Apre a Lazise l’Università Popolare di Istruzione e Formazione

02/10/2017 in Attualità
Di Sergio Bazerla

Apre il cantiere per l’an­no acca­d­e­mi­co 2017–2018 l’ Popo­lare di Istruzione e For­mazione con un nutri­to pro­gram­ma di appun­ta­men­ti e lezioni, diver­sifi­cate sia per tema che per ubi­cazione logis­ti­ca. Inau­gu­razione dei cor­si alla il 3 otto­bre alle 20,30 con Rena­to Ras­cel, con un pò di fan­ta­sia con i musicisti: Ilar­ia Peretti, Ele­na Ter­rag­no­li e Clau­dio Moro. Saran­no  tenute lezioni, a par­tire dal 10 otto­bre, sia a Lazise che a Colà e Pacen­go, rispet­ti­va­mente nel­la sala delle asso­ci­azioni in viale Roma a Lazise, pres­so il cen­tro anziani in cor­so Can­grande e pres­so la comu­nale a Colà, nel­l’ex asi­lo, nonché a Pacen­go pres­so il cen­tro Polifun­zionale di Via Croce. Tutte le lezioni si ten­gono dalle 17 in poi pro­prio per favorire l’ac­ces­so ai luoghi di incon­tro  per gli anziani.

In tut­to 26 lezioni che spaziano dal­la cadu­ta del fas­cis­mo, al medio­e­vo, a dante, Ita­lo Calvi­no, l’an­ti­co Egit­to, alla filosofia, la pit­tura, fino allo stu­dio del ter­ri­to­rio locale. Due impor­tan­ti lezioni ded­i­cate al mon­do speci­fi­co del­la terza età pres­so il cen­tro anziani, con il dia­bete e con il som­mo poeta Dante con una spie­gazione di un can­ti­co trat­to da Il Paradiso.

Un pò di cin­e­ma, di teatro, di spet­ta­co­lo, ed infine la sto­ria delle reli­gioni, tra cui l’Is­lam tra fon­da­men­tal­is­mo e misticismo.

Con­clu­sione in Dogana Vene­ta a metà aprile 2018 con un monol­o­go: il prete dei Castag­nari con il reg­ista Alessan­dro Anderloni.

E’ un nuo­vo impeg­no impor­tante per UPIF — spie­ga il coor­di­na­tore Arturo Paroli­ni — che anche quest’an­no abbi­amo intrapre­so con il con­trib­u­to del­la Asso­ci­azione cul­tur­ale Francesco Fontana e con l’Am­min­is­trazione Comu­nale. E poi c’è una novità. Gli iscrit­ti all’u­ni­ver­sità popo­lare di Bar­dolino, Gar­da e Lazise potran­no lib­era­mente accedere alle sin­gole lezioni delle rispet­tive uni­ver­sità purchè muni­ti di tessera di iscrizione. E’ un ulte­ri­ore modo per con­sen­tire a tut­ti gli iscrit­ti del cir­con­dario di pot­er godere del­la pro­gram­mazione pro­pos­ta da ogni sin­go­lo ateneo.Una con­ven­zione del tut­to inno­v­a­ti­va- con­clude Paroli­ni — ma che di cer­to farà bene a tut­ti per una ” cul­tura” aper­ta e sen­za barriere.”