All’interno della chiesa più amata del paese c’è un patrimonio artistico che rischia di scomparire per sempre

Appello ai cittadini: San Nicolò ha bisogno di santi

25/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Con i San­ti Fer­mo e Rus­ti­co, San Nicolò al por­to è la chiesa più ama­ta dal­la gente di Lazise. È uno dei due tem­pli cris­tiani non di pro­pri­età del­la par­roc­chia di San Mar­ti­no, almeno fino a poco tem­po fa, pri­ma dell’ultimo con­corda­to con la san­ta Sede e lo Sta­to ital­iano. Quel­lo stip­u­la­to, per inten­der­ci recen­te­mente fra l’onorevole Bet­ti­no Craxi e il car­di­nale Casaroli, entram­bi da poco scom­par­si. Tutte e due le chiese ripor­tano, nell’arco tri­on­fale di entra­ta, la scrit­ta C.L. che sta chiara­mente a sig­nifi­care «Comu­ni­tatis Lacisien­sis», ovvero di pro­pri­età del­la comu­nità di Lazise, inte­sa come comu­nità civi­ca e non reli­giosa, cioè lega­ta alla giuris­dizione del par­ro­co e quin­di del­la par­roc­chia dei San­ti Zeno e Mar­ti­no. Il Comune, nel 1571, allorché lo stes­so prov­vide al restau­ro del tem­pio, impose appun­to il suo gius­pa­trona­to con il suo stem­ma e la scrit­ta C.L. La nota in ques­tione è ben evi­den­zi­a­ta dagli scrit­ti di Don Agos­ti­ni nel suo libro «Lazise nel­la sto­ria e nell’arte »e negli scrit­ti del far­ma­cista e stu­dioso Francesco Fontana, recen­te­mente pub­bli­cati dall’omonima asso­ci­azione culturale.