La Regione ha concesso 950mila euro per eseguire i lavori. Un progetto per l’area pedonale, strade in porfido e marmo

Anfiteatro per il centro

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Quel­la bom­boniera di case accoc­co­late ai pie­di del sta per diventare un gioielli­no anco­ra più prezioso. Oltre le vie e i parcheg­gi, che saran­no rivesti­ti in por­fi­do e mar­mo, anche un sen­tiero di ghi­a­ia, a due pas­si dal vajo, cor­rerà ad anel­lo intorno al paese. Per real­iz­zare questo prog­et­to, l’amministrazione è rius­ci­ta ad acca­parrar­si un mega finanzi­a­men­to regionale, che vale tre volte l’intero bilan­cio cor­rente del pic­co­lo Comune. Un colpo da 950mila euro (su un prog­et­to da un mil­ione), che per­me­t­terà di riqual­i­fi­care il cen­tro stori­co vera­mente in grande stile. «Il prog­et­to, che pun­ta anche alla riscop­er­ta dei mate­ri­ali tradizion­ali e tipi­ci del Monte Bal­do, riguar­da la piaz­za cen­trale Gen­erale Can­tore, buona parte del cen­tro con la via prin­ci­pale, IV Novem­bre, e anche la zona che si affac­cia ver­so valle, lun­go il tor­rente», spie­ga il sin­da­co Pao­lo Rossi che, per rac­con­tare alla popo­lazione la Fer­rara che ver­rà, ha invi­ta­to il prog­et­tista, l’architetto Andrea Zam­bot­to e l’ingegner Pietro Loren­zi, mem­bro del­la com­mis­sione edilizia, a un incon­tro con i cit­ta­di­ni. Per l’occasione, a cui non pote­vano man­care il vicesin­da­co Guer­ri­no Coltri e l’assessore alla cul­tura Euge­nio Adamoli, la sala con­sil­iare era gremi­ta. “La piaz­za si svilup­perà su tre liv­el­li comu­ni­can­ti divisi da pic­cole scarpate ver­di”, spie­ga l’architetto Zam­bot­to, car­tine alla mano. “Il pri­mo è ris­er­va­to ai parcheg­gi, il sec­on­do sarà una zona verde dove su con­siglio dell’Orto Botan­i­co saran­no piantate specie autoc­tone. Il ter­zo liv­el­lo sarà uno pun­to di incon­tro”. E aggiunge: “Per creare spazio ver­ran­no leg­ger­mente spo­sta­ti il mon­u­men­to ai cadu­ti, che andrà comunque sis­tem­ato in una zona dove sarà più vis­i­bile, la fontana e la sede del­la Pro­lo­co”. «Un ele­men­to impor­tante di questo prog­et­to è la passeg­gia­ta lun­go il tor­rente, che per­me­t­terà a chi arriverà in paese di entrare a pie­di, las­cian­do l’auto in sos­ta all’entrata, nei nuovi parcheg­gi», fa notare Adamoli. «Un par­ti­co­lare fon­da­men­tale», nota anche Zam­bot­to, «per­ché questo per­cor­so nat­u­ral­is­ti­co, che si col­le­ga alle vie prin­ci­pali del paese e corre nel verde, accan­to all’acqua e tra le mon­tagne, è aper­to e diver­so da quel­lo supe­ri­ore, cre­ato dall’uomo, che si sno­da in cen­tro, tra gli edi­fi­ci». «E sarà anche fruibile dai por­ta­tori di hand­i­cap», pre­cisa Rossi. C’è anche un anfiteatro nel­la Fer­rara del futuro: «L’idea di ques­ta strut­tura in leg­no mari­no ci è venu­ta osser­van­do la con­for­mazione del ter­ri­to­rio, un anfiteatro nat­u­rale», dice Zam­bot­to. «I gradoni immer­si nel verde si potran­no rag­giun­gere dal per­cor­so pedonale e da un pon­ti­cel­lo in leg­no che ver­rà inser­i­to pri­ma del­la sali­ta che por­ta in cen­tro». Il sin­da­co pre­cisa: «Qui potran­no svol­ger­si spet­ta­coli o incon­tri». Il prog­et­to tiene anche in gran con­to i mate­ri­ali: «L’ ammin­is­trazione si è impeg­na­ta a val­oriz­zare i beni ambi­en­tali, per cui si uti­lizzer­an­no mate­ri­ali tipi­ci del luo­go, des­ti­nati a durare nel tem­po», nota Coltri. «Per il momen­to si è deciso che le aree da ris­er­vare alla e al parcheg­gio saran­no pavi­men­tate in por­fi­do, men­tre in piaz­za il por­fi­do ver­rebbe sos­ti­tu­ito da las­tre in Rosso Verona», dice. «Ma mi piac­erebbe che, come a San Zeno di Mon­tagna, anche qui si potesse usare il nos­tro Nem­bro Rosato». Al dibat­ti­to aper­to al pub­bli­co qual­cuno ha osser­va­to: «Ci pre­oc­cu­pa la neve. Come si farà a lib­er­are con il vomero le vie, se c’è il mar­mo per ter­ra? ». E anco­ra: «Get­tan­do il sale il mar­mo si può sfal­dare». «I per­cor­si carra­bili e i parcheg­gi non saran­no pavi­men­tati in mar­mo, che è un mate­ri­ale ten­ero, ma in por­fi­do», rib­adisce il vicesin­da­co, «Una pietra duris­si­ma, resistente all’usura, da sem­pre uti­liz­za­ta nei cen­tri stori­ci per pavi­menta­re i per­cor­si carrai».

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