Verrà presentato prossimamente a Toscolano Maderno il volume dedicato a “Andrea celesti, un pittore sul lago di Garda” edito dalla T.P. edizioni di San Felice del Benaco

Andrea Clesti: un pittore sul lago di Garda

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Ver­rà pre­sen­ta­to prossi­ma­mente a Toscolano Mader­no il vol­ume ded­i­ca­to a “Andrea celesti, un pit­tore sul ” edi­to dal­la T.P. edi­zioni di San Felice del Bena­co con la col­lab­o­razione del­la Soprint­en­den­za per i beni Artis­ti­ci e Stori­ci di Man­to­va, Bres­cia e Cre­mona. I testi sono sta­ti curati da Isabel­la Marel­li con l’introduzione di Giu­liana Algeri. Un vol­ume par­ti­co­lar­mente inter­es­sante che segue, in una sor­ta di col­lana, le pub­bli­cazioni edite in pas­sato in tre sin­goli volu­mi riguardan­ti altret­tan­ti artisti famosi, del pas­sato, che han­no las­ci­a­to un’impronta indelebile nel­la cul­tura pit­tor­i­ca, soprat­tut­to reli­giosa, nelle zone del lago di Gar­da e lim­itrofi. Nel 1994 il vol­ume riguar­da­va Zenone veronese edi­to dal Lions Club di Desen­zano; nel 1997 fu la vol­ta di Gio­van­ni Andrea Bertan­za a cui segue l’attuale del Celesti. La stes­sa casa editrice, diret­ta da Emanale Tono­li, esper­to fotografo d’arte, editò, nel 1997 e sem­pre per il “Lions Club Desen­zano del Gar­da e del­la Riv­iera”, l’interessatissimo vol­ume “Ville Romane sul Gar­da”. L’attuale vol­ume “che rap­p­re­sen­ta – scrivono nel­la pre­sen­tazione “il grup­po di ami­ci del pit­tore Celesti” – la felice con­clu­sione di un non sem­plice dis­eg­no nato nel 1989 e con­corda­to con la Soprint­en­den­za per i Beni Stori­ci delle tre province, che ha per­me­s­so di dare alle stampe, nel cor­so degli anni questi volu­mi”. Qua­si un addio a sim­ili inizia­tive che han­no saputo cat­a­log­a­re e val­oriz­zare l’operato di alcu­ni astisti con grande pre­sen­za nelle nos­tre local­ità. “Si è trat­ta­to di una tri­colo­gia – affer­ma Emanale Tono­li – cos­ti­tui­ta da tre stu­di mono­grafi­ci di pit­tori non suf­fi­cien­te­mente conosciu­ti e, par­ti­co­lar­mente i pri­mi due, qua­si igno­rati dal­la crit­i­ca, le cui opere invece mer­i­tano atten­zione, cat­a­logazione e appro­fondi­men­ti crit­i­ci, sia per resti­tuire ai loro autori la nobiltà che mer­i­tano, sia per sti­mo­lare ulte­ri­ori indagi­ni su artisti non anco­ra esauri­en­te­mente com­pre­si e stu­diati”. Nel vol­ume è sta­ta rac­col­ta gran parte del­la pro­duzione artis­ti­ca, almeno 150 opere, sparsa in diverse chiese bres­ciane e in parte in ter­ra veneziana, ma anche all’estero, di questo pit­tore veneziano di nasci­ta (1637) ma bres­ciano, meglio garde­sano, di adozione vis­to che nel 1687 si trasferì a Toscolano dove l’8 gen­naio del 1688 si unì in mat­ri­mo­nio alla veneziana Mar­ti­na Davagni. A quan­to pare la sua pri­ma opera in ter­ra garde­sana venne data­ta 1688 e com­pare su una delle tele sit­u­a­ta nel pres­bi­te­rio del­la chiesa di Toscolano. Celesti mori con ogni prob­a­bil­ità a Toscolano dopo il 1712 “sebbene – scrive Giu­liana Algeri – manchi­no indi­cazioni più pre­cise sul luo­go e sul­la data del­la sua morte”.

Parole chiave: