Sabato si inaugura la vasta area protetta al confine tra Rivoltella e Sirmione.
Cinque ettari di verde incontaminato in riva al lago resteranno il «regno» di piante e uccelli acquatici

Apre l’oasi S. Francescomonumento alla natura

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Era l’agosto scor­so quan­do la Regione approva­va defin­i­ti­va­mente il pro­gram­ma di sal­va­guardia dell’oasi nat­u­ral­is­ti­ca di S. Francesco, al con­fine tra Desen­zano e Sirmione, con­cepi­to dal­la giun­ta Roc­ca negli anni ’90, avvi­a­to dal­la giun­ta Pien­az­za poi con­fer­ma­to dal­la giun­ta Anelli.Nei mesi suc­ces­sivi l’assessore all’ecologia Sil­vano Orio lo ren­de­va esec­u­ti­vo, sot­to­scriven­do una con­ven­zione con l’associazione Airone Rosso, pre­siedu­ta da Gui­do Parmeg­giani, col com­pi­to di man­tenere e con­ser­vare l’area protetta.Adesso è arriva­to anche il momen­to del taglio del nas­tro, in pro­gram­ma saba­to alle 10.30.La zona ver­rà denom­i­na­ta «Area umi­da S. Francesco» e si estende su cir­ca cinque ettari in un can­neto com­pat­to, pro­tet­to da una fas­cia boschi­va nat­u­rale che ne deter­mi­na un’efficace scher­matu­ra a van­tag­gio dell’avifauna stanziale e migra­to­ria, che deve essere ovvi­a­mente tute­la­ta nel­la sua integrità.L’oasi van­ta qua­si 3.500 metri qua­drati cop­er­ti da alberi di varie specie e altri 3.630 da arbusti. In inver­no ven­gono a svernare diver­si uccel­li. Si pos­sono notare esem­plari di Fola­ga, di Svas­so mag­giore e Svas­so pic­co­lo, di Tuffet­to, di Cor­mora­no, di Gab­biano comune. Numerosi anche i Gab­biani reali, la Moret­ta, il Moriglione, la Gallinel­la d’acqua ed altri. Un’avifauna, dunque, di grande val­ore che si accom­pa­gna alle specie arboree pre­sen­ti, alcune anche autoctone.L’oasi di S. Francesco è sta­ta infat­ti defini­ta gius­ta­mente «Mon­u­men­to nat­u­rale» e tale dovrà essere con­ser­va­ta e las­ci­a­ta alle future generazioni.È sta­ta per queste ragioni preser­va­ta da appeti­ti urban­is­ti­ci sem­pre in aggua­to nel­la zona del bas­so Gar­da. Sarebbe anche nec­es­sario allon­tanare la minac­cia delle «doppi­ette» che, attra­ver­so i capan­ni da cac­cia gal­leg­gianti, potreb­bero dis­tur­bare le migrazioni e la sos­ta dell’avifauna. Alcu­ni capan­ni si trovano, infat­ti, vici­ni o comunque sulle «rotte» che le specie di uccel­li migra­tori seguono per arrivare all’oasi.Dal can­to suo l’associazione Airone Rosso sta già pre­dispon­den­do servizi e infra­strut­ture con il comune di Desen­zano per avviare il bird­watch­ing, ossia l’osservazione degli uccel­li, hob­by molto dif­fu­so in Europa e nel Nord Italia.Verrà cre­ato inoltre un parcheg­gio a 200 metri dall’ingresso all’oasi in cui sarà pos­si­bile parcheg­gia­re pull­man di comi­tive e auto pri­vate. I volon­tari stan­no trac­cian­do intan­to sen­tieri e instal­lan­do bacheche e cartel­loni. Per ora l’inaugurazione ha lo scopo di «far conoscere la pre­sen­za — dice una nota del Comune — dell’oasi con le sue pecu­liar­ità. Infor­mazioni al 393 495613104 o sanfrancescooasi@yahoo.it.