Inaugurazione dell'impianto riabilitativo del Centro Anffas di Desenzano.

Anffas: oggi la festa per la nuova piscina

Di Francesca Gardenato

È cer­ta­mente un tra­guar­do des­ti­na­to a las­cia­re il seg­no. E lo han­no dimostra­to le moltissime per­sone, tra autorità, cit­ta­di­ni, col­lab­o­ra­tori uten­ti e famil­iari, tan­ti ami­ci del cen­tro del Bas­so Gar­da, che ques­ta mat­ti­na (12 otto­bre) han­no volu­to essere pre­sen­ti all’inau­gu­razione del­la nuo­va pisci­na riabil­i­ta­ti­va pres­so la sede in via Durighel­lo a Riv­oltel­la (Desen­zano del Gar­da).

«Anco­ra una vol­ta – ha affer­ma­to il sin­da­co di Desen­zano – ci ritro­vi­amo insieme per riconoscere e fes­teggia­re il val­ore del­la per­sona e del­la sol­i­da­ri­età, moti­vo di orgoglio per la nos­tra comu­nità desen­zanese e del Bas­so Gar­da. Un gra­zie ai volon­tari e a quan­ti si dan­no da fare per questo cen­tro».

L’Anffas, dal 1980 al servizio di per­sone con dis­abil­ità psi­co-fisiche-sen­so­ri­ali – ha pre­sen­ta­to al pub­bli­co il frut­to del lavoro di «tante per­sone, asso­ci­azioni ed enti, a par­tire dal Lions Club Desen­zano Lago (che dal 2010 sostiene tale prog­et­to come un grande “sog­no”), tan­ti “ami­ci” che con gen­erosità han­no mes­so una goc­cia d’acqua, un sec­chiel­lo o anche molto di più, cias­cuno sec­on­do le pro­prie pos­si­bil­ità, per ren­dere pos­si­bile quest’opera», che da fine mese sarà uffi­cial­mente dei cir­ca 70 uten­ti del cen­tro. Ha par­la­to emozion­a­to e sod­dis­fat­to il pres­i­dente del­l’Anf­fas Gian­fran­co Bertolot­ti pre­sen­tan­do l’impianto al pub­bli­co e ai sin­daci del Bas­so Gar­da (Alessan­dro Mat­tin­zoli di Sirmione, Patrizia Avanzi­ni di Padenghe, Pao­lo Fes­ta di Soiano, la giun­ta e i con­siglieri comu­nali di Desen­zano), sim­boli­ca­mente gui­dati da Rosa Leso, pri­mo cit­tadi­no desen­zanese. Imman­ca­bile l’allegria del con­cer­to d’apertura, come una vera fes­ta, regala­ta dal­la Ban­da del Bor­dèl dei che non ha mai man­ca­to un appun­ta­men­to con l’Anffas, dall’inaugurazione del­la sede il 18 otto­bre del 2003, all’ampliamento del 2007 fino alla gior­na­ta di oggi.

Al dis­cor­so del pres­i­dente è segui­to l’intervento del dot­tor Domeni­co Min­u­to, che ha presta­to con­sulen­za per la parte riabil­i­ta­ti­va, ma anche dell’ing. Giuseppe Mar­cotrig­giano che ha segui­to l’innovativo impianto di trat­ta­men­to delle acque a ozono per la dis­in­fezione. E nat­u­ral­mente la benedi­zione dell’opera per mano di don Gui­do Romag­no­li, par­ro­co di Riv­oltel­la. A seguire il rin­fres­co per tut­ti e il mer­cati­no con gli ogget­ti arti­gianali del­l’as­so­ci­azione.

Si trat­ta di una pisci­na riabil­i­ta­ti­va sor­ta nel­lo spazio accan­to ai due cen­tri diurni per dis­abili e al cen­tro socio-educa­ti­vo già esisten­ti, al servizio di 75 uten­ti prove­ni­en­ti dal Bas­so Gar­da ed entroter­ra bres­ciano, in un com­pren­so­rio di dieci comu­ni e cir­ca 88mila abi­tan­ti.

L’impianto di cir­ca 160 metri qua­drati si pre­sen­ta a tut­ti gli effet­ti sen­za bar­riere: all’interno, vi sono lo spoglia­toio e i servizi igien­i­ci con doc­cia, la vas­ca di 5,20 x 8 metri utili è sta­ta real­iz­za­ta con diverse altezze e piani di lavoro, seguen­do le fon­da­men­tali indi­cazioni del dot­tor Domeni­co Min­u­to, fisi­a­tra esper­to del set­tore. Il bor­do vas­ca è su un uni­co piano e nel­la pisci­na sono pre­sen­ti tut­ti i sup­por­ti e gli ausili (maniglioni e soll­e­va­tore) che dan­no la garanzia di una cor­ret­ta e totale fruizione degli spazi e dell’ingresso assis­ti­to in acqua da parte di per­sone con ridotte capac­ità moto­rie.

