Le strutture ricettive all’aria aperta. Quelle gestite dalle amministrazioni locali sono a Bardolino e Lazise e offrono mille posti. In calo presenze e incassi e c’è chi pensa a trasformarli in spiagge pubbliche

Anno nero per i campeggi comunali

06/01/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

In disce­sa. Sono i dati rel­a­tivi alle pre­sen­ze tur­is­tiche negli uni­ci due campeg­gi comu­nali, a Bar­dolino e Lazise, pre­sen­ti sul­la Riv­iera degli Olivi. In atte­sa di un quadro gen­erale defin­i­ti­vo dei flus­si vacanzieri sul lago di Gar­da diven­ta inter­es­sante, sep­pur cir­co­scrit­to in un ambito par­ti­co­lar­mente ristret­to, anal­iz­zare il movi­men­to avvenu­to nell’ultimo tri­en­nio nelle due strut­ture ricettive all’aria aper­ta del­la spon­da veronese del più grande lago d’Italia. Entrambe seg­nano a liv­el­lo di pre­sen­ze un costante e con­tin­uo trend neg­a­ti­vo, che assume pro­porzioni davvero pre­oc­cu­pan­ti, nell’ultima sta­gione, per il camp­ing comu­nale San Nicolò di Bar­dolino. L’area in riva al lago, un tem­po sede del cam­po di cal­cio, con­ta 126 piaz­zole e 12 unità abi­ta­tive per una capien­za mas­si­ma di 520 posti. Ebbene, nel peri­o­do mar­zo-inizio novem­bre ha reg­is­tra­to un calo di 11.189 pre­sen­ze, il 16 per cen­to in meno rispet­to allo stes­so peri­o­do del 2002, quan­do le pre­sen­ze furono 68.599 per un incas­so di 535mila euro; il 7 per cen­to in più rispet­to all’ultimo anno (506mila 731 euro). Era anda­ta meglio nel 2001, quan­do le pre­sen­ze ave­vano super­a­to quo­ta 70mila (70.852 per la pre­ci­sione) con incas­so attes­tatosi sui 518mila euro. Per avere un quadro più ampio, non bisogna comunque dimen­ti­care gli aumen­ti dei costi del­la piaz­zo­la ver­i­fi­catisi negli ulti­mi tre anni e l’incidenza degli sta­gion­ali, cioè il numero dei con­trat­ti a for­fait stip­u­lati per l’intero peri­o­do d’apertura del camp­ing. Sem­pre neg­a­ti­va, ma decisa­mente più con­tenu­ta nelle pre­sen­ze, la fles­sione nel campeg­gio comu­nale di Lazise, strut­tura che con­ta 114 piaz­zole e 13 unità abi­ta­tive per una capien­za mas­si­ma gior­naliera di 490 per­sone. La sta­gione da poco con­clusa (mar­zo-otto­bre) ha seg­na­to 57.094 pre­sen­ze, meno 1.847 rispet­to al 2002. Seg­no rosso anche per gli incas­si, pas­sati da 502mila a 497.412 euro. Numeri alla mano, andò anco­ra meglio nel 2001 con 60.211 pre­sen­ze e 518mila euro d’entrate. Cifre sem­pre con il pol­lice ver­so anche se lon­tane dal clam­oroso calo del camp­ing San Nicolò, dove i dati sono ancor più allar­man­ti se mes­si in relazione alle altre sei strut­ture ricettive pri­vate all’aria aper­ta di Bar­dolino, dove la fles­sione gen­erale è oscil­la­ta tra il 3 e il 5 per cen­to. «I numeri par­lano chiaro e devono fare riflet­tere», ammette l’assessore al tur­is­mo Ste­fano Tagli­a­fer­ri. «Non dimen­tichi­amo però che siamo pas­sati attra­ver­so una fase di rin­no­va­men­to e che c’è sta­to un aumen­to del fat­tura­to per una strut­tura che è pur sem­pre a due stelle (come a Lazise, ndr)». Vista la forte con­cor­ren­za e pre­sen­za pri­va­ta nel set­tore, ha anco­ra sen­so per un Comune gestire un campeg­gio? «Dif­fi­cile dare una rispos­ta net­ta. È nec­es­sario un ragion­a­men­to ad ampio respiro, anche se per il futuro si potrebbe pen­sare ad una ricon­ver­sione da campeg­gio a sta­bil­i­men­to bal­n­eare, viste anche le poche spi­agge pub­bliche a dis­po­sizione dei bag­nan­ti. Ma pri­ma di sman­tel­lare bisogna ricor­dare come il Comune ricavi dal San Nicolò utili non di poco con­to: nell’ultimo anno 250 mila euro».

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