L’ex sindaco in pole position per la Cdl, ma le divisioni riguardano le rappresentanze in giunta. Fumata nera nel centrodestra, un nuovo incontro in settimana

Anelli, il nodo non si scioglie

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Anco­ra una fuma­ta nera per il can­dida­to sin­da­co del­la CdL di Desen­zano. Ieri mat­ti­na avrebbe dovu­to essere la gior­na­ta tan­to atte­sa dal popo­lo del cen­trode­stra desen­zanese per la des­ig­nazione del sin­da­co e, invece, la riu­nione nel­la sede di Forza Italia a Bres­cia non ha prodot­to alcun risultato.Tutto rin­vi­a­to a mer­coledì o al mas­si­mo giovedì, anche se domani è in agen­da sem­pre a Bres­cia un incon­tro dei diret­tivi provin­ciali dei par­ti­ti che for­mano la CdL dal quale potreb­bero uscire alcune indi­cazioni. Il nome che però sta rac­coglien­do la qua­si una­nim­ità dei con­sen­si è quel­lo di Felice «Cino» Anel­li, rispet­to ad altri che era­no affio­rati nelle ultime set­ti­mane, uno su tut­ti quel­lo dell’imprenditore Ren­zo Scam­per­le. Ma per­ché il nome dell’ex sin­da­co desen­zanese pos­sa divenire defin­i­ti­vo man­cano dei tas­sel­li che, a det­ta di alcune fonti, non sono così sem­pli­ci. Al sum­mit bres­ciano era­no pre­sen­ti i seg­re­tari provin­ciali di Fi e del­la Lega e quel­li locali di An e Udc: assen­ti i par­la­men­tari ovvi­a­mente impeg­nati nel­la mara­tona del­la Finanziaria. Il fat­to che anco­ra non sia sta­ta sci­ol­ta del tut­to la ris­er­va da parte di Anel­li è dovu­to, si dice, alla dis­tribuzione degli incar­ichi asses­so­rili. Mau­r­izio Van­zani, numero uno provin­ciale di Fi, si è lim­i­ta­to a con­fer­mare che «al più tar­di di giovedì prossi­mo si ter­rà una riu­nione, ma che al momen­to non ci sono novità». Un’altra fonte però ha con­fer­ma­to che «ad Anel­li si chiedono più garanzie e più parte­ci­pazione dei part­ner del­la CdL». Boc­che cucite in casa del­la lista civi­ca «Comune Ami­co», idem in quelle di An, Udc e Lega: nes­suno dei loro rap­p­re­sen­tan­ti, inter­pel­lati, ha volu­to rilas­cia­re dichiarazioni. Che ci siano dif­fi­coltà ed uno sta­to di «sof­feren­za» per des­ignare il can­dida­to del cen­trode­stra non vi sono dub­bi. Il dibat­ti­to si trasci­na da mesi, con momen­ti di ten­sione che han­no rischi­a­to di far saltare il tavo­lo di lavoro. E i nomi, come si dice­va, sono sem­pre tre o quat­tro, per­ché «tut­ti i par­ti­ti ne han­no espres­si uno». Desen­zano, come nel 2002, è un obi­et­ti­vo politi­co strate­gi­co sia per l’Unione che per il Polo. Cinque anni fa il cen­trosin­is­tra riuscì nell’impresa mira­colosa di strap­pare, dopo una par­ente­si di «pur­ga­to­rio» con l’amministrazione Anel­li, il gov­er­no del­la cit­tà più impor­tante dopo Bres­cia. Suc­ces­so colto gra­zie anche al divorzio dal­la CdL del­la lista di Anel­li i cui voti risul­tarono deter­mi­nan­ti per man­dare antic­i­pata­mente in vacan­za il cen­trode­stra e la sua can­di­da­ta Maria Rosa Rai­mon­di. C’è poi l’incognita di Enri­co Frosi, anche lui di Forza Italia, ex asses­sore nel­la giun­ta Anel­li, che però ha deciso di cor­rere da solo, almeno in ques­ta pri­ma fase: non è pos­si­bile quan­tifi­care il suo pac­chet­to-voti ma sicu­ra­mente può essere in gra­do di rac­cogliere più del 5–6%. Infine, l’Ulivo ha già indi­ca­to Pien­az­za quale pro­prio candidato.