Accesso consentito ai cani. In progetto pure uno spazio verde per la corsa Il Comune accoglie una richiesta dei proprietari

Anche Fido va in spiaggia

02/09/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

A volte, un provved­i­men­to restrit­ti­vo con­cepi­to per la sicurez­za delle per­sone può evolver­si, cre­an­do una situ­azione nuo­va e pos­i­ti­va. E’ suc­ces­so a Moni­ga. Qui, infat­ti, una ordi­nan­za del sin­da­co per una ges­tione «con­trol­la­ta» dei cani ha avu­to uno svilup­po davvero inat­te­so: alla fine, il Comune ha fini­to per offrire pro­prio ai cani e ai rispet­tivi pro­pri­etari un servizio prob­a­bil­mente uni­co in tut­ta l’Italia set­ten­tri­onale. A Moni­ga, tra pochi giorni (e per il futuro), i migliori ami­ci dell’uomo avran­no una spi­ag­gia tut­ta per loro, per cor­rere e per fare il bag­no sen­za prob­le­mi, evi­tan­do multe salate e con­trasti con i bag­nan­ti a «due zampe». Sarà un servizio uni­co, dice­va­mo. Sì, per­chè in teo­ria e anche in prat­i­ca, sulle spi­agge del Bel Paese c’è spazio per fra­cas­soni e sem­i­na­tori di rifiu­ti, ma non per i cani. E ogni estate non si con­tano i pro­pri­etari di ani­mali, mag­a­ri pic­coli, silen­ziosi ed «edu­cati», che si vedono appi­op­pare sanzioni stratos­feriche solo per­chè non han­no volu­to sep­a­rar­si dal loro ami­co del cuore. La vicen­da ha avu­to inizio il 7 giug­no scor­so, con una ordi­nan­za del sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni che ave­va impos­to tra le altre cose (sul­la base di un provved­i­men­to regionale già revo­ca­to) l’obbligo di portare a spas­so i pro­pri ani­mali con guin­za­glio e museruo­la. Dopo pochi giorni, l’Ente nazionale pro­tezione ani­mali di Bres­cia, affi­an­ca­to da un grup­po di res­i­den­ti e di tur­isti, ave­va scrit­to allo stes­so sin­da­co chieden­do un inter­ven­to di bas­so pro­fi­lo: via la museruo­la (bas­ta il guin­za­glio), che soprat­tut­to in estate è una tor­tu­ra, in quan­to impedisce a un cane di raf­fred­dar­si ansi­man­do, e uno spazio adegua­to per le corse di Fido. L’Enpa chiede­va anche mag­giore elas­tic­ità rispet­to al divi­eto di entrare nei ris­toran­ti col pro­prio ami­co peloso, e gli ani­mal­isti, decisa­mente, sono sta­ti accon­tentati anche da questo pun­to di vista, nel sen­so che ora l’accesso è affida­to alla dis­crezion­al­ità di ogni gestore, men­tre il Comune, come si dice­va, ha vara­to provved­i­men­ti all’avanguardia in Italia. C’è volu­to un po’, ma il 27 agos­to il sin­da­co ha man­tenu­to l’impegno pre­so con l’associazione e ha emana­to una nuo­va ordi­nan­za: un provved­i­men­to che nat­u­ral­mente con­tiene anco­ra una serie di divi­eti. Per esem­pio quel­lo di di con­durre cani negli uffi­ci pub­bli­ci, nei ris­toran­ti (sal­vo eccezioni), nei negozi e sulle spi­agge. Ven­gono proib­ite anche le «nuo­tate» dei quadru­pe­di (spazio ris­er­va­to a parte), e viene vieta­ta l’introduzione di ani­mali di ogni dimen­sione nel par­co cit­tadi­no «Tre San­ti», che non può essere nem­meno attra­ver­sato. E nat­u­ral­mente, recita sem­pre l’ordinanza, i pro­pri­etari sono obbli­gati a spostar­si per il cen­tro abi­ta­to, nei gia­r­di­ni pub­bli­ci e lun­go le passeg­giate a lago sem­pre muni­ti di palet­ta e sac­chet­to per la rac­col­ta delle deiezioni dei pro­pri ani­mali. L’obbligo di guin­za­glio e museruo­la? Il provved­i­men­to è sta­to cor­ret­to, nel sen­so che in con­dizioni nor­mali, anche per i sogget­ti di grossa taglia e poten­zial­mente peri­colosi (il decre­to par­la di un peso pari o supe­ri­ore ai 18 chili e di un’altezza supe­ri­ore ai 35 cen­timetri) bas­ta il sem­plice guin­za­glio, men­tre la museruo­la, spie­ga il sin­da­co Polli­ni, diven­ta obbli­ga­to­ria solo se si entra in luoghi par­ti­co­lar­mente affol­lati o ristret­ti. E veni­amo al capi­to­lo «fit­ness cani­no» e alla prin­ci­pale e grande novità monigh­ese. In Comune stan­no aspet­tan­do l’arrivo dei due cartel­li che delim­it­er­an­no un trat­to di spi­ag­gia rag­giun­gi­bile scen­den­do lun­go via Scalet­ta (inizia in fon­do alla via a sin­is­tra, guardan­do ver­so Maner­ba) che, appun­to, sarà ris­er­va­to alla bal­neazione ani­male. Lo spazio non sarà recin­ta­to e sarà ovvi­a­mente uti­liz­z­abile anche dalle per­sone, che però non potran­no protestare per gli strani bag­nan­ti pre­sen­ti; bag­nan­ti che in questo spazio potran­no essere final­mente liberi. E non è fini­ta. Il par­co Tre San­ti è diven­ta­to sì off lim­its, ma all’esterno del gia­rdi­no è già sta­to allesti­to un pic­co­lo spazio recin­ta­to (che ver­rà puli­to rego­lar­mente dal per­son­ale comu­nale) nel quale «parcheg­gia­re» il pro­prio ami­co, legan­do­lo o las­cian­do­lo libero, se si vor­rà accedere al gia­rdi­no. Dul­cis in fun­do, tra poco tem­po sem­pre il Comune (prob­a­bil­mente anche sta­vol­ta si trat­ta dell’unico caso in provin­cia) alle­stirà, in un’area di prossi­ma ces­sione da parte di un pri­va­to, un vero «galop­pa­toio» cani­no: 1000–1500 metri quadri recin­tati per le corse sfre­nate dei pro­pri com­pag­ni di vita. Per finire un paio di anno­tazioni non sec­on­darie: l’ordinanza ricor­da l’obbligo di iscri­vere tut­ti i cani all’anagrafe can­i­na dell’Asl, e di denun­cia­re sem­pre all’Asl ogni caso di mor­si­catu­ra, e sot­to­lin­ea l’«esenzione» dai lim­i­ti pre­visti degli ani­mali da gui­da per ciechi, del­la , dei grup­pi di volon­tari­a­to e delle forze dell’ordine; nat­u­ral­mente solo se «in servizio». Le multe? Van­no dai 70 ai 100 euro.

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