Un libro di Vittorio Pirlo e Elena Ledda presentato nella «Sala dei Provveditori». Umanista e collezionista, fu il dottore di D’Annunzio e di principi

Antonio Duse, medico delle stelle

28/12/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
se.za.

Nel­la Sala dei Provved­i­tori del Palaz­zo munic­i­pale di Salò è sta­ta ripro­pos­ta la figu­ra di «Anto­nio Duse, medico di piaghe e dot­tore di stelle» (questo il tito­lo del libro scrit­to dal nipote, Vit­to­rio Pir­lo, e da Ele­na Led­da, pre­sen­ta­to nel­la cir­costan­za, edi­to dall’Ateneo).«Umanista e bib­liofi­lo, collezion­ista di fiori e far­falle, orni­tol­o­go e sporti­vo, pres­i­dente del­la locale azien­da di sog­giorno, chirur­go (una mis­sione mat­u­ra­ta tra i ter­re­mo­tati di Messi­na pri­ma e in Lib­ia poi), cap­i­tano per la nel­la grande guer­ra, Anto­nio Duse, scom­par­so nel 1955 — ha ricorda­to il sin­da­co Giampiero Cipani -, è sta­to il medico di Gabriele D’An­nun­zio, dei prin­cipi Tor­lonia, del­l’In­fante di Spagna, Ugo da Como, Pom­peo Mol­men­ti, Francesco Malip­iero, del pit­tore Ange­lo Lan­di, di Lui­gi Luz­zat­ti, pres­i­dente del Con­siglio, fonda­tore a Bres­cia del­la pri­ma ban­ca popo­lare-arti­giana, del poeta Otto Erich Hartleben, del­la sopra­no Giusep­pina Cobel­li, orig­i­nar­ia di Gar­done Riv­iera». «Duse era molto apprez­za­to dal­la gente comune — ha det­to Cipani — che, mem­o­re del­la sua abil­ità, arrivò a coniare la sig­ni­fica­ti­va espres­sione: nol la guaris pio’ gna’ el Duse, non lo guar­isce più nem­meno il Duse. L’ampia cor­rispon­den­za epis­to­lare rac­col­ta nel vol­ume rap­p­re­sen­ta una riscop­er­ta di val­ore stori­co uni­co e inestimabile».«E’ un lavoro forte­mente orig­i­nale, puntiglioso, che for­nisce un affres­co di vita quo­tid­i­ana», affer­ma il medico Francesco Bersat­ti. «Una preziosa rie­vo­cazione», aggiunge il vicesin­da­co Gualtiero Comi­ni. Nato a Salò nel 1880 da Giusep­pina Leone­sio e Sante Duse, orig­i­nario di Chiog­gia, Anto­nio Duse si lau­reò in med­ica all’ di Tori­no. Dopo la guer­ra suben­trò al padre come chirur­go del­l’ospedale garde­sano. «Per più di 40 anni ‑ricor­da Pir­lo- è sta­to apprez­za­to e ascolta­to in tut­ta la zona. D’An­nun­zio l’ ha volu­to medico curante fin dal giorno del suo arri­vo a Gar­done Riv­iera, e frater­no ami­co del­l’in­tero peri­o­do di volon­taria clausura al Vit­to­ri­ale. Gli ripete­va: sei un guar­i­tore dis­cre­to, pru­dente, indul­gente. Lo chia­ma­va per far­si dire che non era mala­to, e per far­si poi con­so­lare. In seg­no di grat­i­tu­dine gli con­ferì la medaglia fiu­mana di Ronchi».Cultore di scien­ze nat­u­rali, Duse si è ded­i­ca­to con par­ti­co­lare inter­esse all’or­ni­tolo­gia, col­lab­o­ran­do con Alessan­dro Ghi­gi, zool­o­go e ret­tore del­l’U­ni­ver­sità di Bologna. Uccel­la­tore e imbal­sam­a­tore, ha dona­to la sua preziosa collezione del­l’av­i­fau­na bres­ciana (700 esem­plari) al Museo di sto­ria nat­u­rale di e all’Is­ti­tu­to tec­ni­co Bat­tisti di Salò. Allie­vo del geol­o­go Arturo Coz­za­glio, che nel 1913 ha trac­cia­to la stra­da che sale nel­la roc­cia da Cam­pi­one a Tremo­sine, Duse ha rac­colto anche min­er­ali, piante, fiori e far­falle. Dopo avere riper­cor­so le attiv­ità e i var­ie­gati inter­es­si del medico, il libro con­tiene un gran numero di let­tere che gli han­no scrit­to per­son­ag­gi famosi.«E’ sta­to fat­to un lavoro puntiglioso di scan­daglio e recu­pero di doc­u­men­ti — sot­to­lin­ea Giuseppe Mongiel­lo, pres­i­dente del­l’Ate­neo — per ricostru­ire la per­son­al­ità di un uomo di asso­lu­to rilie­vo, e le relazioni che ebbe modo di tessere».