L’opera ha ottenuto tutti i permessi e le autorizzazioni dagli enti preposti

Ambientalisti contrarial canale a villa Bober

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Ha avu­to tut­ti i per­me­s­si e le autor­iz­zazioni dai vari enti. Eppure, il canale a for­ma di «U» che ver­rebbe real­iz­za­to per con­sen­tire il rici­clo dell’acqua prove­niente dal vici­no scol­ma­tore fog­nario del , nel­lo spec­chio acqueo anti­s­tante la vil­la Bober, tra Riv­oltel­la e Sirmione, ha mes­so in fib­ril­lazione le asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste di Desen­zano. Sec­on­do queste, infat­ti, il prog­et­ta­to sca­vo, com­mis­sion­a­to dal mag­nate rus­so pro­pri­etario del­la vil­la, da com­pier­si sul fon­dale lacus­tre, non servirebbe a quel­lo scopo, ma sarebbe «inutile».Forse, dietro a quest’intervento, potrebbe nascon­der­si qualche altro fine, per esem­pio il tran­si­to di natan­ti in entra­ta e usci­ta dal­la son­tu­osa res­i­den­za. È quan­to sospet­tano gli ambi­en­tal­isti. In ogni caso, sot­to­lin­eano Mar­i­ano Bres­ciani (Cnr), Gabriele Loviset­to (in rap­p­re­sen­tan­za del Cai), Daniele Manzi­ni (Lega Navale) e Gui­do Parmeg­giani (Airone Rosso) che han­no già trasmes­so un’articolata e det­tagli­a­ta relazione al sin­da­co Cino Anel­li e all’assessore ai lavori pub­bli­ci Pao­lo Abate, l’esito dell’opera sarebbe «nefas­to» dal pun­to di vista nat­u­ral­is­ti­co e ambi­en­tale. Infat­ti la riten­gono «noci­va all’ecosistema dei fon­dali, forte­mente impat­tante sull’ecosistema del­la zona umi­da, che ver­rebbe a perdere qua­si un ter­zo del­la pro­pria esten­sione, incom­pat­i­bile nelle sue preved­i­bili con­seguen­ze, come l’aumento del­la cir­co­lazione dei natan­ti, con la neces­sità di sal­va­guardare adeguata­mente la porzione ori­en­tale del can­neto di S. Francesco».Già, per­ché lo sca­vo inter­es­sa una super­fi­cie di cir­ca 1,20 ettari men­tre l’area totale si aggi­ra sui 3 ettari, dove sono pre­sen­ti due gran­di can­neti ad ovest e ad est rispet­to alla vil­la. «I due canali — pre­cisa Loviset­to — saran­no lunghi 280 m. cias­cuno, larghi 11 e pro­fon­di 2. Lo scol­ma­tore tra l’altro ver­rà mod­i­fi­ca­to e sposta­to a ridos­so di S. Francesco. Per effet­to del­la canal­iz­zazione, inoltre, la pro­fon­dità ver­rebbe alter­ata di almeno 50 cm.».Questo sta­to di alter­azione dell’area lacuale, in aggiun­ta alla pre­sun­ta mag­giore cir­co­lazione di natan­ti, rap­p­re­sen­terebbe «un’intollerabile fonte di dis­tur­bo alla zona più occi­den­tale del can­neto di S. Francesco, pro­prio nel­la parte più pre­gia­ta di esso, teatro di nid­i­fi­cazioni di uccel­li rari, e provocherebbe un notev­ole impat­to sulle macrof­ite acquatiche, così impor­tan­ti per gli equi­lib­ri del lago e così già forte­mente ridotte a causa delle eliche delle imbarcazioni».«La vastità dell’intervento — scrivono gli ambi­en­tal­isti garde­sani — rimuoven­do in modo con­sis­tente la parte più super­fi­ciale del fon­dale lacus­tre cos­ti­tu­ito da una dif­fusa strut­tura ciot­tolosa nel­la quale è pre­sente una bio­di­ver­sità ben­ton­i­ca (larve, mol­luschi e crosta­cei) nonché uova di pesci e anfibi, alter­erebbe una parte vas­ta di eco­sis­tema in cui il bas­so fon­dale diven­ta, in peri­o­do di sec­ca, una riva umi­da, in cui si reg­is­tra­no con­cen­trazioni di ana­ti­di e trampolieri».

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