Mandano in Sardegna con il servizio Postacelere tre pacchi: ne giungono soltanto due.

Arrivano solo i cavi, sparisce il computer

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Non è arriva­to a des­ti­nazione uno dei tre pac­chi spedi­ti in con­trasseg­no il 24 mag­gio scor­so a Nuoro in Sardeg­na da Alex e Domeni­co Lavel­li con il servizio Postacelere: i tre pac­chi con­tenevano un com­put­er por­tatile e quan­to nec­es­sario per far­lo fun­zionare, il tut­to per un val­ore com­p­lessi­vo di cir­ca cinque mil­ioni. Al des­ti­natario sono, però, arrivate soltan­to la stru­men­tazione e i cavi; nes­suna trac­cia, invece, del­la con­fezione di mag­gior vol­ume, cioè quel­la con­te­nente pro­prio il por­tatile. «Abbi­amo sporto denun­cia con­tro ignoti», rac­con­ta Domeni­co Lavel­li, «ma anche ai di Peschiera ho dichiara­to, ed è sta­to trascrit­to nel ver­bale, che riten­go che le respon­s­abil­ità di quan­to accadu­to è da ricer­care nel servizio di Postacelere a cui mi sono riv­olto». Lavel­li cita gli slo­gan con cui viene pre­sen­ta­to al pub­bli­co questo servizio, sot­to­lin­e­an­do quel­la parte del pieghev­ole che cita «Postacelere non perde mai di vista le tue spedi­zioni per­ché le garan­tisce una ad una». «D’altra parte non ci sono molti dub­bi sul fat­to che il pac­co sia sta­to ruba­to. Il giorno dopo la spedi­zione, alla fil­iale di Verona è arriva­ta la tele­fona­ta di qual­cuno che chiede­va notizie su pezzi di ricam­bio che coin­cide­vano con quel­li nec­es­sari a far fun­zionare il com­put­er. La tele­fona­ta si è inter­rot­ta, infat­ti, quan­do l’addetto ha chiesto di conoscerne il numero di matri­co­la». Pac­co ruba­to, dunque, e non smar­ri­to sec­on­do il parere del­lo sfor­tu­na­to sign­or Lavel­li che, per col­mo di sfor­tu­na, sarà rim­bor­sato con cinquan­tami­la lire più le spese postali. «Questo per­ché i pac­chi non sono sta­ti assi­cu­rati», spie­gano dall’ufficio Relazioni esterne delle Poste. «Se i col­li fos­sero sta­ti assi­cu­rati, con una spe­sa ulte­ri­ore di sole set­temi­la lire a pac­co, il sign­or Lavel­li potrebbe avere il ris­arci­men­to com­ple­to del val­ore dell’apparecchiatura non giun­ta a des­ti­nazione». «Noi ci scu­si­amo per l’accaduto del quale siamo i pri­mi a dispi­ac­er­ci. Postacelere è il nos­tro fiore all’occhiello. Ven­gono spedi­ti mil­ioni di pac­chi di cui il 98,6% con­seg­na­to entro le ven­ti­quat­tro ore: se così non avviene i nos­tri uten­ti devono subito infor­mar­si chia­man­do il numero verde o seguen­do la trac­ciatu­ra sul sito inter­net». Al numero verde i Lavel­li si sono riv­olti sei giorni dopo, quan­do il des­ti­natario, nonché acquirente del com­put­er, chi­amò avvisan­do di aver rice­vu­to solo due dei tre col­li. «Ma l’unica rispos­ta», dice Domeni­co Lavel­li, «fu che non resta­va che archiviare la prat­i­ca per­ché dopo aver segui­to tut­ta la pras­si di questi casi non c’era più trac­cia del pac­co e del com­put­er…»

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