Cerimonia alla caserma di Porta Verona con il gonfalone del Comune. La fiammella della chiesa della Natività di Betlemme consegnata agli scout

Arrivata in treno la Luce della pace

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La «Luce del­la pace» è arriva­ta ieri mat­ti­na sull’Intercity prove­niente da Tri­este e si è fer­ma­ta per la pri­ma vol­ta anche a Peschiera: la pre­sen­za sul treno del lume prove­niente dal­la chiesa del­la nativ­ità di Betlemme è sta­ta annun­ci­a­ta anche dal­lo speak­er del­la stazione. Dai vago­ni sono sce­si gli di Tri­este che per pri­mi han­no rac­colto l’idea, lan­ci­a­ta dai col­leghi aus­triaci, di portare in Italia, così come in altre nazioni d’Europa gra­zie alla col­lab­o­razione con le Fer­rovie dei rispet­tivi pae­si, la «Luce» che da sec­oli arde inin­ter­rot­ta­mente nel­la Nativ­ità, ali­men­ta­ta dall’olio dona­to a turno dalle nazioni cris­tiane. Nel­la cit­tad­i­na aril­i­cense sono sta­ti gli scout del grup­po nau­ti­co Bena­co Ora a far­si pro­mo­tori, insieme alle par­roc­chie e alle asso­ci­azioni oper­an­ti sul ter­ri­to­rio, di questo par­ti­co­lare even­to. La «Luce del­la pace» è sta­ta por­ta­ta nel pomerig­gio nel­la sala Radet­zky del­la Caser­ma d’artiglieria di Por­ta Verona dove ad atten­der­la c’era anche il gon­falone in rap­p­re­sen­tan­za uffi­ciale del Comune. «La pace è un val­ore di tut­ti», ha det­to Gior­gio Resi­dori, pres­i­dente dell’associazione Soci­età Sala Stor­i­ca, in aper­tu­ra del­la breve cer­i­mo­nia, «ed è un dovere di tut­ti trasmet­ter­lo e dif­fonder­lo; la pace sarà tan­to più vera quan­to sarà rad­i­ca­ta nei nos­tri cuori». Dopo l’intervento di Resi­dori gli scout han­no let­to e can­ta­to alcu­ni brani legati al tema del­la pace. «È quan­to meno inter­es­sante pot­er vivere un momen­to sim­i­le pro­prio in questi giorni», ha det­to il par­ro­co del Beato Andrea, «è una grande oppor­tu­nità per fer­mar­si un atti­mo a pen­sare al di là del folle turbinio di luci e delle corse impazz­ite del­la gente; è un’occasione per ritornare e ripen­sare al vero sig­ni­fi­ca­to del , per andare alla sostan­za di questo even­to. Questo ci ripor­ta ai val­ori umani di fon­do, quin­di alla respon­s­abil­ità di ognuno di noi nei con­fron­ti di tut­ti e delle cose che accadono e, di con­seguen­za, anche del­la pace: siamo tut­ti chia­mati ad esserne costrut­tori, un lavoro dif­fi­cile e impeg­na­ti­vo che inizia pro­prio nel­la vita di ogni giorno all’interno del­la nos­tra famiglia».

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