Il Comune e la cooperativa «La cordata» illustrano il bilancio dell’attività, una sessantina gli utenti. L’anno scorso spesi 160mila euro per l’assistenza domiciliare

Anziani, l’aiuto non manca

18/02/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

È sta­ta pre­sen­ta­ta ieri mat­ti­na una ricer­ca effet­tua­ta dal­la coop­er­a­ti­va «La cor­da­ta» (sede Roè Vol­ciano, pres­i­dente Attilio Bono­mi, coor­di­na­trice Rena­ta Zanar­di) rel­a­ti­va all’assistenza domi­cil­iare svol­ta nel ter­ri­to­rio di Salò, per con­to del munici­pio. Nel 2004 la coop­er­a­ti­va ha segui­to 58 per­sone, il 60% donne, il 40% maschi, pre­stando 4.426 ore, di cui il 22% alla fas­cia di età com­pre­sa tra i 46 e i 65 anni, il 4% a chi ha com­pi­u­to i 66 ma ne ha meno di 75, il 74% ai più anziani, molti dei quali vivono in soli­tu­dine. La metà delle ore (49%) ha riguarda­to per­sone con prob­le­mi fisi­ci, il 36% demen­ti o afflit­ti da patolo­gie psichi­atriche, il 15% per chi non sof­fre di par­ti­co­lari patolo­gie. Servizi svolti: cura dell’igiene indi­vid­uale e dell’ambiente, con­seg­na dei pasti a domi­cilio, accom­pa­g­na­men­to a vis­ite mediche, ecc. Nel 2005 gli uten­ti sono sta­ti 55, di cui il 55% donne e il resto maschi. Di questi, 19 han­no uti­liz­za­to il servizio per l’intero anno (e 15 anche per tut­to il 2004), 36 per una media di quat­tro mesi. Le ore, invece, 4.380, con una dimin­uzione per i vec­chi (71%), la sostanziale con­fer­ma del­la per­centuale ris­er­va­ta alla fas­cia inter­me­dia (5%) e un leg­gero aumen­to per i meno anziani (il 24% è ded­i­ca­to a chi ha un’età infe­ri­ore ai 65 anni). Crescono, dal 36 al 39%, le ore ris­er­vate a chi sof­fre di guai men­tali. «Per l’assistenza domi­cil­iare — inter­ven­gono l’assessore Gabriele Cominot­ti e il diri­gente del set­tore Flavio Casali — nel 2005 il Comune ha spe­so 160 mila euro. Per il 2006 abbi­amo inser­i­to in bilan­cio una pre­vi­sione di 172 mila euro. La cop­er­tu­ra delle rette alla casa di riposo (ci sono gli anziani che fan­no fronte con mezzi pro­pri o dei famil­iari, e chi invece ha bisog­no dell’aiuto pub­bli­co) è costa­ta 210 mila euro. Dif­fi­cile ipo­tiz­zare la cifra del 2006: forse saran­no 220 mila euro. Res­ta il fat­to che, per il com­par­to sociale, la spe­sa cor­rente annuale sostenu­ta dal munici­pio ammon­ta al 20%, rispet­to al 12–13% del­la media nazionale». «L’obiettivo — pros­eguono — è di pro­l­un­gare il più a lun­go pos­si­bile la per­ma­nen­za degli anziani nel­la loro abitazione, rin­vian­do l’ingresso nel­la casa di riposo. È una soluzione che li aiu­ta a vivere meglio, nel pro­prio ambi­ente, e a noi con­sente di ridurre gli oneri. ’La cor­da­ta’, con la quale col­la­bo­ri­amo da molti anni, per­cepisce 16/17 euro, sol­di che poi recu­pe­ri­amo in base alla fasce di red­di­to, ma solo parzial­mente, nel­la misura del 25–30 per cen­to». I dati di ogni utente sono rac­colti in una sche­da di val­u­tazione, che viene aggior­na­ta peri­odica­mente, in modo da effet­tuare un mon­i­tor­ag­gio costante sull’evoluzione delle con­dizioni fisiche, abi­ta­tive e relazion­ali. «Ogni set­ti­mana — aggiunge Casali — si fa una riu­nione per decidere se l’anziano ha bisog­no di con­trol­li medici o di altri sosteg­ni. A Salò gli ultra65enni sono 2.400, il 24% dei res­i­den­ti. Noi seguiamo quel­li in dif­fi­coltà, offren­do diver­si servizi. Come il tele­soc­cor­so, per il quale occorre pagare solo le spese iniziali di instal­lazione (non chiedi­amo infat­ti alcun canone men­sile). Cre­di­amo che, col pro­gres­si­vo grad­uale aumen­to dell’età media del­la popo­lazione, si deb­ba puntare sem­pre più sull’assistenza domi­cil­iare. A tale propos­i­to ricor­diamo anche l’aiuto dato da Sol­i­da­ri­età e dal grup­po del­la Ban­ca del Tem­po». «Spes­so — chi­ude Zanar­di — molti anziani sof­frono di turbe com­por­ta­men­tali e prob­le­mi di soli­tu­dine. Han­no bisog­no soprat­tut­to di com­pag­nia. A parte un leg­gero aumen­to delle patolo­gie psichi­atriche, dal 2004 al 2005 la situ­azione è rimas­ta inalterata».