La protesta si allarga alla sede staccata sul lago: si cerca il confronto

Anche Garda sul piede di guerra: «Nuovo accorpamento? Assurdo»

03/05/2007 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Protes­ta anche la sede stac­ca­ta di Gar­da del Liceo «Levi». Inseg­nan­ti e stu­den­ti rispedis­cono al con­siglio provin­ciale il nuo­vo dis­eg­no che prevede due poli sco­las­ti­ci. «Abbi­amo già sper­i­men­ta­to l’aggregazione di scuole diverse e non ha fun­zion­a­to», esor­tano la vicepre­side Graziana Van­ti­ni, i pro­fes­sori Maria Grazia Finot­ti, Luciano Bitante, Tul­lia Sime­one e il rap­p­re­sen­tante degli stu­den­ti Mat­teo San­tel­lani. «Ripro­porre dopo due anni e 4 mesi il polo garde­sano tra isti­tu­ti diver­si, che la Provin­cia stes­sa nel 2004 ha annul­la­to dopo che lo ave­va atti­va­to nel 2000, ci pare para­dos­sale e assurdo».«Siamo amareg­giati, per­chè si mette in dif­fi­coltà la pro­gram­mazione», sot­to­lin­eano i pro­fes­sori, «solo negli ulti­mi dieci anni abbi­amo avu­to sei pre­si­di diver­si. Quest’anno fes­teggiamo il trenten­nale del­la nasci­ta del­la scuo­la e in questi anni abbi­amo cam­bi­a­to nome quat­tro volte».Ad esem­pio Mat­teo San­tel­lani, che fre­quen­ta la quar­ta classe, «è entra­to al liceo che si chia­ma­va Car­naci­na, dopo che era sta­to trasfor­ma­to in liceo Medi, poi è diven­ta­to Pri­mo Levi e l’anno prossi­mo quan­do uscirà, non sa con quale scuo­la si diplomerà».«La Provin­cia ha deciso sen­za con­sultare il nos­tro ter­ri­to­rio: non han­no incon­tra­to sin­daci, pre­si­di, dis­tret­ti sco­las­ti­ci, gen­i­tori e stu­den­ti. I pri­mi che ne faran­no le spese sono le famiglie». In sostan­za cosa è accadu­to? «Nel 2000 siamo sta­ti inser­i­ti nel polo sco­las­ti­co garde­sano», spie­gano i docen­ti, «insieme all’Istituto alberghiero Car­naci­na e al pro­fes­sion­ale com­mer­ciale (ex Anti). Nel 2004 la Provin­cia ha cam­bi­a­to idea e ha deciso di tornare al vec­chio sis­tema aggre­gan­do Gar­da al liceo Levi di San Flo­ri­ano. Ora ha ricam­bi­a­to idea e ha delib­er­a­to il 18 aprile la creazione di due nuovi poli, Valpo­li­cel­la e Bus­solen­go-Gar­da. Noi così dovrem­mo tornare assieme all’Istituto pro­fes­sion­ale com­mer­ciale e, invece del Car­naci­na, suben­tr­erebbe l’Istituto tec­ni­co Cal­abrese di Bussolengo.«Ma per­chè dovreb­bero toglier­ci da San Flo­ri­ano per unir­ci a Bus­solen­go, con scuole a ind­i­riz­zo diver­so? Che sen­so ha? Il polo del 2000 ave­va un sen­so per­chè rag­grup­pa­va isti­tu­ti di e Gar­da, ma adesso ci pare solo un assurdo».«La nos­tra protes­ta», sot­to­lin­eano, «non è un capric­cio, abbi­amo già sper­i­men­ta­to e non ha fun­zion­a­to, anche se all’inizio ave­va­mo appog­gia­to la scelta rite­nen­dola favorev­ole alla cresci­ta cul­tur­ale del ter­ri­to­rio. Invece poi ci siamo trovati in grosse dif­fi­coltà per le dif­feren­ze tra le scuole che met­te­vano in crisi la pro­gram­mazione dis­ci­pli­nare. Vogliamo che le cose rimangano come sono: una sem­plice neces­sità logis­ti­ca non può met­tere in sec­on­do piano la for­mazione degli studenti».Matteo San­tel­lani con­cor­da in pieno con gli inseg­nan­ti: «Ci opponi­amo: un polo con tre ind­i­rizzi così dif­fer­en­ti pen­si­amo andrebbe a dis­capi­to di tut­ti. La ges­tione eco­nom­i­ca ci penal­izzerebbe. Ad esem­pio, invece di fare inves­ti­men­ti mirati, come il lab­o­ra­to­rio di fisi­ca di stam­po liceale, i fon­di ver­reb­bero spezzettati in lab­o­ra­tori con ind­i­rizzi pro­fes­sion­ali. Quel­lo che ha dato davvero fas­tidio a noi stu­den­ti è che ci han­no trat­tati come pacchi».Ora cosa farete? «Al momen­to è aper­ta la via diplo­mat­i­ca: ci sarà un incon­tro tra i sin­daci e l’assessore provin­ciale all’istruzione Maria Luisa Tez­za. Se l’incontro non darà le risposte che ci atten­di­amo, ci mobiliter­e­mo insieme alle scuole del­la sede cen­trale. Non occu­per­e­mo la scuo­la di Gar­da, ma dare­mo vita a man­i­fes­tazioni, che rite­ni­amo un sis­tema di protes­ta più efficace».