Per una manifestazione che finisce, eccone una appena iniziata.

Antichità e modernariato: a «Samarcanda» seimila metri di tesori

28/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Giacomo Danesi

Per una man­i­fes­tazione che finisce, eccone una appe­na inizia­ta. Ci rife­ri­amo a «Pul­chra Eccle­sia», rasseg­na di arti per lo spazio sacro che chi­ude oggi i bat­ten­ti al Cen­tro Fiera del Gar­da di Mon­tichiari, e a «Samar­can­da», mostra mer­ca­to di anti­chità, mod­ernar­i­a­to, collezion­is­mo e ogget­tis­ti­ca che ha aper­to ieri i bat­ten­ti per chi­ud­er­li il 4 feb­braio prossi­mo. For­tu­na­ta in tut­to, la rasseg­na «Samar­can­da», orga­niz­za­ta dal­lo Staff ser­vice di Anto­nio Miot­to. For­tu­na­ta nel nome, come la mit­i­ca cit­tà del­l’Uzbek­istan. For­tu­na­ta per­ché ogni anno è sta­to un suc­ces­so. E ancor più for­tu­na­ta per questo, quel­lo del­la tredices­i­ma edi­zione. Su una super­fice di 6mila metri qua­drati, 130 anti­quari prove­ni­en­ti da tut­ta Italia espon­gono i loro tesori. Per­ché ogni ogget­to espos­to ha la sua sto­ria, il suo fas­ci­no. Sia esso anti­co o moderno.Da non perdere, nel­l’am­bito del­la rasseg­na, la mostra «Caf­fè che pas­sione», un’im­por­tante collezione di mac­chine da caf­fè dal 1900 al 1960 di Enri­co Mal­toni. Se si pen­sa che ogni giorno ven­gono con­su­mate dagli ital­iani 35 mil­ioni di tazz­ine di caf­fè, sem­bra gius­to che si esalti­no le mac­chine che lo pro­ducono. Se poi chi le ha dis­eg­nate è Giò Pon­ti o Achille Cas­tiglioni o altri cele­bri architet­ti, meglio anco­ra. Gli orari di aper­tu­ra sono i seguen­ti: saba­to e domeni­ca dalle 10 alle 20; dalle 15 alle 20 negli altri giorni. Il bigli­et­to d’in­gres­so cos­ta 12mila lire.