«Sono veramente bravi, e poi che coraggio»

Applausi e stupore: «Emozioni ogni volta»

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Di Luca Delpozzo
(g.b.)

Fran­co Ven­turi­ni, berga­m­as­co, è arriva­to a Peschiera con moglie e figlio pic­co­lo per assis­tere all’air show e, soprat­tut­to, all’esibizione delle . «Li seguo da tan­ti anni, ma ogni vol­ta è come se fos­se la pri­ma: l’emozione è la stes­sa, da sem­pre». Fan­no questo effet­to, i ragazzi del­la Pat­tuglia acro­bat­i­ca nazionale: lo si per­cepisce chiara­mente dal­la parte­ci­pazione con cui il pub­bli­co, decine di migli­a­ia di per­sone tutte con il naso all’insù, segue il loro spet­ta­co­lo. «Non c’è niente da dire, sono vera­mente bravi; e che cor­ag­gio ci vuole»; «Bat­te il cuore così forte anche solo a ved­er­li… e la bandiera, è bel­lis­si­ma». Uomi­ni e donne, gio­vani e meno gio­vani, il coro è pres­soché unanime, pieno di entu­si­as­mo. Con qualche eccezione, nat­u­ral­mente, come quel­la dell’anziano che com­men­ta: «Quan­to riscal­da­men­to but­ta­to per aria!». «Che i ragazzi delle Frec­ce tri­col­ori siano amati da tut­ta Italia e siano uno dei migliori bigli­et­ti da visi­ta del made in Italy è un dato di fat­to che tro­va con­tin­ue con­ferme», sot­to­lin­ea il gen­erale di briga­ta aerea Vin­cen­zo Par­ma, coman­dante del 5° repar­to del­lo Sta­to Mag­giore, da cui dipende la Pat­tuglia acro­bat­i­ca. «La scelta delle local­ità in cui le Frec­ce si esi­bis­cono risponde all’esigenza di coprire per quan­to pos­si­bile tut­to il ter­ri­to­rio, con­sapevoli del fat­to», aggiunge il gen­erale, «che la Pan funge da richi­amo e da catal­iz­za­tore di atten­zione e inter­esse ver­so tut­to il mon­do dell’aeronautica». «La capac­ità tec­ni­ca è uno dei due ele­men­ti fon­da­men­tali richi­esti a questi ragazzi», ricor­da il coman­dante del 5° repar­to del­lo Sta­to Mag­giore, «l’altro è la capac­ità di lavo­rare insieme: sono leader chia­mati a lavo­rare in team. Met­tere insieme così tan­ti tal­en­ti e far­li lavo­rare in squadra non è da tut­ti. Non è un caso, infat­ti, che un paio di multi­nazion­ali abbiano chiesto incon­tri con il nos­tro coman­dante pro­prio per appro­fondire questo aspetto».

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