I numeri del Broletto testimoniano la ripresa della provincia: più di 7 milioni e mezzo di presenze nel 2006, un incremento del 3,35 per cento. Tornano i tedeschi sul Garda, bene Valcamonica e città. Ma crolla la Valsabbia

Anno della rivincita per il turismo

03/05/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Tur­isti in aumen­to nel­la nos­tra provin­cia nel 2006. Gra­zie al gra­di­to ritorno dei tedeschi sul Gar­da, alla ripresa del­la Val­le­ca­mon­i­ca e di Bres­cia cit­tà, si sono reg­is­trate 7milioni e 660 mila pre­sen­ze: un +3,35% rispet­to al 2005. Il dato com­p­lessi­vo è pos­i­ti­vo, ma non man­cano le crit­ic­ità: in calo i tur­isti sul lago d’Iseo e Fran­ci­a­cor­ta, crol­lo per Idro e Valsab­bia, così come in Val­trompia, ormai rimas­ta meta di gite di giornata.GARDA. E’ il vero motore dell’economia tur­is­ti­ca bres­ciana. Ben 5,4 mil­ioni di pre­sen­ze nel 2006 (il 70% del totale provin­ciale), con un aumen­to rispet­to al 2005 del 3,75%. Del resto è sul Gar­da che si trovano i due terzi dei posti let­to dell’intera provin­cia (60mila su un totale di 93mila). Record asso­lu­to in fat­to di aumen­to delle pre­sen­ze spet­ta a Salò, che ha fat­to reg­is­trare un’impennata del 15%; molto bene anche Limone, Gar­done Riv­iera e la «per­la» del Bena­co, Sirmione. Il 2006 ha seg­na­to il ritorno dell’affezionata clien­tela tedesca (35% delle pre­sen­ze, in cifre qua­si 2 mil­ioni), men­tre al sec­on­do pos­to nel­la clas­si­fi­ca degli aman­ti del Gar­da tro­vi­amo gli ital­iani (1milione e 600mila pre­sen­ze), metà dei quali sono lom­bar­di. Al ter­zo pos­to tro­vi­amo gli ingle­si, al quar­to i france­si, men­tre è in calo l’arrivo degli olan­desi. Per quan­to riguar­da la tipolo­gia d’alloggio, aumen­tano i per­not­ta­men­ti in alber­go (soprat­tut­to 4 e 5 stelle) men­tre sono in leg­gero calo le pre­sen­ze in camp­ing e bed&breakfast.VALCAMONICA. Anna­ta pos­i­ti­va anche per le mon­tagne bres­ciane più amate (soprat­tut­to dai lom­bar­di), con una net­ta inver­sione di ten­den­za rispet­to al 2005: aumen­tano dell’8% gli arrivi (145mila), del 4,35% le pre­sen­ze (731mila). Se il tur­is­mo camuno è rap­p­re­sen­ta­to soprat­tut­to da ital­iani (l’80%, metà dei quali lom­bar­di) non man­cano gli stranieri, che arrivano preva­len­te­mente con viag­gi orga­niz­za­ti. Al pri­mo pos­to tro­vi­amo gli ingle­si (34mila pre­sen­ze) segui­ti da abi­tan­ti di Repub­bli­ca Ceca, Polo­nia, Ger­ma­nia. Cresci­ta record di tur­isti a Ponte di Leg­no (+6,49% sul 2005), arrivi in aumen­to anche a Boario ed Edo­lo ma qui diminuis­cono di molto le pre­sen­ze (cir­ca ‑8%).ISEO E FRANCIACORTA. Risul­tati ambivalen­ti per la terza meta tur­is­ti­ca del­la provin­cia: aumen­tano gli arrivi (+7,17%), ma diminuis­cono le pre­sen­ze (-2,14%), atte­s­tandosi intorno a quo­ta 667mila, indice di una per­man­za più breve, lim­i­ta­ta sopratut­to ai week­end. La dimin­uzione è imputabile sola­mente al set­tore alberghiero, di tutte le clas­si (di lus­so come eco­nom­i­co). Per quan­to riguar­da la nazion­al­ità dei tur­isti, oltre la metà sono ital­iani, segui­ti da tedeschi, superati però nel numero di pre­sen­ze dagli olandesi.BRESCIA E HINTERLAND. E’ la prin­ci­pale novità dell’anno: un boom nell’aumento di pre­sen­ze tur­is­tiche (+10%), seg­no dell’attrattiva eserci­ta­ta dalle «gran­di mostre» fir­mate Goldin; non va nem­meno dimen­ti­ca­to il «tur­is­mo d’affari», che con la recente ripresa eco­nom­i­ca ha por­ta­to più man­ag­er e commes­si viag­gia­tori. Del mez­zo mil­ione di pre­sen­ze il 70% è rap­p­re­sen­ta­to da ital­iani, segui­ti da tedeschi e france­si (entram­bi in aumen­to). Crescono molto anche amer­i­cani e cinesi.IDRO E VALSABBIA. Anna­ta «nera» anche il 2006, con una ver­tig­i­nosa dimin­uzione delle pre­sen­ze (-7,52%), causa­ta indub­bi­a­mente dal­la situ­azione ambi­en­tale com­pro­mes­sa del lago. Diminuis­cono tut­ti gli stranieri (a parte gli olan­desi, le cui pre­sen­ze sono in leg­gero aumen­to, +2,8%), crol­la il tur­is­mo di ital­iani. Zeno Mar­ca, pres­i­dente dell’Agt di Vallesab­bia, preferisce guardare al futuro, «vis­to che quest’anno miglior­erà la situ­azione del lago, con l’aumento del liv­el­lo. Spe­ri­amo di avere tutte le spi­agge balneabili».BASSA. In con­tro­ten­den­za rispet­to al 2005: aumen­tano le pre­sen­ze (+6%) atte­s­tandosi a quo­ta 163mila, ma si trat­ta esclu­si­va­mente di un tur­is­mo d’affari (i per­not­ta­men­ti avven­gono qua­si esclu­si­va­mente in alber­go). L’80% sono ital­iani, in aumen­to gli stranieri, soprat­tut­to tedeschi e francesi.VALTROMPIA. Diminuis­cono anco­ra in modo mas­s­ic­cio le poche pre­sen­ze in Val­trompia (-13,5%) fanali­no di coda del tur­is­mo bres­ciano. Aumen­tano invece gli arrivi: seg­no che ormai solo le gite in gior­na­ta alle miniere del­la «via del fer­ro» sal­vano la valle.