Oltre seicento studenti qualche settimana fa hanno effettuato ricerche nei punti più strategici

Analisi delle acque:bene il lago, male i fiumi

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Gli stu­den­ti pro­muovono il Bas­so lago ma boc­ciano gli afflu­en­ti. Nel mag­gio scor­so più di 600 ragazzi di numerose scuole, accom­pa­g­nati da una quar­an­ti­na di inseg­nan­ti, han­no effet­tua­to le anal­isi delle acque in sei pun­ti strate­gi­ci del Bena­co, un test volu­to per cer­care di fare chiarez­za sulle acque del lago e capire quali fos­sero bal­ne­abili o meno: Lido di Lona­to, Desen­zano, Peschiera e tre a Sirmione. Inoltre han­no pre­so in con­sid­er­azione sette fiu­mi, di pic­co­la e media dimen­sione, e gli abit­u­ali 125 pun­ti di cam­pi­ona­men­to dell’Asl, rel­a­tivi alla qual­ità ai fini del­la bal­neazione. Adesso la ha dif­fu­so i risultati.Il lago di Gar­da, come del resto tes­ti­mo­ni­a­to dal­la bal­ne­abil­ità del­la grande mag­gio­ran­za delle spi­agge, è in buone con­dizioni (solo due pun­ti su 125 han­no un para­metro oltre i lim­i­ti) e l’unico dato evi­dente è la costante sovrasat­u­razione di ossigeno, soprat­tut­to nei pres­si del fiume Min­cio che a Peschiera esce dal Gar­da per immerg­er­si nel­la pia­nu­ra padana. La causa potrebbe essere una abbon­dante pre­sen­za di com­po­nente veg­e­tale in sospen­sione. Anche i dati satel­li­tari han­no evi­den­zi­a­to una mag­giore con­cen­trazione di clorofilla‑a nel­la zona com­pre­sa tra Sirmione e Peschiera. In futuro potrebbe essere utile effet­tuare pre­lievi lon­tano dal­la cos­ta per capire quan­to pos­sa essere rad­i­ca­to nel lago questo genere di problema.MENO CONFORTANTI invece le infor­mazioni prove­ni­en­ti dal mon­i­tor­ag­gio degli afflu­en­ti, come il rio Maguz­zano, il gan­fo del­la Bra­gagna o quel­la del­la Gar­bel­la, su cui sarebbe aus­pi­ca­bile inter­venire per ridurne i carichi dei nutri­en­ti (azo­to, fos­foro) e degli inquinan­ti organi­ci. Sareb­bero un’ottantina i cor­si da pren­dere in con­sid­er­azione su tut­to il ter­ri­to­rio lacustre.Per quan­to riguar­da il Min­cio, 13 le stazioni di mon­i­tor­ag­gio chimico/batteriologico: da Mon­zam­bano a Gov­er­nolo. L’Arpa Lom­bar­dia ha cer­ca­to i met­al­li pesan­ti. La situ­azione res­ta sta­bile rispet­to agli altri anni, con situ­azioni prob­lem­atiche sia a valle del­lo scari­co del depu­ra­tore di Peschiera che dopo la diga di Salionze.Il Sar­ca è sta­to con­trol­la­to in due pun­ti: uno nei pres­si di Tione (sono sta­ti reg­is­trati alcu­ni val­ori ele­vati di fos­foro) e l’altro a monte di Riva (trop­pi col­ifor­mi totali), a dis­tan­za di 30 chilometri uno dall’altro.Alle ril­e­vazioni, durate quat­tro giorni, han­no con­tribuito l’Asl di Bres­cia, l’Arpav Vene­to, l’Apss di Tren­to, l’ di Par­ma, il Cen­tro di ril­e­va­men­to ambi­en­tale e il Cnr-Ivrea (Stazione sper­i­men­tale «Euge­nio Zil­i­oli»), che ha effet­tua­to sia l’analisi di una immag­ine satel­litare che le mis­urazioni con flu­o­rimetro e radiometro al largo di Sirmione.L’Assessorato all’Ecologia del­la Provin­cia di Bres­cia ha fat­to in modo che gli isti­tu­ti supe­ri­ori di Lona­to (Agrario) e Desen­zano (Alberghiero) e le Medie «Trebeschi Cat­ul­lo» di Riv­oltel­la potessero avere sia gli stru­men­ti (kit per l’analisi dei dati chimi­ci dell’acqua e stru­men­ti dig­i­tali per la misura di alcu­ni para­metri fisi­ci) sia le nec­es­sarie nozioni per affrontare autono­ma­mente il mon­i­tor­ag­gio da cui par­tire per arrivare poi alle con­clu­sioni più impor­tan­ti.