Installate con il permesso della Regione malgrado il no del Comune. Sindaco preoccupato: «Ho chiesto di verificare i livelli di inquinamento»

Antenne dei telefonini in centro. Raccolta di firme per spostarle

19/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Han­no già fir­ma­to in tre­cen­tocinquan­ta, e la rac­col­ta di sot­to­scrizioni con­tin­ua: quelle antenne lì, in pieno cen­tro stori­co, non le vogliono. C’è fer­men­to a Gar­da per il nuo­vo ripeti­tore dei tele­foni­ni instal­la­to sul­la ter­raz­za di un alber­go, in mez­zo alle case del paese. Anche per­ché a una trenti­na di metri in lin­ea d’aria, sul tet­to di un altro alber­go, di antenne ce n’è già un’altra. Sulle porte di alcu­ni negozi è appar­so un man­i­festi­no che avverte: «Sti­amo rac­coglien­do le firme per l’eliminazione o lo sposta­men­to dei due ripeti­tori per tele­fo­nia mobile posti su due alberghi di Gar­da e per impedirne l’installazione di altri nelle vic­i­nanze delle abitazioni». L’adesione è alta. Le petizioni sono due. La pri­ma è ind­i­riz­za­ta all’Arpav, l’azienda regionale di pre­ven­zione ambi­en­tale: si doman­da che le antenne vengano spostate o elim­i­nate. L’altra è riv­ol­ta al sin­da­co e a tut­ti i con­siglieri comu­nali: viene chi­es­ta una «delib­era che rin­no­va le instal­lazioni già esisten­ti di ripeti­tori per la tele­fo­nia mobile nel cen­tro stori­co e ne impedis­ca la futu­ra instal­lazione», a meno che vengano posizionati «ad una dis­tan­za non infe­ri­ore a un chilometro da qual­si­asi abitazione». Ma la richi­es­ta riv­ol­ta agli ammin­is­tra­tori comu­nali non sor­tirà effet­ti: la com­pe­ten­za in mate­ria, infat­ti non è del Comune, ma del­la Regione. «Da parte nos­tra — spie­ga infat­ti il sin­da­co Gior­gio Comenci­ni — abbi­amo fat­to parec­chie resisten­ze alla richi­es­ta di instal­lare le antenne, tant’è che la com­mis­sione edilizia comu­nale ha sem­pre e comunque nega­to il per­me­s­so. Le ditte con­ces­sion­ar­ie di licen­za, però, han­no aggi­ra­to l’ostacolo otte­nen­do il per­me­s­so ambi­en­tale dal­la Regione in seno alla com­mis­sione tec­ni­ca regionale, che è un organo supe­ri­ore al nos­tro, van­i­f­i­can­do così il diniego comu­nale. Mi chiedo dove sia il rispet­to delle autonomie locali». Quan­to alla rac­col­ta di firme in cor­so, Comenci­ni dice di «con­di­videre le pre­oc­cu­pazioni dei cit­ta­di­ni» e di aver già provve­du­to a richiedere all’Arpav una ver­i­fi­ca dei liv­el­li di inquina­men­to elet­tro­mag­neti­co. Tra i garde­sani, però, ser­peg­gia il malu­more. E c’è chi fa osser­vare che il cartel­lo indi­cante i lavori «di costruzione di stazione radio base per tele­fo­nia mobile» è dietro la ser­ran­da di una vetra­ta sem­i­nascos­to da piante di ole­an­dro Intan­to sul­la depen­dance dell’hotel Gia­r­dinet­to l’antenna è già all’opera, e fa il paio con quel­la sull’hotel Corti­na, a pochi metri di dis­tan­za. «Certe not­ti — dice un res­i­dente del­la zona — l’antenna fa uno stra­no, con­tin­uo rumore, che rim­balza sui muri delle case e non fa chi­ud­ere occhio». Non è una bel­la compagnia.