Nel programma di investimenti per il servizio materiali e vestiti per la sicurezza, operazioni coordinate dalla Comunità montana. Oltre duecento uomini al lavoro gratuitamente per 38mila ettari di boschi

Alto Garda, gli angeli antincendio

12/06/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Alla base di tut­to, si pone la disponi­bil­ità per­son­ale dei volon­tari e la loro capac­ità di met­tere a dis­po­sizione del­la col­let­tiv­ità giorni di ferie o giorni fes­tivi. Sen­za ques­ta pre­mes­sa non potrebbe stare in pie­di il servizio anti­ncen­dio boschi­vo, gesti­to dal­la Comu­nità Mon­tana all’in­ter­no del Par­co del­l’al­to Gar­da bres­ciano: 38.000 ettari di ter­ra, in buona parte bosca­ta, specie nelle aree mon­tane. Un’area ad alto ris­chio, come purtrop­po gli incen­di del pas­sato stan­no a ricor­dare. E il servizio affon­da le radi­ci pro­prio nel servizio dei volon­tari. La pri­ma rif­les­sione che emerge, a mar­gine del­l’im­por­tante eserci­tazione di anti­ncen­dio boschi­vo appronta­ta lo scor­so fine set­ti­mana nel­l’en­troter­ra di Gargnano, paese cen­trale nel ter­ri­to­rio del­la Comu­nità mon­tana Par­co del­l’al­to Gar­da, è pro­prio ques­ta. In lin­ea con ques­ta la rif­les­sione, basi­lare, se ne rac­col­go­no altre tra gli addet­ti ai lavori, che han­no parte­ci­pa­to alla “tre giorni” di aggior­na­men­to tec­ni­co mes­sa in cal­en­dario dal­la Comu­nità Mon­tana stes­sa, all’in­ter­no del­la quale il ref­er­ente per questo set­tore è Ser­gio Castelli­ni, e dal­la . Impeg­no per­son­ale, quin­di, quale fat­tore impre­scindibile che, se man­cante, farebbe cadere tut­to. A meno che non si pen­si a prestazione d’opera ret­ribui­ta: in questo caso il dis­cor­so pren­derebbe altri ris­volti, cer­ta­mente anco­ra meno pos­i­tivi. La Comu­nità Mon­tana — tenu­ta per legge a coor­dinare l’in­ter­ven­to in caso di incen­dio boschi­vo sul suo ter­ri­to­rio — può con­tare su alcu­ni grup­pi di volon­tari­a­to con i quali ha stip­u­la­to una con­ven­zione che ne rego­la l’op­er­a­tiv­ità in caso di incen­dio boschi­vo. In com­p­lesso, al mas­si­mo del­la disponi­bil­ità, gli uomi­ni che pos­sono essere imp­ie­gati sono poco più di 210. Sono dis­tribuiti tra asso­ci­azioni che han­no la loro sede nei diver­si comu­ni altog­a­rde­sani: (Salò, Gargnano, Valvesti­no), Nono Com­pren­so­rio (Toscolano Mader­no), Tig­nale Soc­cor­so, Volon­tari di Tremo­sine. A questi si accostano i grup­pi che fan­no capo all’ANA Monte Suel­lo di Salò: Limone, Vesio, Gargnano, Toscolano Mader­no, Valvesti­no, Mag­a­sa, Gar­done Riv­iera. «Gli oltre 200 volon­tari non per­cepis­cono ret­ribuzione in denaro — chiarisce Ser­gio Castelli­ni — anzi, se sono lavo­ra­tori dipen­den­ti, soli­ta­mente devono ricor­rere a gior­nate di ferie, sal­vo accor­di con i datori di lavoro». Resterebbe un’al­tra pos­si­bil­ità: il ricor­so alla pre­cettazione, che prevede anche qualche rim­bor­so spese, ma è una stra­da poco prat­i­ca­ta e poco prat­i­ca­bile. Per cui, quan­do si pro­cede ai rim­bor­si spe­sa, questi sono devo­lu­ti for­fe­tari­a­mente ai grup­pi di apparte­nen­za. Quan­to ai volon­tari, questi si gio­vano almeno del­la cop­er­tu­ra assi­cu­ra­ti­va paga­ta dal loro grup­po (in qualche caso con i sol­di rac­colti dai volon­tari stes­si gra­zie a qualche inizia­ti­va) con inte­grazione del­la cop­er­tu­ra da parte del­la Comu­nità Mon­tana, che provvede anche a garan­tire le spese vive: ben­z­i­na, viveri, test medici. Il pro­gram­ma di inves­ti­men­ti prevede la for­ni­tu­ra di attrez­za­ture: vesti­ti di sicurez­za, caschi, tute, for­ni­ti alle asso­ci­azioni che han­no ader­i­to al pro­to­col­lo di inte­sa con la Comu­nità Mon­tana. Un servizio, quel­lo anti­ncen­dio boschi­vo, basato mas­s­ic­cia­mente sul volon­tari­a­to, quin­di, e con un aspet­to che pre­oc­cu­pa: l’età dei volon­tari. Il tas­to è dolente e vede due realtà piut­tosto dis­tinte. I comu­ni del­l’al­to lago (Limone, Tremo­sine e Tig­nale) reg­is­tra­no una parte­ci­pazione gio­vanile più accen­tu­a­ta. Per gli altri Comu­ni, la forza è garan­ti­ta soprat­tut­to da gente di espe­rien­za e che ha qualche pri­mav­era in più sulle spalle.