Se qualcuno aveva pensato che i rapporti tra Margherita e Riva Domani si fossero normalizzati, dopo lo sfogo dell'assessore Torboli l'altra sera in consiglio comunale si dovrà ricredere.

Aria di crisi nella giunta

24/02/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
G.R.

Se qual­cuno ave­va pen­sato che i rap­por­ti tra Margheri­ta e Riva Domani si fos­sero nor­mal­iz­za­ti, dopo lo sfo­go del­l’asses­sore Tor­boli l’al­tra sera in con­siglio comu­nale si dovrà ricredere. L’asses­sore al bilan­cio non ave­va gra­di­to i toni tri­on­fal­is­ti­ci a cui la sera prece­dente il col­le­ga Mat­teot­ti si era abban­do­na­to per decantare le doti ammin­is­tra­tive del­la coal­izione, mis­uran­done le capac­ità, in tut­ta sostan­za, sul numero di opere pub­bliche con­seg­nate alla cit­tad­i­nan­za. A Tor­boli è salta­ta la mosca al naso e mart­edì sera ha rispos­to per le rime all’asses­sore alle opere pub­bliche, reo, a suo dire, di non avere dis­tribuito equa­mente i mer­i­ti di una for­tu­na­ta sta­gione ammin­is­tra­ti­va e di non aver asso­lu­ta­mente con­sid­er­a­to la for­ni­tu­ra ai cit­ta­di­ni di servizi di qual­ità. In più, lo ha accusato di aver des­ti­na­to buona parte dei residui di bilan­cio, vale a dire denaro prati­ca­mente con­tante, ad opere impos­si­bili da con­clud­ere in tem­pi bre­vi, costrin­gen­do il Comune ad accen­dere ulte­ri­ori mutui per far fronte alle nuove esi­gen­ze. Attoni­to l’u­di­to­rio, sia le oppo­sizioni, che han­no accolto lo sfo­go col sor­riso sot­to i baf­fi, sia le forze di mino­ran­za: gli uomi­ni di Tor­boli han­no giu­ra­to di non sapere cosa cov­asse il loro uomo di pun­ta, men­tre quel­li del­la Margheri­ta han­no fat­to buon viso a cat­ti­vo gio­co, decisi comunque a sis­temare defin­i­ti­va­mente la ques­tione una vol­ta por­ta­to a casa il bilan­cio. E in atte­sa del red­de rationem, molti uomi­ni di mino­ran­za, evi­den­te­mente affas­ci­nati dal com­por­ta­men­to dei loro omologhi provin­ciali, si sono abban­do­nati ad un atteggia­men­to che in politich­ese si potrebbe definire ostruzion­is­ti­co, ma che “in realtà si è tradot­to — come han­no avu­to modo di com­mentare i loro avver­sar; politi­ci — in chi­ac­chiere da bar”. Se si esclude il soli­to de Ecch­er, pun­tuale nel chiedere pre­cisazioni su quei sin­goli pun­ti del doc­u­men­to con­tabile che non lo ave­vano con­vin­to, sicu­ra­mente da guin­ness dei pri­mati sono sta­ti gli inter­ven­ti di Zam­bot­ti (oltre un’o­ra) e di Dav­es, più tesi ad un com­men­to onni­com­pren­si­vo che ad una richi­es­ta esplici­ta di pre­cisazioni. E così la sedu­ta è sta­ta aggior­na­ta, ma la mag­gio­ran­za ha già allo stu­dio una pro­pos­ta con cui lim­itare la dura­ta degli inter­ven­ti per pot­er giun­gere alla rap­i­da approvazione del doc­u­men­to. Sfoghi degli asses­sori permettendo.