Da un’altra operazione contro gli abusivi emerge l’innalzamento del livello dell’illegalità Arresti ed espulsioni. In vendita anche cellulari e documenti falsi

Ambulanti, battaglia infinita

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Di Luca Delpozzo
Nicola Alberti

Tut­ti i fre­quen­ta­tori di Desen­zano conoscono il fiorente «mer­cati­no» abu­si­vo ani­ma­to soprat­tut­to in estate da decine di ven­di­tori africani. E’ una vec­chia sto­ria, che irri­ta pesan­te­mente i com­mer­cianti legali in sede fis­sa, piace a moltissi­mi acquiren­ti e rap­p­re­sen­ta un grat­ta­capo per le forze dell’ordine. Domeni­ca scor­sa, una oper­azione inter­forze di con­trasto del com­mer­cio abu­si­vo por­ta­ta a ter­mine da , e si è con­clusa con cinque arresti, sei espul­sioni (che si aggiun­gono alla deci­na dei giorni prece­den­ti) e dod­i­ci denunce. Ed è ter­mi­na­ta con una nuo­va ver­i­fi­ca dell’esistenza di una effi­ciente orga­niz­zazione che sta a monte dei sem­pli­ci ven­di­tori, rifor­nen­doli di tut­to e anche — impor­tante novità — di tele­foni­ni e doc­u­men­ti fal­si. «Da parte nos­tra non c’è la volon­tà di colpire gli extra­co­mu­ni­tari in quan­to tali — assi­cu­ra il sin­da­co Firen­zo Pien­az­za -, ma le modal­ità con cui viene effet­tua­to il com­mer­cio abu­si­vo qui sono tali da riv­e­lare l’esistenza di una vera orga­niz­zazione crim­i­nale. E’ doveroso con­trastare ques­ta attiv­ità, che dan­neg­gia i com­mer­cianti del paese, e far rispettare le leg­gi. Non par­liamo più degli abu­sivi che vende­vano qualche accendi­no con una cas­set­ta appe­sa al col­lo, ma di per­sone che han­no in diverse occa­sioni aggred­i­to agen­ti di polizia locale e cara­binieri». Che tipo di mate­ri­ale è sta­to seques­tra­to? «Abbi­amo recu­per­a­to — spie­gano i cara­binieri — ottan­ta borse, 93 cd, 29 paia di scarpe, 275 occhiali e 32 portafogli. Ma le novità sono rap­p­re­sen­tate dal­la pre­sen­za di tele­foni­ni, capi d’abbigliamento e doc­u­men­ti fal­si. Inoltre sono cam­bi­ate le modal­ità usate dagli ambu­lan­ti: non arrivano più con i bor­soni, ma ven­gono rifor­ni­ti diret­ta­mente sul pos­to da fur­goni». «Le per­sone fer­mate — spie­ga il coman­dante del­la polizia locale Car­laber­to Pres­ic­ci — sono al 99 per cen­to di nazion­al­ità sene­galese, e anche gli incar­i­cati dei riforn­i­men­ti, almeno al liv­el­lo più bas­so, sono di quel­la nazion­al­ità. Inoltre abbi­amo potu­to rin­venire un cat­a­l­o­go di mer­ce con il quale l’acquirente pote­va scegliere numerosi arti­coli per poi farseli portare il giorno tale, all’ora tale e in un deter­mi­na­to pos­to». Insom­ma, sec­on­do le forze dell’ordine, i fur­goni che sem­bra carichi­no la mer­ce in un depos­i­to a Bres­cia, la pre­sen­za del cat­a­l­o­go, l’introduzione di nuovi prodot­ti come i tele­foni­ni, i capi di ves­tiario e i doc­u­men­ti fal­si, oltre alle ormai note vedette che avvisano del­la pre­sen­za delle forze dell’ordine e alle aggres­sioni agli agen­ti, riv­el­ereb­bero una strut­tura arti­co­la­ta, com­p­lessa e dif­fi­cile da smantellare.

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