Servizi indegni d'una comunità ordinata

Arco non è più «Felix»

15/08/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Vittorio Agnini

Arco felix” è un otti­mo libro del prof. Grazi­oli sul pas­sato di Arco, quan­do uomi­ni cor­ag­giosi, aper­ti, “veri aman­ti” del­la loro ter­ra, avviarono la trasfor­mazione del bor­go nel­la res­i­den­za del­l’Ar­cid­u­ca d’Aus­tria e con­nes­so codaz­zo di nobili e nobi­las­tri, che costru­irono ville, alberghi, attiv­ità com­mer­ciali. Non sono così ingen­uo da credere che anche allo­ra non vi fos­sero beghe, per­son­al­is­mi, bas­tian­con­trari e so che tan­ta povera gente fat­i­ca­va a campare.Però preval­e­va il buon sen­so e le per­sone che “ci sape­vano fare” ave­vano cred­i­bil­ità, men­tre ora assis­ti­amo a scon­clu­sion­ati con­sigli comu­nali, a dia­tribe per sta­bilie se ci sono “pezzen­ti” o per evi­den­ziare sul­la stam­pa situ­azioni indeg­ne di una comu­nità ben ordi­na­ta e ben gidata.La Scuo­la musi­cale non ha una sede adegua­ta? Si dà la col­pa a pre­sunte macchi­nazioni ide­o­logiche. La sede del­la Cri, angus­to pun­to di rifer­i­men­to, è sta­ta pri­va­ta del “ces­so” e i poveri volon­tari dovran­no andare a fare la “pipì” a Varig­nano o a pren­dere un caf­fè per uti­liz­zae le toi­lettes dei bar? Il famoso e ben­e­mer­i­to Coro Cas­tel è, ormai da anni, pre­cari­a­mente “ospi­ta­to” negli scant­i­nati del Cas­inò forse per­chè chi vi gov­er­na non sa cantare? E poi ci sono le filo­dram­matiche, le asso­ci­azioni cul­tur­ali (vi ricor­date, anziani, la notev­ole attiv­ità del cir­co­lo “La Pal­ma” o l’as­so­ci­azione med­ica?), quelle gio­vanili e per finire il cir­co­lo anziani, costret­to in locali inadeguati, non con­fortevoli e car­en­ti di spazi per attiv­ità sociali, cul­tur­ali o anche di pura socializzazione.Qualche anno fa ho denun­ci­a­to la delib­era (subito riti­ra­ta) con la quale si vol­e­va ristrut­turare con cir­ca 300 mil­ioni casa Berlan­da che, a det­ta di moltissime per­sone, dovrà essere abbat­tuta per ampli­are i gia­r­di­ni. Nel frat­tem­po con scarsa sen­si­bil­ità s è costru­ito un capan­none che è un obbro­brio urban­is­ti­co, gius­ti­fi­ca­bile come emer­gen­za solo dopo un terremoto.Sindaco Iop­pi, sin­da­co Moran­di­ni, sin­da­co Moran­di, sin­da­co Man­to­vani: quante volte le asso­ci­azioni dei pen­sion­ati han­no fat­to le scale del Comune per chieder adeguati spazi per tutte (dice­si per tutte) le asso­ci­azioni trovan­do porte chiuse (metafori­ca­mente) o rin­vii o per­cepen­do tim­o­ri per­chè dietro la soluzione pro­pos­ta, e cioè di uti­liz­zare il Qui­sisana, c’er­a­no “poteri for­ti” che ave­vano gran­di prog­et­ti impren­di­to­ri­ali dimen­ti­can­do quel­l’as­sioma che dice: «La civiltà di un popo­lo si misura da come trat­ta i gio­vani e gli anziani”. Non c’è un pos­to di aggregazione, per­chè non si è sta­ti capaci di trovar­li, men­tre si è rius­ci­ti a trovare ampi e spaziosi uffi­ci per asses­sori e strut­ture comu­nali, per­chè a casa Bres­ciani era­no “stret­ti” (ma ricor­do con quan­ta arro­gan­za allo­ra si dichiar­a­va che tale sede era la più idonea).Leggo che l’asses­sore Moran­di dovrà da vita ai “comi­tati di parte­ci­pazione”: spero che non dia vita a organi di grande impeg­no (sul­la car­ta), ma di nes­sun potere. Non ser­vono assi­cu­razioni, per­chè sareb­bero ovvie, ma invece serve, tan­to per incom­in­cia­re, una sede ove ci siano delibere e si pos­sano con­sultare atti: è così difficile?Ricordo un arti­co­lo sul­la casa di riposo di Arco e sui sen­ti­men­ti di dis­a­gio che ha sus­ci­ta­to nel vis­i­ta­tore. Quan­do il volon­tari­a­to e la sol­i­da­ri­età viene penal­iz­za­ta igno­ran­dola, men­tre si priv­i­le­giano inizia­tive che por­tano con­sen­so (il tut­to gra­tu­ito è sem­pre ben accet­to anche da per­sone for­nite di ampie disponi­bil­ità) è inutile essere tristi o pian­gere, ma bisogna chieder­si: “Che cosa ho fat­to io per risol­vere questi prob­le­mi?” Molti han­no l’an­i­mo in pace, per­chè dan­no mille lire di ele­mosi­na a chi stende la mano, ma non dan­no un brici­o­lo di sol­i­da­ri­età a chi vive e conosce i prob­le­mi degli anziani auto­suf­fi­ci­en­ti, dei non auto­suf­fi­ci­en­ti o dei dis­abili. E sono tan­ti, tan­ti che ci sarebbe da met­ter­si le mani nei capel­li e non andasse in giro con sicumera arro­gante con inizia­tive dis­cutibili o ad approf­ittare di questo con­siglio comu­nale tipo “bas­so impero”, nel quale non ci sarebbe da mer­av­igliar­si se un Caligo­la qual­si­asi facesse eleg­gere sen­a­tore il pro­prio cav­al­lo (la frase cer­ta­mente forte, deve essere con­sid­er­a­ta para­dosasale, ma i para­dos­si che noti­amo costan­te­mente sono ormai troppi).E ora anche se non c’en­tra niente con quan­to sopra. Spero non ci siano cer­i­monie uffi­ciali per inau­gu­rare la cir­con­va­l­lazione: sarebbe come fes­teggia­re la lau­rea di un figlio che dopo tren­t’an­ni “fuori cor­so”, rag­giungesse l’am­bito tra­guar­do; apri­amo­la in silen­zio, ques­ta stra­da, non per­diamo tem­po e affron­ti­amo i prob­le­mi del­la comu­nità con più realismo.

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