Propone Cobelli (Ppi), ma la giunta non è d’accordo

«Anziani con badanti Diamo loro un aiuto»

19/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Un fon­do a sosteg­no delle famiglie di Salò che ricor­rono alle badan­ti. L’ha pro­pos­to il con­sigliere comu­nale Rena­to Cobel­li, area Ppi, nel cor­so del­la dis­cus­sione sul pre­ven­ti­vo 2003. «La pro­ce­du­ra di rego­lar­iz­zazione degli extra­co­mu­ni­tari ha riguarda­to, per la mag­gior parte, donne che svol­go­no lavori domes­ti­ci e di cura ad anziani e bam­bi­ni — ha ricorda­to Cobel­li -. Riter­rei oppor­tuno che fos­sero indi­vid­u­ate risorse da uti­liz­zare come con­trib­u­to (150–200 euro men­sili) per le famiglie che abbiano red­di­ti infe­ri­ori a una cer­ta soglia. L’im­por­to, indica­ti­va­mente di novemi­la euro, potrebbe essere prel­e­va­to dai capi­toli riguardan­ti i servizi inte­gra­tivi a mostre & pub­bli­cazioni, alle man­i­fes­tazioni nel set­tore del com­mer­cio & tur­is­mo e ai con­tribu­ti per soci­età e gare sportive». «Ero inde­ciso se chia­mar­le colf — pros­egue il Rena­to bilau­re­ato -. Poi ho scop­er­to che lo stes­so Alessan­dro Man­zoni defini­va badante la per­pet­ua di Don Abbon­dio, e anche De Mau­ro, nel vocabo­lario del­la lin­gua ital­iana, usa questo ter­mine. La rego­lar­iz­zazione delle donne straniere che lavo­ra­no nelle nos­tre famiglie, con anziani non auto­suf­fi­ci­en­ti, ha dato vis­i­bil­ità a un fenom­e­no vas­to, che pas­sa­va sot­to silen­zio. Adesso è nec­es­sario com­piere altri pas­si in modo da garan­tire a queste assis­ten­ti domi­cil­iari tut­ti i loro dirit­ti e, con­tem­po­ranea­mente, assi­curi­no agli assis­ti­ti il rispet­to del­la loro dig­nità di per­sone, che va sal­va­guarda­to anche quan­do i vec­chi non sono più in gra­do di capire. Per le badan­ti c’è una leg­is­lazione par­ti­co­lare? Che for­mazione dovreb­bero avere per essere effi­ci­en­ti e all’al­tez­za del com­pi­to? Guar­date che non mi riferisco solo all’ap­prendi­men­to del­la lin­gua ital­iana. Qualche cor­so dovrebbe essere orga­niz­za­to, mag­a­ri a liv­el­lo di Comu­nità mon­tana Alto Gar­da. E le famiglie, che per non allon­tanare da casa un gen­i­tore in cat­tive con­dizioni, pos­sono con­tare su buoni di accom­pa­g­na­men­to, detrazioni fis­cali, agevolazioni? Un fenom­e­no com­p­lesso. La mia pro­pos­ta rap­p­re­sen­ta una sol­lecitazione a com­piere il pri­mo pas­so di un per­cor­so da stu­di­are accu­rata­mente nel tem­po». Il col­le­gio dei revi­sori del Comune e il respon­s­abile del­l’uf­fi­cio finanziario han­no osser­va­to che il sug­ger­i­men­to pote­va essere accolto, in quan­to non mod­i­fi­ca­va gli equi­lib­ri di bilan­cio. La giun­ta, invece, ha det­to di no, ris­er­van­dosi comunque di val­utare la ques­tione. «Rite­ni­amo di non accettare l’e­men­da­men­to — ha spie­ga­to l’asses­sore Nico­la Scot­ti — poichè la pro­pos­ta sem­bra lim­i­ta­ta a un episo­dio una tan­tum. Data l’im­por­tan­za sociale del tema, l’asses­so­ra­to ai ela­bor­erà un prog­et­to organ­i­co e fun­zionale per sostenere le famiglie bisog­nose che si avval­gano delle badan­ti, comunque ricon­ducibile al dis­cor­so del­l’as­sis­ten­za domi­cil­iare, per la quale eroghi­amo 164 mila euro all’an­no. Il nos­tro non è un diniego, ma un impeg­no a elab­o­rare un piano più com­p­lessi­vo». Cobel­li ha sol­lecita­to altri due inter­ven­ti: un fon­do a sosteg­no delle gio­vani cop­pie salo­di­ane (per abbat­tere gli inter­es­si pas­sivi sul mutuo ottenu­to in occa­sione del­l’ac­quis­to del­la pri­ma casa) e lo stanzi­a­men­to di 780 mila euro per la costruzione di allog­gi ris­er­vati ad anziani autono­mi. «Vor­rei aggiun­gere — ha pros­e­gui­to il con­sigliere — che in Comu­nità mon­tana han­no orga­niz­za­to un uffi­cio pri­ma casa. Forse var­rebbe la pena con­cen­trare uno sportel­lo ido­neo ad affrontare questo prob­le­ma. A meno di intrapren­dere inizia­tive idonee, il futuro di Salò si pre­sen­ta poco roseo e con scarse prospet­tive. Anno­to, ma è un inciso, e sen­za fare del razz­is­mo, che ci sono nuceli cospicui di extra­co­mu­ni­tari allog­giati in fab­bri­cati sit­uati in via Gas­paro e alle Rive». Rispos­ta di Scot­ti: «Inten­di­amo dare una rispos­ta più arti­co­la­ta, istituen­do un piano di edilizia eco­nom­i­co popo­lare e/o con­ven­zion­a­ta. Le aree disponi­bili sareb­bero in local­ità Bura­go (a Vil­la), alla Gasìa (quartiere del Muro) e, parzial­mente, nel vec­chio cam­po sporti­vo Amadei. Atten­di­amo la deci­sione del grup­po di lavoro cos­ti­tu­ito per anal­iz­zare l’ipote­si del­la costruzione (vici­no alla nuo­va casa di riposo) di un edi­fi­cio per anziani non del tut­to auto­suf­fi­ci­en­ti».

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