Meno tedeschi ma più britannici

Aspettando i «visitatori» dell’Est

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
n.s.

Meno tedeschi, più bri­tan­ni­ci e scan­di­navi, in atte­sa dei «viag­gia­tori» dell’ Europa allarga­ta. La geografia del tur­is­mo lacus­tre bres­ciano sta cam­bian­do e per gli oper­a­tori è giun­to il momen­to di cam­biare oriz­zon­ti. Lo con­fer­ma Fer­ruc­cio Rossi Thie­len nel­la «trip­lice» veste di alber­ga­tore, pres­i­dente dell’Ascom e numero uno di Bres­ci­a­tourism. «I flus­si di vis­i­ta­tori sono mutati e occorre cogliere le nuove oppor­tu­nità del­la glob­al­iz­zazione — spie­ga Rossi Thie­len -. Con la Bor­sa inter­nazionale dei laghi sti­amo get­tan­do le basi per aprire un canale con l’Est Europa e in futuro con il Far-East. Si trat­ta di uno stru­men­to inci­si­vo per uscire da una crisi dif­fusa sui tre laghi. Iseo e Idro sono in dif­fi­coltà ma sof­fre soprat­tut­to il Gar­da dove nei pri­mi mesi di attiv­ità esti­va si è reg­is­tra­ta una fles­sione di pre­sen­ze di tedeschi col­ma­ta solo in parte dall’incremento di tur­isti bri­tan­ni­ci e scan­di­navi. Per le prime due deca­di di agos­to — con­tin­ua il pres­i­dente di Bres­ci­a­tourism -, si prevede il tut­to esauri­to ma il des­ti­no del­la sta­gione lo deciderà l’afflusso di set­tem­bre un peri­o­do stori­ca­mente monop­o­liz­za­to dai tur­isti ital­iani». Il calo delle pre­sen­ze è lega­to all’aumento dei prezzi o a deficit di servizi? «Non direi — sot­to­lin­ea Rossi Thie­len -, l’offerta tur­is­ti­ca com­p­lessi­va dei laghi bres­ciani è supe­ri­ore alla media con­ti­nen­tale il prob­le­ma, come dimostra la fles­sione di local­ità rino­mate come la Cos­ta Azzur­ra riguar­da tut­ta l’“area euro”. Il tur­is­mo paga la reces­sione eco­nom­i­ca e l’introduzione del­la mon­e­ta uni­ca». «Il set­tore sta attra­ver­san­do uno dei peri­o­di più neri del­la sua sto­ria — ammette il pres­i­dente del­la Cam­era di Com­mer­cio -, ma Bres­cia ha le carte in rego­la per rilan­cia­r­si in grande stile anche per­chè può sfruttare ambiti diver­si­fi­cati: nel­la nos­tra provin­cia con­vivono in rap­por­ti sin­er­gi­ci il tur­is­mo con­gres­suale, artis­ti­co, enogas­tro­nom­i­co e lacus­tre appun­to. In questo con­testo è nec­es­sario rimet­tere in moto la com­pet­i­tiv­ità pen­e­tran­do nuovi mer­cati». Anche per il tur­is­mo come per l’industria esistono Pae­si che sono allo stes­so tem­po con­cor­ren­ti e poten­ziali cli­en­ti. «La Cina — ha ricorda­to a questo propos­i­to Bet­toni -, è la quin­ta poten­za mon­di­ale per incre­men­to del movi­men­to tur­is­ti­co. Anche gli Sta­ti dell’Europa allarga­ta stan­no com­in­cian­do a sfruttare la risor­sa delle bellezze nat­u­rali e artis­tiche, dunque se Bres­cia e più in gen­erale l’Italia vogliono recu­per­are la lead­er­ship devono puntare sul­la qual­ità dei servizi e dell’ospitalità». E su questo fronte si muove da anni la Cam­era di Com­mer­cio che oltre alla Bor­sa inter­nazionale dei laghi, ha sostenu­to la scuo­la per il tur­is­mo e si sta operan­do per aprire nuovi col­lega­men­ti aerei con la Rus­sia e i pae­si dell’Est. Gran­di e pic­cole inizia­tive come l’estensione del Mar­chio di qual­ità del­la ris­torazione agli alberghi, che pos­sono fare la dif­feren­za anche in un con­testo globalizzato.

Parole chiave: