I giudici hanno dato ragione all’azienda ospedaliera per una contestata fornitura. Respinto il ricorso di una ditta sull’acquisto di apparecchiature per la disinfezione

Appalto regolare: al Tar vince l’ospedale

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Di Luca Delpozzo

E’ sta­ta cor­ret­ta la pro­ce­du­ra segui­ta dagli uffi­ci dell’Azienda ospedaliera di Desen­zano nel­la gara di acquis­to di tre lavas­tru­men­ti, fini­ta nel miri­no di un ricor­so da parte di una delle soci­età escluse, la SpA Air Liq­uide San­ità Ser­vice, di . E’ questo il sen­so del­la deci­sione dei giu­di­ci del Tar di Bres­cia che, nell’ultima cam­era di con­siglio, han­no respin­to la doman­da di sospen­sione dan­do il via di fat­to al per­fezion­a­men­to del con­trat­to dell’importo di cir­ca 240 mila euro con l’aggiudicatrice dell’appalto, la John­son & John­son Med­ical. Le tre apparec­chia­ture, des­ti­nate alle gas­troen­terolo­gie di Maner­bio e Gavar­do, sono uti­liz­zate per dis­in­fettare gli endo­scopi con i quali ven­gono ese­gui­ti esa­mi diag­nos­ti­ci alla regione addom­i­nale ed a quel­la intesti­nale. La gara, sec­on­do inno­v­a­tive modal­ità del­la direzione azien­dale, prevede­va che la dit­ta vincitrice dell’appalto non for­nisse solo le mac­chine, ma anche la loro manuten­zione ed il mate­ri­ale per dis­in­fettare gli endo­scopi. Questo per evitare pos­si­bili con­tenziosi e un ping pong di respon­s­abil­ità nel caso un’apparecchiatura non fun­zioni. Nel suo ricor­so, però, la soci­età milanese (assis­ti­ta dagli avvo­cati Porqued­du, Vaiano e Ghi­dot­ti) ha osser­va­to una serie di pre­sunte irre­go­lar­ità ed omis­sioni, chieden­do al Tar la sospen­sione del con­trat­to. Inizial­mente, va ricorda­to che i giu­di­ci di via Mal­ta ave­vano accorda­to la sospen­sione provvi­so­ria, in atte­sa che per­venis­sero dall’azienda ospedaliera «ulte­ri­ori ele­men­ti e doc­u­men­ti». Che, pun­tual­mente, sono arrivati con la memo­ria del legale avvo­ca­to Alber­to Lup­pi, il quale ha chiar­i­to lo svol­ger­si dell’intera pro­ce­du­ra dell’appalto. Dopo aver ricorda­to che è sta­ta, comunque, la soci­età vincitrice del­la gara quel­la ad aver for­ni­to «il miglior rap­por­to qual­ità-prez­zo all’amministrazione ospedaliera», il legale ha osser­va­to che «i cri­teri, i req­ui­si­ti e quant’altro con­tenu­ti nel capi­to­la­to era­no sta­ti descrit­ti con pre­ci­sione , e anche per quan­to riguar­da la pre­sun­ta vio­lazione del­la soglia comu­ni­taria di Dsp 200.000, l’azienda si è com­por­ta­ta cor­ret­ta­mente». Infat­ti, fino all’importo di 236.945 euro, pre­visti dall’Ue, è legit­ti­mo prevedere acquisti di beni e servizi sec­on­do le norme di dirit­to privato.

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