Il regno longobardo «rivela» i suoi segreti

Aperta la mostra

10/06/2007 in Mostre
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Di Luca Delpozzo
f.d.c.

Al Museo Bergo­mi di Bergo­mi è aper­ta da ieri la mostra «Lon­go­b­ar­di nel Bres­ciano — Gli inse­di­a­men­ti di Mon­tichiari». Si trat­ta del­la pri­ma vet­ri­na ded­i­ca­ta ai risul­tati del­la pluri­en­nale attiv­ità di sca­vo degli inse­di­a­men­ti di età lon­go­b­ar­da del ter­ri­to­rio ed in par­ti­co­lare del grande cimitero di Monte San Zeno, dove sono state por­tate alla luce 330 tombe. Le attiv­ità di sca­vo e di recu­pero sono state real­iz­zate dai volon­tari del Gam, acron­i­mo di Grup­po arche­o­logi­co mon­te­clarense. La mostra rimar­rà aper­ta sino a fine anno e cos­ti­tu­isce la sec­on­da fase del prog­et­to «Lon­go­b­ar­di in ter­ri­to­rio di Bres­cia» avvi­a­to con il con­veg­no di Leno del 2005, ideato da Ange­lo Baro­nio e pro­mosso dal­la Fon­dazione Dom­i­na­to Leo­nense. Ieri, in occa­sione dell’inaugurazione svol­ta alla pre­sen­za dell’assessore regionale alla Cul­tura Mas­si­mo Zanel­lo sono state pre­sen­tate le relazioni sci­en­ti­fiche di Clau­dio Azzara dell’ di di Saler­no e di Andrea Breda.Entrambe le ricerche con­fer­mano che Bres­cia fu una delle cit­tà più impor­tante del reg­no lon­go­b­ar­do. Fu scelta come sede di uno dei suoi 36 ducati. Re Rotari (già duca di Bres­cia), nel 643 emanò il cele­bre Edit­to, scrit­to in lati­no. In esso trovarono per la pri­ma vol­ta pos­to le leg­gi longobarde.L’ultimo reg­nante lon­go­b­ar­do fu Deside­rio, che passò alla sto­ria per aver costru­ito due monas­teri benedet­ti­ni: uno a Leno e un sec­on­do in cit­tà (l’attuale San­ta Giu­lia), e che ospi­ta oggi un impor­tante museo di grande richi­amo. Qui il Man­zoni ambi­en­tò la trage­dia in ver­si dell’Adelchi.

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