Il sostituto della Segreteria di Stato vaticana che divenne la «voce» del Papa malato ha cresimato i ragazzi. Monsignor Leonardo Sandri è tornato nel paese dei suoi avi

Annunciò la morte di Wojtyla

09/10/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

È tor­na­to per la terza vol­ta nel paese dei suoi avi con un mes­sag­gio di pace, nel ricor­do di Papa Gio­van­ni Pao­lo II, entu­si­as­ta di portare ora il salu­to del nuo­vo Pon­tefice Papa Benedet­to XVI. Ad atten­dere Mon­sign­or Leonar­do San­dri, 53 anni, arcivesco­vo tito­lare di Cit­tano­va e sos­ti­tu­to del­la Seg­rete­ria di Sta­to Vat­i­cana, c’erano ieri sin dalle 11 a Palaz­zo Car­lot­ti tan­tis­sime per­sone, i rap­p­re­sen­tan­ti delle molte asso­ci­azioni capri­ne­si e tut­to il pub­bli­co delle gran­di occa­sioni, dai sin­daci e gli ammin­is­tra­tori del com­pren­so­rio -Garde­sano e del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do, ai ver­ti­ci delle forze dell’ordine come i e il Cor­po fore­stale del­lo Sta­to. Lui, l’ospite d’onore, è arriva­to a mez­zo­giorno, accom­pa­g­na­to dall’avvocato Gia­co­mo San­dri, il par­ente capri­nese più stret­to, che da giorni sta orga­niz­zan­do il suo arri­vo con l’amministrazione, il par­ro­co Don Car­lo Mot­ta, che vol­e­va fos­se pro­prio mon­sign­or Leonar­do San­dri a cres­i­mare ses­san­ta­tré ragazzi del­la dio­ce­si. Atter­ra­to pun­tuale alle 10.30 a Vil­lafran­ca, San­dri è par­ti­to per Capri­no, dopo esser­si fer­ma­to qualche min­u­to all’aeroporto. Ad accoglier­lo è arriva­to infat­ti anche un ami­co inaspet­ta­to, mon­sign­or Pas­si­ga­to, nun­zio apos­toli­co in Perù e orig­i­nario di San­ta Lucia, il quale ha a sua vol­ta ha colto l’occasione per salu­tar­lo. Quin­di l’arcivescovo è par­ti­to per Capri­no, dove a dar­gli il ben­venu­to uffi­ciale sono sta­ti il sin­da­co Ste­fano San­dri e Vas­co Sen­a­tore Gon­do­la, pres­i­dente del­la Isti­tuzione , che, nei loro dis­cor­si, han­no ricorda­to l’importantissimo ruo­lo che San­dri rico­pre alla Curia romana, dove è il numero due dopo il Seg­re­tario di Sta­to, il Car­di­nale Ange­lo Sodano. Non pote­va non arrivare, da Spi­azzi, anche mon­sign­or Gio­van­ni Otta­viani, il ret­tore del San­tu­ario Madon­na del­la Coro­na, che fino al mese scor­so e per cinque anni, è sta­to pro­prio offi­ciale alla Seg­rete­ria di Sta­to Vat­i­cano. Lui e San­dri si sono scam­biati un sor­riso e una forte stret­ta di mano: «È davvero insoli­to ved­er­ci qui», ha tra l’altro com­men­ta­to San­dri, con­tin­uan­do poi un larghissi­mo giro di salu­ti ai tan­tis­si­mi che han­no volu­to avvic­i­narlo. «Mio non­no Guer­ri­no è nato pro­prio a Lubiara e qui sono le mie radi­ci», ha fat­to notare l’Arcivescovo. «Però mio padre, che si trasferì ad Ala di Tren­to e poi emi­grò a Buenos Aires in Argenti­na, non parla­va molto di questo mon­do a me sconosci­u­to e dove ho scop­er­to di avere tan­ti par­en­ti con il mio cog­nome. È un luo­go bel­lis­si­mo, che tante volte mi è tor­na­to alla mente apren­do le finestre del Vat­i­cano e guardan­do il Tevere e la fol­la, quan­do toc­cò a me leg­gere le parole di Gio­van­ni Pao­lo II, che sta­va male e di cui io ero del­e­ga­to a tenere i dis­cor­si. Era­no sem­pre parole di pace», ha ram­men­ta­to, «fon­da­men­tali per portare avan­ti ogni inizia­ti­va pri­va­ta e pub­bli­ca». Dal 6 gen­naio, quan­do accan­to a Gio­van­ni Pao­lo II recitò per la pri­ma vola l’Angelus, San­dri divenne infat­ti la voce del Pon­tefice. E fu anco­ra lui, il 2 aprile, ad annun­cia­rne al mon­do la morte. Ora la sua car­i­ca è sta­ta con­fer­ma­ta: «Con Papa Benedet­to XVI il pas­sag­gio è nat­u­rale, è un teol­o­go di altissi­ma lev­atu­ra e, nel con­tem­po, una per­sona ten­era e ser­e­na che trasmette la forza di Dio. È vici­no a tut­ta l’umanità e con lui ricorderò anche tut­ti voi nel­la preghiera», ha det­to San­dri ringrazian­do poi il “silen­zioso e impor­tan­tis­si­mo lavoro” del mon­do del volon­tari­a­to che ieri lo ha accolto. Poi ha aggiun­to: «Mi han­no invi­ta­to oggi per cres­i­mare un grande grup­po di ragazzi che, da questo momen­to, assumono il per­son­ale impeg­no di annun­ziare seri­amente la paro­la di Dio».

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