L’immagine delle penne nere al centro del settimo convegno nazionale della stampa collegata all’Ana

Anche i giornali amano gli alpini

06/04/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«In Afghanistan ci sono un migli­aio di mil­i­tari, chia­mati a dare una mano per nor­mal­iz­zare la situ­azione: , genieri, trasmet­ti­tori e, soprat­tut­to, — ricor­da Giuseppe Parazz­i­ni, pres­i­dente nazionale del­l’Ana, ieri al Vit­to­ri­ale di Gar­done -. All’es­tero sco­prono e riva­l­u­tano la nos­tra attiv­ità. In Italia, invece, con­tinuiamo a stupir­ci per gli atteggia­men­ti neg­a­tivi nei con­fron­ti delle truppe. «Non si fa nul­la per svilup­pare una risor­sa del genere. Da quan­do è scom­parsa l’Oro­bi­ca, col Mor­beg­no, non esiste più un repar­to in Lom­bar­dia. Abbi­amo chiesto di aprirne uno a Bres­cia o a Berg­amo. Ma chiedono l’im­pos­si­bile: caserme nuove, gran­di poligo­ni di tiro, ecc. Ci dicono che gli alpi­ni sono indis­pens­abili, e poi ci mal­trat­tano. Vis­to che in Afghanistan finire­mo per restare a lun­go, ben oltre i sei mesi pre­ven­ti­vati, abbi­amo dato la disponi­bil­ità a col­lab­o­rare in qualche strut­tura san­i­taria. Adesso si apre anche il dis­cor­so Iraq. Cre­do che, nel­la fase iniziale del­la ricostruzione, inter­ver­ran­no quel­li del­la ». Si è par­la­to anche del fronte aper­to in Medio Ori­ente al set­ti­mo con­veg­no del­la stam­pa alpina, inizia­to ieri a Gar­done, e che ter­min­erà sta­mat­ti­na. C’er­a­no i rap­p­re­sen­tan­ti di 126 peri­od­i­ci: dal «Baradell» di Como a «Bala bian­ca» di Ceva (Cuneo), da «Ciao pais» di Tori­no a «Can­ta che ti pas­sa» di Bologna. E anco­ra: «Sota le crode» di Calal­zo, «Sicil­ia alpina» di Cata­nia, «Nos­tal­gie del mulo» di Cre­ma. Migli­a­ia e migli­a­ia di copie dis­sem­i­nate lun­go lo… scar­pone. Sen­za dimen­ti­care i fogli esteri: a Toron­to (Cana­da), in Aus­tralia, a Marcinelle (Bel­gio), Pari­gi, Lon­dra. Han­no por­ta­to i salu­ti Fabio Pasi­ni, pres­i­dente del­la sezione Monte Suel­lo, fat­tasi cari­co del­l’or­ga­niz­zazione, il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani, il con­sigliere di ammin­is­trazione del Vit­to­ri­ale, Gio­van­na Cic­carel­li, e il gen­erale Vin­cen­zo Car­do, Capo di sta­to mag­giore delle Truppe alpine, giun­to da Bolzano. Numerosi i temi affrontati: dalle tar­iffe postali alla dif­fu­sione, dal­la pub­blic­ità alla stesura dei testi. Con i tan­ti pic­coli e gran­di prob­le­mi quo­tid­i­ani. Gli inter­ven­ti sono sta­ti bre­vi e inci­sivi. Un diret­tore ha det­to: «A un col­lab­o­ra­tore d’un paese sper­du­to ho chiesto di man­dare una foto da pub­bli­care. Quel­lo mi ha sped­i­to una… foto­copia. Pro­prio vero che tra il dire e il fare, a volte, ci sono di mez­zo le mon­tagne». Cesare Di Dato, del men­sile nazionale «L’Alpino» (tiratu­ra 385 mila copie), ha dif­fu­so i risul­tati di un’indagine con­dot­ta su 120 gior­nali ital­iani, dal 20 aprile 2002 al 31 mar­zo 2003, riguardante il numero di citazioni delle attiv­ità svolte dai grup­pi locali. Ebbene, il Gazzetti­no, che copre il Vene­to, gui­da con una ses­san­ti­na di arti­coli (Bel­luno, ad esem­pio, ha una pag­i­na fis­sa ogni mart­edì). Bres­ciaog­gi figu­ra al dec­i­mo pos­to. Davvero un buon risul­ta­to. «E’ riscon­tra­bile una decisa sim­pa­tia nei nos­tri con­fron­ti — ha sot­to­lin­eato Di Dato -. Anche per la spedi­zione in Afghanistan l’alpino è sem­pre sta­to con­sid­er­a­to in modo pos­i­ti­vo». Nel tar­do pomerig­gio si sono svolte le cer­i­monie. Dopo l’alz­a­bandiera e la depo­sizione del­la coro­na al sacrario dan­nun­ziano, la Fan­fara Valchiese ha sfi­la­to per le vie del cen­tro, fino al lun­go­la­go. In ser­a­ta, la cena di gala al Grand Hotel. Il con­veg­no si con­clud­erà sta­mat­ti­na.