La ex municipalizzata prende il 49 % delle azioni della società elettrica, la maggioranza è del Comune

Asm entra nella Set

04/07/2007 in Economia
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Asm di Bres­cia è entra­ta nel­la Soci­età elet­tri­ca di Toscolano Mader­no (Set), pro­pri­etaria di tre cen­tra­line sul fiume all’interno del­la , acquisendo il 49% delle quote messe in ven­di­ta da Aquadolce di Salò.Il munici­pio mantiene la mag­gio­ran­za (51%). Avrebbe potu­to esercitare il dirit­to di opzione, diven­tan­do pro­pri­etario uni­co, ma ha prefer­i­to rin­un­cia­re. «Se com­peras­si­mo il 49% dovrem­mo sbor­sare 2 mil­ioni e 600mila euro — ha spie­ga­to il vicesin­da­co Rober­to Righet­ti­ni in con­siglio comu­nale -. Asm è un socio di spic­co e rite­ni­amo inter­es­sante il suo ingres­so». «È un moti­vo di sod­dis­fazione — aggiunge il sin­da­co Pao­lo Ele­na -. Per la valle si prospet­ta una svilup­po notev­ole». Qualche pre­oc­cu­pazione è sta­ta espres­sa invece dall’assessore Rena­to Don: «Io non sono molto d’accordo sull’operazione — ha affer­ma­to l’esponente del­la Lega Nord -. Riten­go che il , di cui Ele­na è vicepres­i­dente, fos­se inter­es­sato. Ma temo che non sia sta­to inter­pel­la­to e sia sta­to tenu­to fuori». «In pas­sato era sta­ta offer­ta una quo­ta del­la Set al , che non ave­va i quat­tri­ni nec­es­sari — ha repli­ca­to Righet­ti­ni — Gar­da Uno è ori­en­ta­to ver­so l’energia prodot­ta dai pan­nel­li fotovoltaici».Ottenute le con­ces­sioni dal­lo Sta­to, la Soci­età elet­tri­ca di Toscolano Mader­no ave­va inizia­to l’attività nell’89, ripristi­nan­do nel ’92 la cen­trali­na dismes­sa di Covoli. Nel 2000 ne ha aggiunte altre due, ricor­ren­do a sol­di del Fon­do ricostruzione infra­strut­ture sociali del­la Lom­bar­dia e a con­tribu­ti sia del Min­is­tero del­l’in­dus­tria che del­la Regione, sit­u­ate più in alto lun­go il cor­so del fiume, che parte dal­la diga di Valvesti­no e finisce nel lago. La poten­zial­ità com­p­lessi­va è di cinque mil­ioni di Kwh all’an­no. Dopo la crisi del nucleare, si è riva­l­u­ta­to l’idroelet­tri­co. Effet­tua­to un cospic­uo inves­ti­men­to iniziale, le tur­bine fun­zio­nano auto­mati­ca­mente e han­no bisog­no solo di una rego­lare manuten­zione. L’en­er­gia prodot­ta viene cedu­ta all’Enel.La Set è sem­pre sta­ta una soci­età a cap­i­tale mis­to. Tem­po fa il 49% dei pri­vati (il 39% appartene­va a un siderur­gi­co di Odolo, Michele Oli­va, del­la Olif­er, e il 10% alla Gen­co di Pao­lo Ric­ci) venne acquisi­to da Aquadolce, una spa com­pos­ta da un centi­naio di impren­di­tori del Gar­da bres­ciano e del­la Valle Sab­bia, che effet­tua inves­ti­men­ti nei set­tori con­siderati più appetibili: dai cen­tri di ven­di­ta idroter­mosan­i­tari al soft­ware, dal set­tore immo­bil­iare alle banche. Adesso Aquadolce ha pas­sato la mano ad Asm e il con­siglio comu­nale di Toscolano Mader­no non ha eserci­ta­to il dirit­to di prelazione.Nel cor­so del­la sedu­ta si è dis­cus­so anche del­la neces­sità di avere un rilas­cio mag­giore di acqua dal­la diga di Valvesti­no, per pot­er far fun­zionare le tre cen­tra­line a pieno regime. «L’unico afflu­ente del fiume è il Campei — ha spie­ga­to Righet­ti­ni -. Sem­bra che nel 2008, dopo anni di trat­ta­tive, entri final­mente in vig­ore la legge che obbli­ga l’Enel a cedere una deter­mi­na­ta quan­tità, supe­ri­ore a quel­la del min­i­mo vitale, fis­sato nel lon­tano 1960».