Il Comitato del Parco delle colline moreniche chiede una riflessione

Ambientalisti in campo

17/01/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

«E’ giun­to il momen­to di provo­care una respon­s­abile rif­les­sione a chi ammin­is­tra il nos­tro ter­ri­to­rio e un cosciente esame a chi si è impeg­na­to nelle spec­u­lazioni più dis­parate». Sono queste le parole del Comi­ta­to Par­co , impeg­na­to ques­ta vol­ta nel­la dife­sa del­la Valte­n­e­si, area del Bas­so Gar­da che com­prende i Comu­ni di Padenghe, Moni­ga, Soiano, Maner­ba, Polpe­nazze, Pueg­na­go e San Felice. Parole che con­tengono un chiaro mes­sag­gio: impedire che le bellezze e le risorse di una delle zone più affasci­nan­ti del Gar­da vengano dis­trutte dal­la spec­u­lazione edilizia. Un grup­po di asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste dei sette Comu­ni del­la Valte­n­e­si si è riu­ni­to per iniziare un’azione coor­di­na­ta per dire «stop» alla costruzione di cave, strade, sot­topas­si, res­i­den­ze, capan­noni e por­ti. L’azione di questo grup­po di lavoro prevede un pro­gram­ma di inizia­tive che porter­an­no ad un esame del ter­ri­to­rio, coin­vol­gen­do Provin­cia e Comu­ni. «Per­cor­ren­do la statale che da Desen­zano por­ta a Salò — spie­ga il Comi­ta­to — si attra­ver­sa la Valte­n­e­si, una bal­cona­ta sul che con­ser­va tea­sori nat­u­rali, ambi­en­tali e pae­sag­gis­ti­ci di alto liv­el­lo. Oggi questo ter­ri­to­rio è col­pi­to dal­la vorac­ità spec­u­la­ti­va che lo ha ridot­to ad un insieme di capan­noni e fab­bri­cati dalle fogge più strane. Ci rife­ri­amo soprat­tut­to alla stra­da statale, dove tigli e pini marit­ti­mi sono sta­ti sos­ti­tu­iti da rotonde fan­ta­siose. Per quel min­i­mo di sen­so civi­co che anco­ra ci rimane, è giun­to il momen­to di provo­care una respon­s­abile rif­les­sione agli ammin­is­tra­tori, sia a liv­el­lo locale che a liv­el­lo provin­ciale; se si va avan­ti di questo pas­so i nos­tri figli e i nos­tri nipoti vivran­no su quel­lo che abbi­amo dis­trut­to. La nos­tra sper­an­za è di coin­vol­gere res­i­den­ti, abi­tan­ti di sec­onde case e tur­isti affinché la nos­tra azione tro­vi con­di­vi­sione, parte­ci­pazione e fer­mez­za nel dire «bas­ta» a quan­to sta avve­nen­do. La Soprint­en­den­za ai Beni ambi­en­tali di Bres­cia, con la quale è già inizia­ta una preziosa col­lab­o­razione, sarà tenu­ta al cor­rente di tutte le nos­tre azioni».