Presentato in Consiglio comunale il piano sulla vasta area in centro al paese

Appartamenti e negozisull’antico chiostro

11/09/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Che la dis­cus­sione attorno alla des­ti­nazione del­la Soci­età di Gargnano soll­evasse polemiche lo si pote­va prevedere. Il tema è annoso e attorno al recu­pero del­l’im­mo­bile (migli­a­ia di metri quadri a lago, all’in­gres­so del paese, inclusi tre dei quat­tro lati del Tre­cen­tesco chiostro di San Francesco) si era spac­ca­to il con­siglio un anno fa. Gian­fran­co Scar­pet­ta, il sin­da­co, era sta­to mes­so in mino­ran­za anche da molti dei suoi consiglieri.Ora l’ar­go­men­to è tor­na­to all’or­dine del giorno, nei ter­mi­ni che il Piano già prevedeva.In breve, si può sin­te­tiz­zare, metà del­la vol­ume­tria sarà des­ti­na­ta a res­i­den­ziale, il 35% a tur­is­ti­co, ricetti­va e com­mer­ciale, ed il 15% ad uso pub­bli­co. Così prevede il Piano Rego­la­tore. Al Comune, ha rifer­i­to il sin­da­co, andran­no 32 parcheg­gi (anziché 30), 234 metri per il pas­sag­gio pub­bli­co lun­go-lago, la real­iz­zazione del pas­sag­gio per l’ac­ces­so a lago su un’area di 39 metri quadri, 136 metri da des­tinare a verde pub­bli­co «pen­sile», 313 di chiostro e gia­rdi­no inter­no, 133 di stanze del­l’ex con­ven­to per attrez­za­ture di carat­tere col­let­ti­vo. Ad uso pub­bli­co, è sta­to sot­to­lin­eato, non di pro­pri­età pub­bli­ca. Sparirà l’ed­i­fi­cio stac­ca­to dal cor­po prin­ci­pale, che ospi­ta­va anni fa la Pro Loco. Tra­mon­ta­ta, a quan­to pare, l’ipote­si che la «Sala del­la cer­ni­ta» pos­sa andare in pro­pri­età al Comune.Prematuro, in ques­ta fase, par­lare di quan­ti appar­ta­men­ti sorg­er­an­no nel­l’ex con­ven­to o di altre possibilità.Per Mar­cel­lo Fes­ta (Lega Nord) la pre­sen­tazione del sin­da­co è sta­ta piut­tosto asciut­ta a fronte di un argo­men­to così ril­e­vante. «La pau­ra è che sul­la car­ta ven­ga pre­sen­ta­to qualche cosa che lun­go il cam­mi­no potrebbe cambiare».Scarpetta ha pre­cisato che il pas­sag­gio attuale prevede l’adozione, cui seguiran­no le osser­vazioni. Sola­mente in un sec­on­do momen­to si passerà al prog­et­to esec­u­ti­vo ed a una con­ven­zione com­ple­ta, attorno alla quale si discuterà.Critico è appar­so Luciano Gal­loni (Impeg­no Civi­co): «Par­liamo di un pez­zo di sto­ria di Gargnano, e sarebbe bene che il Comune acquis­tasse lo sta­bile, venden­do tut­to ciò che si può e accen­den­do mutui». Per il sin­da­co, però, ci si tro­va di fronte «a pura dem­a­gogia. Non si può obbli­gare il pri­va­to a vendere».Peraltro, all’ac­quis­to del­l’ed­i­fi­cio si sarebbe inter­es­sato di recente anche un impren­di­tore che sta costru­en­do una strut­tura alberghiera sul Mon­te­gargnano. Ma pare che l’affare sia già sfumato.

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