Presentato a Peschiera libro postumo dell'ex capo della Polizia

Antonio Manganelli: Il sangue non sbaglia

18/02/2014 in Libri
Di Luca Delpozzo

Ser­a­ta ric­ca di emozione quel­la orga­niz­za­ta nei giorni scor­si dal Rotary Club Peschiera e del Gar­da Veronese pre­siedu­to da Giuseppe Loren­zi­ni e svoltasi pro­mosso il Ris­torante Fiore di Peschiera del Gar­da. Il tema del “con­viviale”, come usano dire i rotar­i­ani per le loro riu­nioni, riguar­da­va la pre­sen­tazione del libro “Il sangue non sbaglia” scrit­to da Anto­nio Man­ganel­li, Capo del­la Polizia scom­par­so nel feb­braio del­lo scor­so anno, poco pri­ma del­la sua scomparsa.

Rela­trice la stes­sa moglie di Man­ganel­li, Adri­ana Piancastel­li che attra­ver­so le sue parole ha saputo spie­gare ai pre­sen­ti chi era Anto­nio. ossia “poliziot­to di stra­da, giurista e spe­cial­ista crim­i­nol­o­go, padre di famiglia — anche se ave­va­mo deciso, quan­do ci sposam­mo, vis­to il lavoro che svol­geva­mo, di non avere figli” che ha, in oltre trent’anni di car­ri­era, col­lab­o­ra­to con Gio­van­ni Fal­cone e Pao­lo Borselli­no “inda­gan­do in pri­ma per­sona su mafia, sequestri, dro­ga e crim­i­nal­ità economica”.

Ma la sig­no­ra Adri­ana la sua relazione, tut­ta a brac­cio, l’ha tenu­ta di fronte a una “platea” di per­sone alta­mente qual­ifi­cate che vede­va fra i pre­sen­ti, oltre ai ver­ti­ci locali del Rotary Club, il sin­da­co di Peschiera , il viceprefet­to di Verona Alessan­dro Tor­torel­la, i questori di Verona e Man­to­va Dani­lo Gagliar­di e Giuseppe Rec­cia, il procu­ra­tore mil­itare di Verona Enri­co Buttit­ta, il cap­i­tano del­la Com­pag­nia di Peschiera Francesco Milar­di e il diret­tore del­la Scuo­la di Polizia di Peschiera Giampao­lo Trevisi.

Un roman­zo, quel­lo di Man­ganel­li, in cui il pro­tag­o­nista, l’ispettore Galas­so, rac­con­ta la vita di Man­ganel­li stes­so. Un roman­zo tut­to da leg­gere pen­san­do che quel­lo che viene rac­con­ta­to è frut­to di vita vis­su­ta. “L’ispettore Galas­so – ha scrit­to Anto­nio Man­ganel­li nel suo libro – è un modo di vivere, di essere poliziot­to per mestiere, per vocazione e anche per amore”.