Per il secondo anno gli scout protagonisti della staffetta per la fiaccola portata dalla Terra Santa

Arriva la Luce di Betlemme a portare messaggi di pace

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Per il sec­on­do anno con­sec­u­ti­vo la Luce del­la Pace arriverà a Peschiera: il lume proviene dal­la chiesa del­la Nativ­ità di Betlemme, dove da lun­go tem­po, la tradizione dice già pochi sec­oli dopo la venu­ta di Cristo, arde continuamente.L’arrivo del­la Luce del­la pace è pre­vis­to per le 16 di oggi, nell’ex Pal­le­ria del­la caser­ma di Por­ta Verona, attuale sede del­la locale sezione . «A salutare il lume e il suo prezioso sig­ni­fi­ca­to di pace dovreb­bero esser­ci rap­p­re­sen­tan­ti del Comune, di molte asso­ci­azioni e delle tre par­roc­chie di Peschiera», spie­ga Gior­gio Bres­ciani, degli del Cen­tro Nau­ti­co Bena­co, che si è fat­to pro­mo­tore dell’iniziativa. La chiesa del­la Nativ­ità di Betlemme è sta­ta costru­i­ta su quel­la che si ritiene la grot­ta o la stal­la in cui è nato Gesù; la lam­pa­da da cui proviene il Lume del­la pace è posizion­a­ta nel pun­to ove si pre­sume ci fos­se la man­gia­toia nel­la quale venne mes­so il Sal­va­tore in fasce. La lam­pa­da è ali­men­ta­ta dall’olio dona­to una vol­ta all’anno, a turno, dalle nazioni cris­tiane. La pri­ma staffet­ta fer­roviaria che ha fat­to arrivare la Luce del­la Pace in tut­ta Italia si è svol­ta nel 1996; gra­zie all’impegno degli scout. Oggi qua­si tutte le nos­tre regioni, com­p­rese la Sicil­ia e la Sardeg­na, ven­gono toc­cate da ques­ta staffet­ta che por­ta con sè un uni­ver­sale mes­sag­gio di apce tra i popoli. E sono cir­ca un mil­ione gli ital­iani che por­tano nelle loro case questo lume prove­niente da Betlemme, con l’impegno di man­ten­er­lo acce­so almeno sino all’. «Cre­di­amo che ques­ta Luce pos­sa rap­p­re­sentare qual­cosa di impor­tante per tut­ti, e non solo per i cre­den­ti; pen­si­amo, infat­ti, che il suo val­ore sim­bol­i­co come seg­no di pace e fratel­lan­za non pos­sa las­cia­re indif­fer­en­ti nes­suno. In questi tem­pi di guer­ra e di sparg­i­men­to di trop­po sangue inno­cente», con­clude Bres­ciani, «spe­ri­amo che questo pic­co­lo gesto aiu­ti ad accom­pa­gnare questo non solo con rasseg­nazione ma anche con sof­fio di speranza».

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