Respinta la richiesta di potenziare il servizio emersa alla conferenza dei sindaci.
Piccoli: «Guerra tra Croci, meglio un’unica organizzazione»

Ambulanze, l’Ulss dice no

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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il piano «Emer­gen­za-estate sicu­ra», mes­so in cam­po dai sin­daci del­la spon­da veronese del Gar­da e con­corda­to con i rap­p­re­sen­tan­ti dei mezzi di soc­cor­so che oper­a­no in questo ter­ri­to­rio, per il momen­to non ha trova­to il con­sen­so del­la direzione san­i­taria di Bussolengo.È emer­so nel cor­so del­la con­feren­za dei sin­daci dell’Ulss 22, in cui le richi­este di poten­zi­a­men­to delle ambu­lanze per il peri­o­do esti­vo sul lago non sono state accolte. Anche se uno spi­raglio è rimas­to aper­to: a fine incon­tro, la con­feren­za ha deciso ven­ga isti­tu­ito un tavo­lo di lavoro, attorno al quale sedere tec­ni­ci dell’Ulss e Comu­ni, per trovare una soluzione istituzionale.E a fine riu­nione, pro­prio il diret­tore gen­erale dell’Ulss 22, Rena­to Pic­coli, ha antic­i­pa­to una rispos­ta anche alla richi­es­ta dei sin­daci del lago di atti­vare una nuo­va sede esti­va di Guardia med­ica a Gar­da. «Per il servizio di con­ti­nu­ità assis­ten­ziale sti­amo appro­fonden­do l’idea di creare un sis­tema di cen­tral­iz­zazione, in cui ci sarà un numero tele­fon­i­co uni­co da chia­mare, il quale smis­terà le chia­mate. Sti­amo met­ten­do assieme questo sis­tema, che tro­va dif­fi­coltà di accor­do con l’or­ga­niz­zazione sin­da­cale, ma con­ti­amo di rius­cire a risol­vere il prob­le­ma. La nuo­va orga­niz­zazione man­ter­rà le attuali sedi del servizio ma smis­terà i medici dal­la sede centrale».«Riteniamo che ascoltare le esi­gen­ze del ter­ri­to­rio sia indis­pens­abile», ha pre­cisato Pic­coli «ma ci siamo anche chi­esti quan­to fos­se fon­da­ta la richi­es­ta. Le otto asso­ci­azioni di soc­cor­so che oper­a­no sono spes­so soci­età pri­vate: abbi­amo cer­ca­to di tute­lare l’organizzazione sul­lo spir­i­to del volon­tari­a­to, dove non ci sem­bra­va oppor­tuno fare una razion­al­iz­zazione estrema. Rite­ni­amo però che se il pron­to inter­ven­to fos­se affida­to ad un’unica orga­niz­zazione, non si creereb­bero quelle com­pe­tizioni che ci sono tra Cro­ci. Pen­si­amo quin­di che il servizio deb­ba rispon­dere alle reali neces­sità e non alle esi­gen­ze dei gestori».Per accred­itare la tesi Pic­coli ha por­ta­to i numeri degli inter­ven­ti. «I cod­i­ci gial­li e rossi sono estrema­mente lim­i­tati per una deci­na di ambu­lanze sul lago; i tem­pi di inter­ven­to dal­la chia­ma­ta all’arrivo sul pos­to si attes­tano dai 7 ai 14 minu­ti, anche se poi l’arrivo all’ospedale è più lun­go. Questi dati ci sem­bra­no suf­fi­ci­en­ti per tran­quil­liz­zare i sin­daci sul fat­to che rite­ni­amo che il servizio sia ragionevol­mente ben orga­niz­za­to». «Inoltre», ha sot­to­lin­eato Pic­coli «il Suem ci dice che a fronte del grosso incre­men­to di popo­lazione esti­va, cir­ca il 50 per cen­to degli inter­ven­ti dell’elicottero ven­gono svolti in ques­ta zona con una popo­lazione di cir­ca 22 mila res­i­den­ti men­tre esegue l’altra metà degli inter­ven­ti per i 750 mila abi­tan­ti del resto del­la provin­cia. Mi pare quin­di che il servizio dell’elicottero sia più che adeguato»A con­fer­mare le dichiarazioni del diret­tore gen­erale, è inter­venu­to il diret­tore del Suem di Verona, Gio­van­ni Cipolot­ti. «La provin­cia di Verona», ha det­to «ha una grande pre­sen­za di volon­tari­a­to e di ditte pri­vate che svol­go­no servizio di trasporto assis­ti­to. Questo per noi è una for­tu­na per­chè garan­tisce cap­il­lar­ità, mezzi ed equipag­gi. I dati però non ci indi­cano neces­sità di incre­men­to, per­chè i para­metri di inter­ven­to, dai 15 ai 20 minu­ti, sono per­fet­ta­mente in lin­ea con gli stan­dard nazion­ali imposti per legge, i quali preve­dono dagli 8 ai 10 minu­ti per le aree urbane e dai 15 ai 20 per le aree extrau­r­bane e sebbene nei mesi estivi i tem­pi si dilati­no per la via­bil­ità questo prob­le­madu­rante il giorno è risolto dall’uso dell’elicottero».L’assessore ai di Tor­ri, Fabio Raguzzi, ha sot­to­lin­eato che «le val­u­tazioni sug­li inter­ven­ti del 2006 non ten­gono pre­sente i qua­si 10 mil­ioni di pre­sen­ze estive sul lago. Le ambu­lanze che oper­a­no sul nos­tro ter­ri­to­rio sono cinque e non dieci e quan­do ci sono i trasfer­i­men­ti, i tem­pi di atte­sa di un ambu­lan­za arrivano anche a mezz’ora e non ai 10 minu­ti . La pro­pos­ta uni­taria dei sin­daci con le Cro­ci è di incre­mentare con altri tre mezzi i comu­ni di Bren­zone, Cavaion e Castel­n­uo­vo».

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