Aspettando Santa Lucia

10/12/2013 in Attualità
Di Redazione

Il prossi­mo 13 dicem­bre è il giorno di San­ta Lucia. Una mar­tire sicil­iana pro­tet­trice dei ciechi; aven­do subito la pri­vazione degli occhi. Le spoglie di S.Lucia era­no state trafu­gate dagli ara­bi e por­tate a Gerusalemme, iodu­rante un Cro­ci­a­ta le ave­va trovate il Doge di Venezia Enri­co Dan­do­lo. Non è dato a saper­si, per quale ragione il Doge abbia por­ta­to le spogli di S.Lucia a Venezia, che diver­rà in segui­to impor­tante per la cit­tà lagunare.

Nel 1700 un’epidemia colpisce agli occhi i bam­bi­ni e tra le varie cose si fan­no novene a S.Lucia per scon­giu­rare il male e ai bam­bi­ni viene chiesto nell’entrare i chiesa di levar­si le scarpe, con la promes­sa che all’uscita le avreb­bero trovate piene di dol­ci e regali. Da qui la dif­fu­sione del­la fes­ta di S.Lucia il 13 dicem­bre, ricor­da­ta nel Vene­to, ma anche nel­la parte del­la Lom­bar­dia che è vici­no alla spon­da bres­ciana del . Prob­a­bil­mente per­ché la zona del bas­so lago con cap­i­tale Salò, con il nome di Mag­nifi­ca Patria, era sot­to il dominio di Venezia. Ma tor­na­do alla fes­ta di San­ta Lucia, molte cose sono cam­bi­ate. Una vol­ta anni, i bam­bi­ni anda­vano a let­to presto per­ché si dice­va che altri­men­ti veni­va but­ta­ta negli occhi la cenere e per i più dis­coli c’era la minac­cia che nel luo­go dei doni la San­ta avrebbe las­ci­a­to solo la crus­ca.

Al mat­ti­no del giorno tredi­ci, i bam­bi­ni si alza­vano presto per vedere cosa ave­va por­ta­to S.Lucia e tradizional­mente, più o meno abbon­dan­ti (a sec­on­da delle con­dizioni eco­nomiche del­la famiglia), c’erano i dol­ci, la frut­ta e i gio­cat­toli: nor­mal­mente bam­bole per le bam­bine, car­ret­ti­ni in leg­no, o mac­chi­nine, o altro per i bam­bi­ni e si face­va gran fes­ta. Anche con poco.