Illustrati ieri mattina a Salò dai vertici dell’azienda sanitaria e del distretto 11 risultati e programmi di un anno di lavoro. Tumore della mammella: i controlli hanno salvato otto donne

Asl, prevenzione al femminile

Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Battaglia a tut­to cam­po con­tro i tumori: per migli­a­ia di donne di tut­to il Gar­da bres­ciano va avan­ti la cam­pagna di pre­ven­zione che, avvi­a­ta nei mesi scor­si, ha già con­sen­ti­to di sal­vare vite umane e che non si fer­merà presto. È anzi appe­na com­in­ci­a­ta la sec­on­da fase del­lo screen­ing con­tro i tumori del­la mam­mel­la, men­tre già si lavo­ra all’organizzazione di una sec­on­da cam­pagna di pre­ven­zione dei tumori del col­lo dell’utero. In totale, entro i prossi­mi due anni, l’operazione avrà coin­volto più di ven­ticinquemi­la sig­nore fra i 50 e i 69 anni di età. Sul come pro­cedano le cose si sono espres­si ieri, in una con­feren­za stam­pa, il diret­tore gen­erale dell’Asl di Bres­cia Carme­lo Scar­cel­la, con il dis­tret­to del dis­tret­to di Salò Ange­lo Benedet­ti e il pres­i­dente dell’assemblea dei sin­daci del dis­tret­to, il sirmionese Mauizio Fer­rari. Tante luci, poche ombre. Dal­lo scor­so 30 gen­naio ben 2577 donne garde­sane sono state invi­tate agli esa­mi per lo screen­ing mam­mo­grafi­co: in questo modo, per otto per­sone si è rius­ci­ti ad arrivare una diag­nosi pre­coc­ce del car­ci­no­ma, sal­van­do in prat­i­ca queste otto vite. «Sen­za lo screen­ing ­ spie­ga il dot­tor Scar­cel­la ­ forse le sig­nore avreb­bero scop­er­to trop­po tar­di di avere la malat­tia, e ne avreb­bero avu­to ben altre con­seguen­ze. Solo la metà delle donne invi­tate, però, si è reca­ta alle vis­ite. Ma la Asl non s’arrende: le assen­ti saran­no tutte chia­mate una sec­on­da vol­ta, ovvi­a­mente sen­za obb­lighi ma con tut­to l’interesse a col­lab­o­rare. «In ver­ità ­ spie­ga il dot­tor Benedet­ti ­ è pos­si­bile che molte non siano venute per­ché si era­no già sot­to­poste pri­vata­mente a questi accer­ta­men­ti. In ogni caso le sti­amo nuo­va­mente invi­tan­do: le let­tere sono già par­tite il 1° di mar­zo, com­in­cian­do dalle sig­nore res­i­den­ti a Tig­nale, Poz­zolen­go, Valvesti­no e Mag­a­sa». In totale, in due anni, lo screen­ing mam­mo­grafi­co coin­vol­gerà 13827 donne res­i­den­ti nell’area del Gar­da. Cifre sim­ili, migli­a­ia di per­sone dunque, sono da riferire anche a una nuo­va inizia­ti­va del­la Asl; lo screen­ing del col­lo dell’utero, che in pas­sato non si era mai svol­ta in modo così sis­tem­ati­co su questo ter­ri­to­rio. L¹op­er­azione sta già com­in­cian­do nel­la zona del­l¹hin­ter­land di Bres­cia, e arriverà sul Gar­da entro al fine del­l¹an­no. Anche in questo caso per oltre 10 mila per­sone. «Si svol­ger­an­no dei pap test nelle strut­ture Asl;,e non in quelle ospedaliere ­ spie­ga Scar­cel­la -. Del resto, l’Asl ha già com­pe­ten­ze e per­son­ale per esa­mi di questo tipo: nel solo 2002 abbi­amo svolto qual­cosa come 2839 pap test. La novità è che ciò che sti­amo preparan­do è una cam­pagna di pre­ven­zione omo­ge­nea che coin­volge tut­to il ter­ri­to­rio». Sono cifre che, del resto, spie­gano solo in parte l’impegno a tut­to cam­po dell’Asl sul ter­ri­to­rio garde­sano, che ha molti­pli­ca­to i pro­pri sforzi quest’anno. Con i nuovi servizi di con­sult­ing per i malati onco­logi­ci ter­mi­nali e di for­ni­tu­ra di pre­si­di san­i­tari per pazi­en­ti dia­beti­ci e incon­ti­nen­ti, sono da seg­nalare. L’aumento delle prestazioni domi­cil­iari con­tin­u­a­tive (cresciute del 26 per cen­to) per anziani non auto­suf­fi­ci­en­ti, la cresci­ta delle attiv­ità del con­sul­to­rio famil­iare, il ruo­lo dei Sert, che han­no in cura sul lago 94 tossi­codipen­den­ti, i con­trol­li sulle acque di 52 spi­agge, più un infinità di dati che tes­ti­mo­nia quan­to l’Asl sia un’istituzione che non ha più bisog­no di chiedere la fidu­cia.