Castiglione, l'azione rivendicata con un volantino da un sedicente nucleo operativo

Annerita la statuetta del presepe di Gesù Bambino

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Di Luca Delpozzo
e.b.

La stat­uet­ta di Gesù Bam­bi­no del del quartiere San Pietro è sta­ta seques­tra­ta negli scor­si giorni e subito rimes­sa al suo pos­to, dopo essere sta­ta però tin­teggia­ta di nero. L’azione, svoltasi imme­di­ata­mente pri­ma di , è sta­ta riven­di­ca­ta da un sedi­cente nucleo oper­a­ti­vo Osser­va­tore pro­fano, che ha spie­ga­to il pro­prio gesto con un volan­ti­no. Il testo cita anche la let­tera agli Efesi­ni e un pas­so del doc­u­men­to del Papa per il Giu­bileo dei migranti di grande aper­tu­ra ver­so gli stranieri. Si dice quin­di che il Gesù nero è «politi­ca­mente cor­ret­to», e che le ger­ar­chie eccle­si­as­tiche devono «rimar­care una posizione net­ta­mente con­traria alle nuove sor­gen­ti forme di xeno­fo­bia», per­al­tro «in coeren­za con le posizioni sul­la ques­tione immi­grazione che il San­to Padre ha pre­so in occa­sione del Giu­bileo». «Ogni ten­ta­ti­vo di rimuo­vere o sos­ti­tuire la stat­uet­ta — con­clude il testo — sarà con­sid­er­a­to un atto di intolleranza».«E’ dif­fi­cile indi­vid­uare dei respon­s­abili — com­men­ta il par­ro­co, rag­giun­to tele­foni­ca­mente — vis­to che queste per­sone si sono espresse in for­ma anon­i­ma. Non abbi­amo ali­men­ta­to la polem­i­ca e non vogliamo far­lo per­ché non sap­pi­amo con chi con­frontar­ci. Gradi­rem­mo che l’au­tore o gli autori del volan­ti­no si facessero vivi in modo diret­to». Ma come si relaziona la par­roc­chia con la fol­ta comu­nità straniera e soprat­tut­to islam­i­ca, cas­tiglionese? «Da più di ven­ti anni ci sono rap­por­ti vera­mente buoni — spie­ga don Mari­no — abbi­amo anche orga­niz­za­to delle inizia­tive insieme, e altri appun­ta­men­ti sono in pro­gram­ma: fra gen­naio e mar­zo si ter­ran­no i con­sueti incon­tri cul­tur­ali, fra cui delle rif­les­sioni sul tema del­l’im­mi­grazione. La nos­tra par­roc­chia non ha prob­le­mi con gli stranieri, per i quali fra l’al­tro ci adope­ri­amo molto attra­ver­so la Car­i­tas». Nes­sun allarme, dunque, negli ambi­en­ti eccle­si­as­ti­ci locali: «Se ci saran­no altri seg­nali e sapre­mo da chi ven­gono — con­clude il par­ro­co — ci com­porter­e­mo di con­seguen­za. Per ora con­tinuiamo il nos­tro lavoro come sempre».

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