C’è anche uno studioso gardesano nel pool di astronomi che ha ridisegnato la geografia astronomica. Enrico Maria Corsini a Praga: «Cambiamenti per le nuove conoscenze»

Anche Salò ha «declassato» Plutone

30/08/2006 in Attualità
A Salò
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Di Luca Delpozzo
se.za.

C’era anche un salo­di­ano tra gli esper­ti che han­no «declas­sato» Plu­tone: è Enri­co Maria Corsi­ni, pro­fes­sore aggre­ga­to al Dipar­ti­men­to di Astrono­mia dell’ di Pado­va, dove si occu­pa del­lo stu­dio del­la for­mazione e dell’evoluzione delle galassie, uti­liz­zan­do i dati rac­colti con i più poten­ti tele­scopi che oper­a­no da ter­ra e dal­lo spazio. «Tra il 14 e il 25 agos­to Pra­ga è sta­ta let­teral­mente invasa da migli­a­ia di astrono­mi — rac­con­ta Enri­co — che si sono dati appun­ta­men­to nel­la cap­i­tale del­la Repub­bli­ca Ceca per la 26esima Assem­blea gen­erale dell’Unione astro­nom­i­ca inter­nazionale. dall’astrofisica delle galassie alla cos­molo­gia. A Pra­ga si sono svolti con­tem­po­ranea­mente più di trenta con­gres­si, cias­cuno dei quali ha coin­volto da 30 a 500 parte­ci­pan­ti. Le novità e gli appun­ta­men­ti sono sta­ti così numerosi da richiedere la stam­pa di un quo­tid­i­ano per pot­er tenere aggior­nati i con­gres­sisti». Pra­ga, aggiunge Corsi­ni, è una cit­tà il cui des­ti­no da sem­pre si intrec­cia con quel­lo dell’astronomia: Keplero più di quat­tro sec­oli fa for­mulò le leg­gi che regolano il moto intorno al sole, men­tre il 2006 sarà ricorda­to per la nuo­va definizione di piane­ta, adot­ta­ta uffi­cial­mente il 24 agos­to durante la cer­i­mo­nia di chiusura dei lavori. «Il risul­ta­to è il frut­to di tre anni di stu­di da parte di un comi­ta­to inter­nazionale, guida­to dal­la volon­tà di adeguare la ter­mi­nolo­gia alle nuove conoscen­ze: va defini­to piane­ta ogni cor­po celeste che orbi­ta intorno al Sole, ha una for­ma sfer­i­ca, ed ha spaz­za­to via tut­ti i detri­ti dis­sem­i­nati lun­go la sua orbi­ta. Plu­tone dunque non fa più parte del Sis­tema solare: diven­ta il pro­totipo dei cosid­det­ti pianeti nani, insieme a Cerere, uno degli aster­oi­di posti tra Marte e Giove, e a 2003 UB313, uno degli ogget­ti det­ti transnet­tuni­ani, per­ché sit­uati a una dis­tan­za dal Sole mag­giore di quel­la che lo sep­a­ra da Net­tuno. Prob­a­bile che nei prossi­mi mesi almeno una dozzi­na di ogget­ti saran­no defin­i­ti­va­mente clas­si­fi­cati come pianeti nani». Enri­co Maria Corsi­ni è nato nell’agosto ’69, un mese dopo il pri­mo sbar­co sul­la luna. Nell’88–89, quan­do fre­quen­ta­va il Liceo «Fer­mi» di Salò, vinse il pri­mo pre­mio del con­cor­so nazionale «Philips gio­vani ricer­ca­tori», con uno stu­dio sulle mac­chie solari. Ha gira­to il mon­do, pren­den­do con­fi­den­za con i tele­scopi più impor­tan­ti: dal­la Sier­ra Neva­da (Spagna) al Cile, dagli Sta­ti Uni­ti all’Inghilterra. Ulti­ma­mente è sta­to in Ari­zona, al Vat­i­can Advaced Tech­nol­o­gy Tele­scope, per effet­tuare ricerche con padre Josè Funes, pro­prio in questi giorni nom­i­na­to diret­tore del­la Speco­la Vat­i­cana da Papa Ratzinger. Gli astrono­mi si ritro­ver­an­no nel 2009, recen­te­mente dichiara­to dall’Unesco «Anno inter­nazionale dell’astronomia», per cel­e­brare il quar­to cen­te­nario delle prime osser­vazioni al tele­sco­pio con­dotte da Galileo a Pado­va nel 1609, l’università dove Corsi­ni insegna.

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