Monsignor Giovanni Ottaviani è il nuovo rettore di Spiazzi: arriva dalla segreteria vaticana e ha ricevuto la benedizione del Papa e del vescovo. Il santuario sarà aperto anche a soggiorni di preghiera e di studio

Aria di novità alla «Corona»

20/09/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Fuori piog­gia a dirot­to, den­tro una fol­la e tan­ta luce. Come quel­la che bril­la negli occhi di mon­sign­or Gio­van­ni Otta­viani, a cui domeni­ca il vesco­vo di Verona, padre Flavio Rober­to Car­raro, ha ideal­mente con­seg­na­to le chi­avi del san­tu­ario del­la Madon­na del­la Coro­na, nom­i­nan­do­lo ret­tore di questo luo­go di cul­to mar­i­ano che per 28 anni, dal 1977, è sta­to ret­to da don Giuseppe Cac­cia­tori. Mon­sign­or Otta­viani, che ha 47 anni ed è orig­i­nario di Quin­to di Val­pan­te­na, tor­na nel­la dio­ce­si da lon­tano e dall’alto. Per dieci anni, fino al 31 dicem­bre 2004, è sta­to «offi­ciale» alla Seg­rete­ria di Sta­to del Vat­i­cano, pre­siedu­ta dal car­di­nale Ange­lo Sodano. Abiterà nel­la canon­i­ca con il par­ro­co di Spi­azzi, don Lui­gi Vez­zo­la, e tre reli­giose del Cena­co­lo del­la Car­ità del­la casa madre di Quin­to e insieme stan­no già pen­san­do a tante cose. In quel luo­go magi­co, aggrap­pa­to al e sospe­so sul­la Val­dadi­ge, vor­reb­bero dar vita a un cen­tro di spir­i­tu­al­ità, far pul­sare un cuore di rin­no­va­ta reli­giosità ded­i­ca­to sem­pre ai pel­le­gri­ni, ma anche a chi desidera riti­rar­si nel rac­cogli­men­to, nel­la preghiera e nel­lo stu­dio. Domeni­ca, fes­ta patronale dell’Addolorata, alla mes­sa delle 10,30, attor­ni­a­to da uno stuo­lo di fedeli, sac­er­doti con­cel­e­bran­ti, rap­p­re­sen­tan­ti dei e del­la Fore­stale, il nuo­vo ret­tore ha rice­vu­to la benedi­zione dal vesco­vo e, da Roma, gli auguri dal­lo stes­so Papa Benedet­to XVI che, tramite il car­di­nale Sodano, gli ha fat­to per­venire un telegram­ma. Per accoglier­lo non pote­vano man­care i tre sin­daci dei comu­ni che ideal­mente si «con­tendono» quel pic­co­lo gioiel­lo, che si rag­giunge da Brenti­no Bel­luno, che sovras­ta Capri­no ma che di fat­to è in ter­ri­to­rio di Fer­rara. In pri­ma fila, con il tri­col­ore, c’erano infat­ti i rispet­tivi pri­mi cit­ta­di­ni: Vir­gilio Asilep­pi, Ste­fano San­dri e Pao­lo Rossi. A quest’ultimo è anda­to «l’onore» di salire sull’altare e dare il ben­venu­to: «Le tre ammin­is­trazioni e la Comu­nità mon­tana garan­ti­ran­no la mas­si­ma disponi­bil­ità e la più viva col­lab­o­razione», ha det­to. «Vor­rei dire tante cose, ma il tem­po è poco», ha esor­di­to mon­sign­or Otta­viani. «Por­go il mio salu­to e ringrazio il vesco­vo, i sac­er­doti, le sorelle del Cena­co­lo del­la Car­ità, il caro don Lui­gi Vez­zo­la, i pel­le­gri­ni pre­sen­ti di Schio, del­la par­roc­chia di Veste­nano­va e Ral­don, il grup­po Fevoss arriva­to quassù cam­mi­nan­do tut­ta la notte, le forze dell’ordine e le autorità con cui aus­pi­co di col­lab­o­rare per accogliere sem­pre più pel­le­gri­ni e val­oriz­zare la ric­chez­za di questo mer­av­iglioso ter­ri­to­rio». La sua mis­sione è inizia­ta in un giorno casual­mente par­ti­co­lare: «Cele­bri­amo l’Addolorata», ha ricorda­to il vesco­vo, «e la nom­i­na a ret­tore di mon­sign­or Gio­van­ni por­ta una data che dif­fi­cil­mente potrà dimen­ti­care per­ché, pro­prio un anno fa, gli è man­ca­ta la mam­ma. Ma venen­do qui risponde alla chia­ma­ta di Maria, la grande madre di tut­ti, che tan­ti fedeli richia­ma a sè. Anche per lui l’appello del­la Madon­na è sta­to forte, più di quel­lo eserci­ta­to dal­la car­ri­era a Roma». Man­ca­va alla cer­i­mo­nia don Giuseppe Cac­cia­tori, che pure era sta­to invi­ta­to. «Lui», ha spie­ga­to il vesco­vo, «che ha fat­to tan­tis­si­mo per questo san­tu­ario, ha prefer­i­to andare via in pun­ta di pie­di, come è arriva­to. Era un asc­eta, una figu­ra austera, ma ha trasfor­ma­to questo luo­go, ricostru­en­do la chiesa che ha reso tre volte più grande. Ha impara­to quat­tro lingue per accogliere pel­le­gri­ni inglese, tedeschi, france­si e spag­no­li, e ha rav­vi­va­to l’interesse per questo san­tu­ario ren­den­do­lo facil­mente rag­giun­gi­bile gra­zie alle navette. Ques­ta è sta­ta la sua opera silen­ziosa, ora c’è mon­sign­or Otta­viani che darà una spin­ta forte all’animazione spir­i­tuale». «Por­to con me le tre reli­giose del Cena­co­lo del­la Car­ità», ha det­to il nuo­vo ret­tore, «che ven­gono dal­la casa madre di Quin­to. Vor­rem­mo creare una comu­nità di accoglien­za, di ascolto e preghiera dove anche i gio­vani pos­sano stare qualche giorno per un ritiro ded­i­ca­to alla spir­i­tu­al­ità. Questo luo­go eremiti­co è ide­ale per il rac­cogli­men­to, per trascor­rervi gior­nate di med­i­tazione. Val­orizzer­e­mo anche la sta­gione inver­nale e dare a questi luoghi un cen­tro di spir­i­tu­al­ità che curi la devozione, lo stu­dio e la rif­les­sione sul­la mar­i­olo­gia». Vivrà nel­la casa con loro e don Lui­gi: «Il com­p­lesso è grande, ide­ale per accogliere per­sone e pic­coli grup­pi». Gio­van­ni Otta­viani, è sta­to ordi­na­to sac­er­dote a Verona nel 1988 da mon­sign­or Giuseppe Amari, è sta­to per sei anni al San­tu­ario Madon­na del­la Salute di Por­to di Leg­na­go. Nel 1994 il vesco­vo Attilio Nico­ra lo invitò ad andare alla seg­rete­ria di Sta­to del Vat­i­cano. L’anno scor­so è rien­tra­to in dio­ce­si, dove il vesco­vo gli ha pro­pos­to il ret­tora­to del­la Madon­na del­la Corona.

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