«Un aspet­to fon­da­men­tale del nos­tro lavoro – ha ricorda­to Gian­fran­co Bertolot­ti – è anche quel­lo di saper cogliere i gran­di cam­bi­a­men­ti con cui si è costret­ti a con­frontar­si nel­la nos­tra attiv­ità. Uno di questo, molto ril­e­vante, è sta­to quel­lo di un pro­gres­si­vo aggrava­men­to delle patolo­gie delle per­sone che ven­gono inserite ai nos­tri servizi, fenom­e­no questo già inizia­to una deci­na di anni fa ma esploso in modo sig­ni­fica­ti­vo negli ulti­mi sei anni». E aggiunge il pres­i­dente: «Abbi­amo ril­e­va­to un notev­ole acces­so alle nos­tre strut­ture di per­sone che, oltre alla dis­abil­ità intel­let­ti­va sem­pre più pro­fon­da e com­p­lessa, evi­den­zi­a­vano anche una grave o gravis­si­ma dis­abil­ità moto­ria e/o sen­so­ri­ale». Negli anni, «è aumen­ta­to inoltre in modo sig­ni­fica­ti­vo il numero delle per­sone inserite nei Servizi con una patolo­gia affer­ente alla sfera dei dis­tur­bi autis­ti­ci anche molto gravi e com­p­lessi».

Ecco per­ché è impor­tante la riabil­i­tazione in pisci­na: «L’acqua sfrut­ta le pro­pri­età fisiche e ter­apeu­tiche dell’acqua — ha evi­den­zi­a­to il dot­tor Min­u­to — per un vali­do recu­pero fun­zionale in cam­po orto­pe­di­co, neu­ro­logi­co e psi­co­mo­to­rio ed è sem­pre con­sigli­a­ta nel trat­ta­men­to di molte patolo­gie».

 

 

A sec­on­da del tipo di lavoro pre­scrit­to, l’intervento riabil­i­ta­ti­vo può essere svolto indi­vid­ual­mente e in grup­po. Con­dot­ta da un ter­apista spe­cial­iz­za­to, tale riabil­i­tazione con­sente di rag­giun­gere obi­et­tivi speci­fi­ci di recu­pero, abbre­vian­do i tem­pi e facil­i­tan­do la ri-acqui­sizione delle com­pe­ten­ze moto­rie perse/non posse­dute. Oltre al trat­ta­men­to di dis­tur­bi osteoar­ti­co­lari, neu­ro­mo­tori, cir­co­la­tori, orto­pe­di­ci e neu­ro­logi­ci, offre anche il grande van­tag­gio di pot­er inter­venire in modo profi­c­uo anche su dis­tur­bi di tipo psi­co­mo­to­rio (dis­tur­bi di apprendi­men­to, sin­dro­mi psi­co­mo­to­rie, ritar­do men­tale, ritar­do psi­co­mo­to­rio, dis­tur­bo autis­ti­co, mino­ranze sen­so­ri­ali, sin­dro­mi genetiche) par­ti­co­lar­mente pre­sen­ti nelle per­sone segui­te dai nos­tri servizi.

La nuo­va pisci­na, ha aggiun­to anco­ra il pres­i­dente dell’Anffas, «è sta­ta real­iz­za­ta in modo da prevedere la pos­si­bil­ità di un acces­so autonomo per con­sen­tirne l’utilizzo anche in orari diver­si da quel­li di fun­zion­a­men­to dei cen­tri diurni. Ciò per­me­t­terà, pre­via stip­u­la di apposi­ti accor­di, l’utilizzo del­la stes­sa anche a ter­apisti esterni all’associazione, che seguono pazi­en­ti che, per la loro patolo­gia, neces­si­tano di inter­ven­to in acqua ma attual­mente sono costret­ti a gravosi sposta­men­ti pres­so strut­ture lon­tane o, addirit­tura a rin­un­cia­re a ques­ta tipolo­gia di impor­tante trat­ta­men­to».

Par­ti­co­lar­mente inno­v­a­ti­vo, si dice­va, è anche l’impianto di trat­ta­men­to delle acque a ozono, che non pre­sen­ta i dis­a­gi causati dal cloro e garan­tisce nel con­tem­po una dis­in­fezione dagli stan­dard molto più ele­vati.

L’attenzione data alla qual­ità reale dell’opera ha com­por­ta­to una lievi­tazione dei costi com­p­lessivi che si aggi­ra­no alla fine sui 300mila euro, a cui han­no con­tribuito Desen­zano e i comu­ni del bas­so Gar­da, asso­ci­azioni e varie realtà bres­ciane. In par­ti­co­lare, con­tribu­ti impor­tan­ti per la real­iz­zazione dell’impianto sono arrivati dal Lions Club Desen­zano Lago guida­to ora da Fran­co Masseroni (che dal 2010 persegue questo sog­no e ha devo­lu­to all’Anffas un con­trib­u­to impor­tante, per oltre 60mila euro), dal­la Fon­dazione Ban­ca del Monte di Lom­bar­dia (altri 50mila), da Ubi Ban­co di Bres­cia 25mila), dal­la Fon­dazione Comu­nità Bres­ciana (17.500) e dal­la Bcc del Gar­da (5mila).

Con­tin­ua così il prezioso oper­a­to dell’Anffas che, in stret­to con­tat­to con la , l’Asl e gli enti locali del­la zona sud del Dis­tret­to 11 del Gar­da, mantiene fede alla sua mis­sione di fornire servizi mod­erni e sem­pre più adeguati alle per­sone con dis­abil­ità psi­co-fisiche-sen­so­ri­ali nell’area su del lago bres­ciano e nel suo entroter­ra (www.anffasdesenzano.it).

(Fotografie di Francesca Gar­de­na­to)