In prima pagina troviamo  la poesia dialettale su Desenzano del Rigù (Dr.Alberto Rigoni) che come sempre apre il calendario che vede una fotografia degli anni 60 del Porto vecchio e del Castello.

È arrivato nelle edicole il calendario “Desensà 2017”

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Di Redazione

Quest’anno, dopo le vignette umoris­tiche di Fran­co One­ta del 2016, si è pen­sato di andare “dagli anni 50 ver­so gli anni 90” e far vedere  “ il paese che cam­bia” .

Ecco,  con questo Cal­en­dario si vuole far notare il cam­bi­a­men­to che a Desen­zano avvenne dagli anni ‘50 sino qua­si agli anni ‘90  vis­to che gli abi­tan­ti pas­sarono da 12.087 nel 1951 a 14.294 nel 61 a 20.020 nel 81; un incre­men­to vera­mente impor­tante che fu sicu­ra­mente anche eco­nom­i­co con gli alberghi che miglio­ra­vano e cresce­vano di numero por­tan­do sem­pre più  turisti.

Dob­bi­amo far notare, in par­ti­co­lare, che quest’anno la rac­col­ta che ver­rà fat­ta con il cal­en­dario servirà all’Associazione  per una don­azione ai Ter­re­mo­tati del Cen­tro Italia

Il cal­en­dario 2017 è sta­to mes­so insieme con ripro­duzioni di car­to­line dal­la rac­col­ta  di Oscar Alessi, alcune  foto di Gui­do Fontana (stori­co fotografo di Desen­zano ora dece­du­to) e alcune immag­i­ni che il Comune ave­va usato in depli­ant pub­blic­i­tari degli anni 60.

Da 18 anni la nos­tra Asso­ci­azione NOALTER DE LA RIA DEL LAC con i suoi cal­en­dari  ricor­da e mette in mostra Desen­zano e la sua storia.

Nell’ ulti­mo peri­o­do ha mostra­to  gli anni a cav­al­lo del 1400 con i dis­eg­ni di Attilio Rizzetti e poi con le fotografie di Fani­no Avanzi e con Maceo Togaz­zari quel­lo che c’era da far vedere e ricor­dare dal 1900 . Il pri­mo riprese una Desen­zano da immor­ta­lare dal ‘900 in poi pro­prio nei suoi impor­tan­ti par­ti­co­lari; il sec­on­do negli anni dal 1930 una Desen­zano che era anco­ra un paese di com­mer­cianti e pesca­tori  ma che si sta­va abbel­len­do e che poi venne col­pi­ta dal­la guer­ra con le sue brut­ture ed i suoi bom­bar­da­men­ti che fecero crol­lare anche il vec­chio Viadotto.

Togaz­zari, Avanzi e Rizzetti ripro­dussero vera­mente tut­to di quegli anni: la povertà, la vita quotidiana,i bom­bar­da­men­ti, la ricostruzione dopo la pri­ma e la sec­on­da guer­ra e le per­sone che in quel peri­o­do vive­vano a Desen­zano. La nos­tra Asso­ci­azione  li ha ricor­dati e ricorda­to la Desen­zano che c’era in quelle illus­trazioni con apposi­ti cal­en­dari e varie mostre.

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