Tra storie di armate in guerra e profumati calici sotto le stelle

Archiviata l’edizione enologica al forte Ardietti

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Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

Pas­sa in archiv­io anche la sec­on­da edi­zione di «Cali­ci di stelle», per essere ricor­da­ta come la man­i­fes­tazione che ha reso Peschiera, per una sera, cap­i­tale asso­lu­ta del Lugana, all’in­ter­no del forte Ardi­et­ti. Ed in ques­ta cir­costan­za, la «» che ne è usci­ta è sta­ta quel­la di un prodot­to locale che non teme con­cor­ren­za (affer­ma­to ed apprez­za­to), affida­to all’im­mag­ine e alla pro­mozione dei soli impren­di­tori locali. Un suc­ces­so annun­ci­a­to (come il mal­tem­po che ha solo parzial­mente lim­i­ta­to la pos­si­bil­ità ai tan­ti vis­i­ta­tori di pro­cedere ad un cam­bio di rot­ta, dall’interno degli stand all’ester­no del forte), per cel­e­brare la notte di San Loren­zo, la più impor­tante dell’anno in ter­mi­ni di cielo stel­la­to. Pur­tut­tavia, a gov­ernare le regole dei fes­teggia­men­ti negli arco­voli di forte Ardi­et­ti è sta­to il piacere di degustare il prezioso «nettare» Lugana, bene accom­pa­g­na­to con la gas­trono­mia pro­pos­ta: dal grana padano, alla più tradizionale mor­tadel­la, al mine­strone, al dolce. La cronaca del­l’avven­i­men­to por­ta a seg­nalare le oppor­tu­nità delle pro­poste che era­no state pre­viste per incon­trare i gusti di una così vas­ta platea: com­p­lesso e musi­ca revival ( con la bravis­si­ma Rugan­ti­no Band di Mar­co Attard); astro­fili in con­feren­za (in una video proiezione di immag­i­ni di stelle, pianeti e satel­li­ti arti­fi­ciali che han­no con­tribuito, nel tem­po, alle ultime con­quiste del­la scien­za); arco­voli addob­bati ad arte, per­ché in palio c’erano pre­mi per il miglior “effet­to sceni­co”. Già, ma parte di quel mer­i­to è da attribuire a quei can­noni all’interno degli arco­voli, che ti han­no fat­to capire, ancor di più, di essere ospi­ta­to in un vec­chio forte: non insom­ma, una fes­ta qualunque. Impos­si­bile, poi, dimen­ti­care il mes­sag­gio di vivere in quel momen­to un pez­zo di sto­ria di Peschiera. Per­ché, a ricor­darte­lo, è lo stes­so stori­co Capone (che di Peschiera è la memo­ria più fedele) e che incro­ci per caso, in mez­zo a migli­a­ia di per­sone, in quell’andirivieni all’in­ter­no del forte. Un per­son­ag­gio che riesce a far coni­u­gare la sto­ria di quell’Austria che ha las­ci­a­to trac­ce indelebili un po’ dap­per­tut­to nel ter­ri­to­rio aril­i­cense, con pre­cisazioni più squisi­ta­mente tec­niche delle poten-zial­ità di quelle boc­che di fuo­co e delle imp­rese bel­liche delle par­ti con­tenden­ti. Al pun­to che, alla fine, pure lui come gli ammin­is­tra­tori di Peschiera (pre­sen­ti in forze alla man­i­fes­tazione) las­cia trasparire la pos­si­bil­ità che forte Ardi­et­ti diven­ti, pri­ma o poi, «museo sta­bile d’artiglieria». Ad arric­chire, quan­do la notizia ver­rà con­fer­ma­ta ed uffi­cial­iz­za­ta, un poten­ziale stori­co di cui Peschiera già da ora può andar fiera. E del­la ser­a­ta ded­i­ca­ta al vino e al pala­to, che rimane? Il piacere di quel pro­fu­mo del­i­ca­to, di quel col­ore traspar­ente, di quel gus­to ineguagli­a­bile. Ed il ricor­do del tintin­nio dei bic­chieri, dei quei sapori gen­ui­ni, del­la cor­dial­ità degli incon­tri. Un inno alla buona tavola e alle riscop­erte tradizioni locali di Peschiera.

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