L’impianto ittiogenico e sperimentale, dopo anni d’abbandono, è stato ristrutturato e domani sarà inaugurato. Sarà anche esposta la trota più grande del Benaco: pesa oltre venti chili

Apre il centro che studia i pesci

07/04/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Dopo anni d’abbandono tor­na in fun­zione l’impianto ittio­geni­co e sper­i­men­tale in local­ità San Pietro. Lo sta­bile di pro­pri­età del­la Provin­cia, pos­to a pochi metri dal con­fine con Gar­da sul­la passeg­gia­ta del lun­go­la­go che col­le­ga i due cen­tri bena­cen­si, è sta­to ristrut­tura­to e sarà inau­gu­ra­to domani alle 11. Saran­no pre­sen­ti al taglio del nas­tro il pres­i­dente dell’ente scaligero Alear­do Mer­lin, l’assessore alla cac­cia e pesca Camil­lo Pilati, quel­lo all’edilizia Gio­van­ni Anto­nio Capuz­zo, la quar­ta com­mis­sione con­sil­iare, gli asses­sori alla pesca e i rap­p­re­sen­tan­ti del­la e delle Province di Bres­cia e Tren­to, i sin­daci dei Comu­ni garde­sani, la e i rap­p­re­sen­tan­ti dei pesca­tori pro­fes­sion­ali e sportivi che oper­a­no lun­go la spon­da veronese. Un pic­co­lo eserci­to di per­sone che brinderà alla nuo­va vita dell’ex incu­ba­toio, allesti­to per la pro­duzione itti­ca e la sper­i­men­tazione nel set­tore delle prin­ci­pali specie autoc­tone del , in prim­is il ma anche la tro­ta lacus­tre, il core­gone lavarel­lo e il luc­cio. «Lo scopo è anche quel­lo di creare nell’impianto di un cen­tro sci­en­tifi­co per le prob­lem­atiche in mate­ria itti­o­log­i­ca e del­la pesca sul lago di Gar­da», affer­ma l’assessore Pilati. «La ges­tione sarà inizial­mente affi­da­ta alla polizia provin­ciale, men­tre per l’immediato futuro si pen­sa di affi­dare la con­duzione alla Coop­er­a­ti­va fra pesca­tori che ha sede a Gar­da». L’Amministrazione provin­ciale ha acquis­ta­to l’edificio nel 2000 per 787 mil­ioni di vec­chie lire dall’Ente svilup­po per l’agricoltura Vene­ta (Esav), ora Vene­to Agri­coltura. «Sono sta­ti poi spe­si cir­ca 250mila euro per la ristrut­turazione e la prog­et­tazione dell’impianto, men­tre 100mila euro, la metà dei quali finanziati dal­la Regione, se ne sono andati per l’allestimento inter­no e per rimet­tere in moto la sper­i­men­tazione e la pro­duzione delle specie ittiche di mag­gior pre­gio», con­tin­ua l’assessore Pilati. «Sarà inoltre pos­si­bile ospitare sco­laresche e pre­dis­porre par­ti­co­lari gior­nate di stu­dio con l’aiuto e la proiezione di audio­vi­sivi», pros­egue. «Non dimen­tichi­amo inoltre che l’ex incu­ba­toio di Bar­dolino diven­terà un impor­tante cen­tro sci­en­tifi­co col­le­ga­to al lab­o­ra­to­rio di San Michele all’Adige nel Trenti­no. Infine l’edificio sarà sede stac­ca­ta delle polizia provin­ciale che ha il com­pi­to di sorveg­liare l’area lacus­tre con due moto­scafi». Domani, in occa­sione dell’inaugurazione dell’ex incu­ba­toio, ver­rà pre­sen­ta­to al pub­bli­co l’esemplare di tro­ta lacus­tre di 20,4 chili cat­tura­to nel luglio dell’anno scor­so nelle acque anti­s­tan­ti il campeg­gio La Roc­ca. Il pesce, ora imbal­sam­a­to, era sta­to seques­tra­to dalle guardie provin­ciali, per­ché pesca­to abu­si­va­mente da tre olan­desi. La super tro­ta era sta­ta avvis­ta­ta, men­tre si muove­va lenta­mente a fior d’acqua, da Leo Savoy inten­to a pren­dere il sole a bor­do di un pic­co­lo gom­mone a poca dis­tan­za dal­la riva. Assieme ad altri due con­nazion­ali ave­va cir­conda­to con cir­cospezione il pesce che gal­leg­gia­va lenta­mente e, dopo aver­lo col­pi­to, l’aveva trasci­na­to a fat­i­ca a riva.

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