Operazione di pulizia degli Amici del golfo. Obbiettivo: eliminare le tante scritte con lo spray che costellano i muri delle case del centro storico. E’ atteso anche il sindaco

Armati di pennello cancellano i graffiti

01/05/2001 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Sta­mat­ti­na un grup­po di salo­di­ani del grup­po «Ami­ci del gol­fo» ha fes­teggia­to il 1 mag­gio lavo­ran­do con un nobile obi­et­ti­vo: can­cel­lare le scritte che imbrat­tano vicoli, case e palazzi. Armati di col­ori e pen­nel­li, si divider­an­no in diver­si manipoli, raschi­an­do slo­gan, cro­ci unci­nate, graf­fi­ti vari, ridipin­gen­do il tut­to. Un’­op­er­azione di pulizia su base del tut­to volon­taria, che sarà sicu­ra­mente apprez­za­ta dal­la gente. «Ci tro­vi­amo a un quar­to alle nove sot­to i por­ti­ci del munici­pio — spie­ga , il pres­i­dente degli Ami­ci del gol­fo -. Ognuno deve portare un pen­nel­lo e, ovvi­a­mente, una tuta o comunque un abbiglia­men­to adegua­to per non imbrat­tar­si. Forse parteciper­an­no anche il sin­da­co e l’asses­sore ai Lavori pub­bli­ci, Bernar­do Berar­dinel­li. Abbi­amo già sti­la­to un elen­co di luoghi dove inter­venire: il piaz­za­le del­la Can­ot­tieri (il muro ret­rostante l’ospedale), via Teatro vec­chio, vico­lo Toma­cel­li, via di Mez­zo, la Tre­san­da S.Orsola, la zona del­l’o­ra­to­rio. Poi val­uter­e­mo se allargare il rag­gio d’azione». Ci sono, ad esem­pio, le pareti del­l’is­ti­tu­to tec­ni­co «Bat­tisti», che meritereb­bero di tornare lucen­ti. Anche se i mes­sag­gi d’amore, coi cuori trafit­ti da tante frec­ce, ispi­ra­no tenerez­za. «Abbi­amo con­tat­ta­to sei imbian­chi­ni: Aure­lio Bet­toni, Rober­to Gia­co­mi­ni, meglio conosci­u­to come il figlio del Doro, Mari­no Apol­lo­nio, Oliviero Ste­fani, Michele Cristic e Carme­lo Pez­zot­ti. Ci han­no dato una grossa mano, preparan­do­ci le tinte, cioè i toni pastel­lo usati sul lago», pros­egue Nas­tuz­zo. E i pro­pri­etari delle case? «Sono feli­cis­si­mi, e di sicuro si uni­ran­no a noi. Molti di loro han­no già provve­du­to a far pulire le pareti delle abitazioni, ma si sono ritrovati (qualche giorno dopo) con nuove scritte. Inutile spendere quat­tri­ni se, di lì a poco, la situ­azione tor­na uguale a pri­ma. Cre­an­do una sor­ta di… movi­men­to, noi cre­di­amo di pot­er con­tribuire ad accrescere la sen­si­bil­ità in mate­ria. Com­ple­ta­to il lavoro, la sera suc­ces­si­va spaghet­ta­ta alla Can­ot­tieri». Tra artisti (gli imbian­chi­ni, maestri delle tinte) e manovali. Nas­tuz­zo è già sta­to pro­tag­o­nista di una per­for­mance negli anni ’80, assieme al Comi­ta­to del­la Calchera, uno dei più vec­chi quartieri di Salò: costel­larono di margherite la stra­da prin­ci­pale, trasfor­man­dola in un gia­rdi­no col­orato. Allo­ra uno slo­gan pub­blic­i­tario con­sigli­a­va di dir­lo coi fiori. Loro, per richia­mare l’at­ten­zione degli ammin­is­tra­tori comu­nali su una serie di ques­tioni irrisolte (il rifaci­men­to del­la pavi­men­tazione, l’in­ten­si­fi­cazione del sis­tema di illu­mi­nazione, la rego­la­men­tazione del servizio di net­tez­za urbana, l’in­tro­duzione del divi­eto di sos­ta, l’aper­tu­ra del vico­lo Gazzere per col­le­gar­si al lun­go­la­go, la sos­ti­tuzioni del por­tone del Liceo), ral­le­grarono l’as­fal­to con centi­na­ia di margherite. Adesso l’azione con­tro gli slo­gan e le scritte sui muri. Una pulizia di primavera.

Parole chiave: