar­da, due aree nat­u­rali sit­u­ate all’interno degli omon­i­mi parchi. «Si trat­ta di due provved­i­men­ti — han­no spie­ga­to i rela­tori Dona­to Gior­dano e Ste­fano Maullu, entram­bi di Forza Italia — che si pro­pon­gono di attuare quelle politiche per la sal­va­guardia e la tutela ambi­en­tale del­la Regione che ques­ta mag­gio­ran­za vuole perseguire». I prog­et­ti di legge, approvati a larga mag­gio­ran­za anche da parte di alcu­ni mem­bri dell’opposizione, si pon­gono l’obiettivo di tute­lare flo­ra, fau­na, pecu­liar­ità geo­logiche e idriche; di tute­lare la con­ser­vazione e la ricostruzione dell’ambiente; di sal­va­guardare i val­ori antropo­logi­ci, arche­o­logi­ci, stori­ci e architet­toni­ci oltre alle attiv­ità agro-sil­vo-pas­torali. La ges­tione del par­co dell’Adamello sarà affi­da­ta alla Comu­nità mon­tana di Valle Camon­i­ca, già per­al­tro pre­pos­ta alla ges­tione del Par­co regionale dell’Adamello. Men­tre la cura del dell’Alto Gar­da Bres­ciano sarà di com­pe­ten­za del­la Comu­nità mon­tana dell’Alto Gar­da Bres­ciano che già gestisce il Par­co regionale dell’Alto Gar­da Bres­ciano. Alcu­ni par­ti­ti del­la mino­ran­za han­no appog­gia­to i prog­et­ti di legge pre­sen­tati alla giun­ta regionale. Tra questi anche i Ds han­no ader­i­to all’iniziativa, non sen­za man­i­festare però alcune ris­erve. I con­siglieri Clau­dio Bra­gaglio e Mar­co Cipri­ano han­no chiar­i­to la posizione del loro par­ti­to sot­to­li­ne­na­do che è sta­to espres­so voto favorev­ole all’istituzione dei due parchi, per­chè viene ritenu­to gius­to esten­dere la sal­va­guardia alle aree di par­ti­co­lare pre­gio ambi­en­tale così come è impor­tante la diret­ta respon­s­abil­ità ges­tionale affi­da­ta alle rel­a­tive Comu­nità mon­tane. La crit­i­ca mossa dai Ds riguar­da invece la man­ca­ta rifor­ma del­la legge regionale 86 del 1983 che con­sen­tirebbe di rimet­tere ordine tra i parchi region­ali e nat­u­rali. «I due provved­i­men­ti — aggiunge Margheri­ta Per­oni, con­sigliere regionale di Forza Italia — si pro­pon­gono di attuare quelle politiche per la sal­va­guardia e la tutela ambi­en­tale del­la Regione che ques­ta mag­gio­ran­za vuole perseguire». «I prog­et­ti di legge, approvati a larghissi­ma mag­gio­ran­za, si pon­gono gli obi­et­tivi di tute­lare fau­na, flo­ra, pecu­liar­ità geo­logiche e idriche; tute­lare la con­ser­vazione e la ricostruzione dell’ ambi­ente; sal­va­guardare i val­ori antropo­logi­ci, arche­o­logi­ci, stori­ci e architet­toni­ci oltre alle attiv­ità agro-sil­vo-pas­torali. Il lavoro e le mod­i­fiche di questi anni — aggiunge Per­oni — han­no por­ta­to ad indi­vid­uare le aree che più delle altre neces­si­tano di tutela e sal­va­guardia, preser­van­do allo stes­so tem­po lo svilup­po di quelle attiv­ità umane legate a queste zone».

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