Il Lugana: un bianco che sa invecchiare

Anche Luigi Veronelli ci aveva scommesso

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Di Luca Delpozzo

Bevilo gio­vane, gio­vanis­si­mo e godrai del­la sua fres­chez­za. Bevilo di due o tre anni e ne godrai la com­pletez­za. Bevilo decenne, sarai stu­pe­fat­to del­la com­pos­ta autorev­olez­za. Tu assag­gi un Lugana e, se sei un buon assag­gia­tore, non puoi dimen­ti­car­lo”: così il com­pianto ed ami­co del Lugana e dei suoi pro­dut­tori, Lui­gi Veronel­li, ama­va spes­so ricor­dare le carat­ter­is­tiche che ne face­vano di questo rare virtù soprat­tut­to per le sue pecu­liar­ità capaci di far­lo apprez­zare nelle tre fasi prin­ci­pali del­la sua vita .E pro­prio sul­la longevità, sul­la capaci­ta di resistere nel tem­po aumen­tan­done addirit­tura la com­p­lessità delle sue carat­ter­is­tiche, il Con­sorzio di Tutela, pre­siedu­to da Pao­lo Fagiani, ha lan­ci­a­to recen­te­mente, in occa­sione del­la recente edi­zione del­la “Stel­la del Gar­da”, una sor­ta di scommes­sa. A bor­do del veliero San Nicolò, in sulle acque del lafo di Gar­da, uUna ciur­ma di gior­nal­isti ha provve­du­to ad assag­gia­re una dozzi­na di “vec­chi” Lugana riscon­tran­done le eccezion­ali doti di con­ser­vazione. Non con­tenti, e sicuri del­la scommes­sa, han­no pure pun­ta­to sul­la longevità dei Lugana prodot­ti negli ulti­mi anni dan­dosi l’appuntamento per il prossi­mo anno con una nuo­va degus­tazione degli stes­si vini assag­giati nel 2005.Ancora Veronel­li una deci­na di anni orsono inci­ta­va, in occa­sione del­la Fiera di Colo­nia, i gio­vani pro­dut­tori a pro­durre Lugana e subito dopo dimen­ti­car­lo: “lo risco­prirete dopo anni come mai avreste pen­sato, cari­co di quel­la com­p­lessità di pro­fu­mi e sapori che mai avreste cre­du­to”. E il grande Mae­stro anco­ra una vol­ta ave­va ragione. Nacque dopo pochi anni il “Supe­ri­ore”, che da dis­ci­pli­nare deve essere invec­chi­a­to per almeno un anno e che sta otte­nen­do grande suc­ces­so ed inter­esse da parte del pubblico.Recentemente, poi, il Con­sorzio ha intrapre­so un ‘inizia­ti­va con ricerche sci­en­ti­fiche curate dal prof. Attilio Scien­za e del­la sua equipe dell’ di , che ha por­ta­to ad iden­ti­fi­care il vit­ig­no gen­er­a­tore del Lugana con una sua con­no­tazione pre­cisa ed incon­fondibile ed una sua nuo­va iden­tità che presto lo porterà a chia­mar­si “Tur­biana”. “Per­ché l’han dimostra­to sci­en­tifi­ca­mente – scrive Ange­lo Peretti grande esti­ma­tore e scrit­tore del Lugana –: il vit­ig­no che si colti­va nel­la Lugana (cinque Comu­ni, Lona­to, Desen­zano, Sirmione, Poz­zolen­go e Peschiera, due regioni Lom­bar­dia e Vene­to e due Province Bres­cia e Verona) è un autoctono di lus­so, che attec­chisce solo lì, mica gener­i­co richi­amo alla vari­età del trebbiano”.Attualmente sono cir­ca un centi­naio i soci ader­en­ti al Con­sorzio di Tutela, con una super­fi­cie colti­va­ta di oltre 700 ettari ed una pro­duzione di com­p­lessi­va di cir­ca 50.000 ettolitri di vino per un totale di oltre 5.000.000 bot­tiglie prodotte fra Lugana Base, Supe­ri­ore e spumantizzato.

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