I segreti dell’ecosistema di CassoneNel fiume più corto del mondo eccezionale fioritura di un’alga rara. La pianta è già diventata un’attrazione per gli esperti di botanica

Aril, il nuovo record si chiama ranunculus

01/08/2001 in Curiosità
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Di Luca Delpozzo
Zeno Martini

Il ranun­cu­lus flui­tans ha inva­so l’Aril, il cor­so d’acqua che con i suoi 138 metri di lunghez­za gode del pri­ma­to del fiume più cor­to del mon­do. Ques­ta alga è raris­si­ma e per soprav­vi­vere ha bisog­no di una tem­per­atu­ra tra i 13 e i 15 gra­di, l’acqua inoltre deve essere par­ti­co­lar­mente ter­sa, con ricam­bio d’ossigeno ma sen­za for­ti cor­ren­ti. Il ranun­cu­lus non riesce a crescere nei fiu­mi e nei laghi dolomiti­ci a causa delle cor­ren­ti: per queste e per la tem­per­atu­ra, non può svilup­par­si nep­pure nel Gar­da. Ma anche nei cor­si d’acqua dove la tem­per­atu­ra lo con­sen­tirebbe, quest’alga molto sen­si­bile non si rigen­era a causa dell’inquinamento: per questo moti­vo in molti Sta­ti europei ques­ta pianta acquat­i­ca è pro­tet­ta. Ebbene, nell’Aril il ranun­co­lo gal­leg­giante ha trova­to un habi­tat ide­ale. Quest’anno, per motivi prob­a­bil­mente legati a fat­tori ambi­en­tali e cli­mati­ci, ha avu­to una fior­it­u­ra eccezionale, al pun­to che fino a metà luglio l’Aril appari­va come un tap­peto verde. «Sem­bra­va un pra­to fior­i­to», com­men­ta il sin­da­co di Mal­ce­sine Giuseppe Lom­bar­di, «un’autentica attrazione tur­is­ti­ca per tante per­sone che ven­gono ad ammi­rar­lo». Solo che la quan­tità di alghe ha provo­ca­to più di un dis­a­gio. «Il cat­ti­vo odore emana­to dalle alghe», con­tin­ua il sin­da­co, «ha scate­na­to le proteste di chi abi­ta lun­go il fiume e in par­ti­co­lare dei gestori dell’hotel che si tro­va pro­prio alla sor­gente, che rac­coglievano le lamentele dei cli­en­ti. Inoltre l’alga ha intasato il let­to del fiume». Un’occlusione dal­la fonte alla foce. Per questo è sta­to nec­es­sario un inter­ven­to di potatu­ra, che si è svolto pochi giorni fa dopo aver con­sul­ta­to esper­ti di botan­i­ca. «Il soprint­en­dente Rug­gero Boschi ci ha rac­co­manda­to di tute­lare questo pat­ri­mo­nio nat­u­rale e un esper­to di botan­i­ca ci ha spie­ga­to quan­do e come pro­cedere al taglio per non dan­neg­gia­re la pianta». Così si è deciso per il taglio che las­cia inte­gre le radi­ci, pro­prio in piena estate quan­do la pianta ne risente meno. Intan­to è già inizia­to il pel­le­gri­nag­gio dei tan­ti esper­ti di botan­i­ca attrat­ti dal dall’ecosistema del Monte . Quan­to al Comune, ha già pres­dis­pos­to la stam­pa di un cartel­lo tur­is­ti­co con le indi­cazioni sci­en­ti­fiche sul sul prezioso ranun­cu­lus fluitans.

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