Ai giorni del miele i prodotti pregiati della Sardegna

Appuntamento venerdì. Previsti 50mila visitatori e 80 espositori

03/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Lazise. Si inau­gu­ra ven­erdì alle 11 la tren­tunes­i­ma edi­zione de «I giorni del miele», fiera nazionale del set­tore. La cit­tad­i­na lacus­tre si appres­ta a rin­no­vare l’appuntamento con la man­i­fes­tazione orga­niz­za­ta dal Comune e real­iz­za­ta con il patrocinio di Regione, Provin­cia, Cam­era di com­mer­cio. «Siamo ormai in dirit­tura d’arrivo e le pre­messe sono molto pos­i­tive, tali da pot­er sper­are in numero di vis­i­ta­tori anco­ra supe­ri­ore all’edizione del­lo scor­so anno», com­men­ta l’assessore alle man­i­fes­tazioni, Agosti­no Carat­toni. Le cifre de I giorni del miele rac­con­tano da sole del suc­ces­so dell’iniziativa: a Lazise sono atte­si 80 espos­i­tori e non meno di 50mila spet­ta­tori. «Ques­ta è, infat­ti, la cifra con­sol­i­da­ta per il più impor­tante even­to, a liv­el­lo nazionale, riguardante il miele, cioè il prodot­to», sot­to­lin­ea Serenel­la Mor­tani, dell’associazione Cit­tà del miele. «Oltre Lazise c’è solo un altro appun­ta­men­to di caratu­ra nazionale, ed è Pia­cen­za. Ma la sua fiera, che si svolge a mar­zo, è ded­i­ca­ta alle attrez­za­ture. Per il miele, tut­to panora­ma ital­iano del set­tore guar­da a Lazise». Lo con­fer­ma la parte­ci­pazione degli espos­i­tori. «Degli 80», con­tin­ua Mor­tani, «solo tre sono del Vene­to. Avre­mo, invece, sei pro­dut­tori del­la Sardeg­na e questo è un dato di grande impor­tan­za: sono di ques­ta regione, infat­ti, alcu­ni dei mieli più preziosi, tra cui il cele­bre miele di Cor­bez­zo­lo. Sino allo scor­so anno I giorni del miele non ave­va reg­is­tra­to alcu­na pre­sen­za sar­da; nel 2005 venne un solo pro­dut­tore. Ecco per­ché averne sei quest’anno è un fat­to che ha il sapore di una vera e pro­pria con­quista e, al tem­po stes­so, del­la con­fer­ma del­la qual­ità del­la fiera di Lazise». Altret­tan­to sig­ni­fica­ti­va è la pre­sen­za dei vis­i­ta­tori: dei 50mila con­sol­i­dati, ben 15mila sono oper­a­tori del set­tore, ovvero api­coltori, grossisti del miele, impor­ta­tori, esporta­tori. «Gli altri», riprende Mor­tani, «sono il cosid­det­to grande pub­bli­co. E fa piacere pot­er dire che da oltre 10 anni ci sono per­sone che arrivano qui non solo da ogni regione ital­iana ma anche dai Pae­si con­fi­nan­ti, come la Svizzera. Questo avviene per­ché qui san­no di trovare tut­ta la vet­ri­na dei mieli ital­iani. A Lazise, insom­ma, si ritrovano sia i con­suma­tori occa­sion­ali di miele che gli inten­di­tori ma anche gli inten­di­tori dei prodot­ti dell’arnia». Impos­si­bile par­lare de «I giorni del miele» sen­za citare l’associazione Cit­tà del miele. «Questo è un altro dei gran­di mer­i­ti del­la fiera. Su inizia­ti­va del Comune, cinque anni fa ven­nero invi­tati qui, in occa­sione del­la fiera, i sin­daci delle 10 cit­tà storiche del miele e da qui è nata l’omonima asso­ci­azione. Oggi ne fan­no parte 35 Comu­ni, ma entro l’anno il loro numero arriverà a 50». Il grande mer­i­to dell’associazione «è sta­to quel­lo di pro­muo­vere il miele e di far­lo diventare cibo a tut­ti gli effet­ti e non solo una sor­ta di rime­dio benefi­co per la salute. Sino a cinque anni fa nes­suno si sarebbe sog­na­to, ad esem­pio, di abbina­re il miele ai for­mag­gi, cosa che oggi si fa abit­ual­mente. Anche in questo modo si è ottenu­to un mag­giore apprez­za­men­to di questo prodot­to». Un prodot­to che ha il gra­to com­pi­to di essere sinon­i­mo di qual­ità dell’ambiente; un aspet­to di cui par­lerà anche la fiera I giorni del miele. «Abbi­amo pen­sato, infat­ti, di accom­pa­gnare l’esposizione con due even­ti col­lat­er­ali che si ter­ran­no in », annun­cia l’assessore Carat­toni, «una mostra fotografi­ca sul tema del nomadis­mo delle api inti­to­la­ta Api altrove; il con­veg­no inter­nazionale «Miele: pic­cole e gran­di fil­iere. Nes­sun futuro sen­za tutela dell’ape», in pro­gram­ma domeni­ca 8 otto­bre alle 9.30 e orga­niz­za­to in col­lab­o­razione con la Fed­er­azione api­coltori italiani».

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